Vibrazione, Paura e Intenzione

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Un buon punto di partenza nel lavoro interiore, come avrai imparato, è quello che consiste nel destrutturare e depotenziare quell’aggregato di pensiero che è la paura. C’è un estremo bisogno, per quanto riguarda il lavoro introspettivo che ha a che fare con la paura, di osservarla e comprenderla per quello che è. Nel non giudizio, la prospettiva che si assume equivale all’orientarsi utilizzando le stelle quando si è in alto mare e sprovvisti di bussola; cioè a dire che ci si immerge, non senza un determinato sforzo consapevole orientato verso la crescita della propria coscienza, in un apparato di energia pura consapevole di sé stessa e muta, ovverosia quell’osservatore creato alchemicamente e che ha lo scopo di osservare -con la maggior attenzione possibile- gli eventi che gli scorrono addosso e le emozioni provate dalla macchina biologica al momento sabotata e in corso di purificazione/lavorazione.

Quando un individuo subisce un trauma su qualsiasi livello emotivo, si ha un contraccolpo inconsapevole e spesso automatico che genera ciò che tante dottrine esoteriche definiscono come “corpo di dolore”. In realtà si tratta di un aggregato psichico, un relitto pesante vibrazionalmente parlando che si va ad insidiare nelle profondità subcoscienti del soggetto di modo tale che appesantisca la sua evoluzione come una zavorra, un materiale pesante prodotto da condizionamenti e sistemi di credenze ereditati dal mondo e dalla propria famiglia come collettivo e, quindi, perfettamente inutile. Quasi nessuno, tuttavia, si rende conto dei propri fardelli emozionali e anche meno prendono coscienza del fatto che essi possono essere sbloccati e sciolti in un breve lasso di tempo. In casi analoghi subentra quel fattore ancestrale e comune alla massa di individui che vibrano a bassa frequenza, che tende a strutturarsi come un auto-depotenziamento semi inconsapevole; esso prende il nome di Vittimismo.

Un individuo libero, scevro da conglomerati emotivi e zavorre di personalità, avrà davanti a sé un vasto panorama di scelte e, di conseguenza, di responsabilità; la coscienza, che varia il suo sviluppo in base al contenitore nel quale sta costruendo la sua personale esperienza di “inizio” e “fine”, tenderà per riflesso ad espandersi in maniera esponenziale e, sopra ogni cosa, la sua vibrazione aumenterà di frequenza, portando il soggetto a vivere in uno stato di beatitudine e felicità – a volte del tutto inaspettata. Per un individuo impreparato a compiere un certo tipo di “lavoro nel lavoro”, ci sarà una risposta emotiva di parte che ha il suo perno focale nella parte mentale/razionale della persona: attraverso proiezioni illusorie di un futuro incerto, nefasto e carico di preoccupazioni -o di un passato altrettanto torbito rivissuto con gli occhi di un dolore non dissipato e quindi ancora vivo- ha inizio l’autosabotaggio che porterà l’alta vibrazione ai ferri corti e, incapace di attingere a nuova energia, verrà soppiantata per una falsa “sicurezza” nel presente. Tutta questa operazione, che avviene in maniera inconscia, ha il solo scopo di creare vittimismo all’interno di un essere in evoluzione dimostrandogli falsamente che in quelle condizioni non esiste la sicurezza -che è esatto, ma ne riparleremo- ma, soprattutto, nessuna manipolazione a livello di scelta, che verrà compiuta in maniera consapevole e prevede quindi cause ed effetti, ossia piena Responsabilità del proprio operato.
In una parola: Libertà.

Un Guerriero fermo nella sua sincera intenzione di cooperare con sé stesso e le leggi dell’unvierso, avrà imparato a sviluppare la fermezza necessaria per bloccare tutta questa catena di processi appena descritta. Si tratta, senza dubbio, di essere decisi e proseguire nel lavoro senza dare adito a sentimenti da predatore/prevaricatore, ego da bandiera e sabotaggi vari operati da sé stesso verso sé stesso.
Entra in gioco quindi l’Intento, cioè a dire l’Intenzione imperitura di una coscienza/volontà ferrea che affronta il problema standogli davanti e osservandolo.
In questi casi, estremamente personali e soggettivi, non possono esistere delle guide redatte in maniera assolutistica: è un percorso trasversale, di accettazione e sconfitta della paura in generale (che si manifesta con mille maschere, tutte differenti l’una dall’altra) e di sforzo coscienziale per protrarre in avanti la coscienza in espansione.

Quando la vibrazione aumenta di frequenza, si hanno come riflesso tutti quegli effetti che potrebbero essere verosimilmente paragonati al cosiddetto “trip” allucinogeno. Così come per i consumatori di mescalina, gli effetti dell’apertura coscienziale prevedono uno spiccato interesse verso l’ambiente circostante -esterno-, visto ora con colori molto più vividi e lucidi che in precedenza, accompagnato da alterazioni a livello spaziale e temporale (leggi Spazio e Tempo). Sebbene gli effetti siano abbastanza simili, oltre che essere amplificati dalla coscienza grazie a un’elevata vibrazione -che ha come conseguenza uno smisurato senso di beatitudine e ordine di consapevolezza-, vi è una differenza sostanziale: nel trip da coscienza naturale e pura vi è una maggiore attenzione, incredibilmente sviluppata, che non si crea dalla mente razionale ma dalla parte che sta dietro e sotto di essa (Anima) e quindi risulta essere una nuova tipologia di attenzione divisa e lucida, molto più attiva di quella mentale, che è passiva nel suo insieme.

Vincere -c’è bisogno di capirlo- è una parola che non esiste e che al limite può essere utilizzata solo per darsi una pacca sulla spalla. Non c’è vittoria perchè oltre un certo livello non esiste neanche la battaglia. La comprensione di tutto questo sfocia nella libertà dai limiti nella vita stessa: il conflitto cessa per lasciare posto all’attenzione e al vissuto presente, libero da armature di sorta (emozionali, mentali o anche mai vissute/illusorie).
L’Anima pretende l’accettazione delle scelte di tutti.

Parsifal A. Drake
Fonte: http://spadanellaroccia.blogspot.it/
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