Tutti pensiamo, ma come pensiamo?

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Ci si avvicina ad un mucchio di immondizie, lo si smuove e ne fuoriesce un odore nauseabondo. Ebbene, spesso la gente pensa proprio in questo modo: smuove delle immondizie, facendone scaturire un tanfo insopportabile!
Tutti pensano, non esiste uomo che non pensi; perfino i pigri che non fanno nulla pensano, anche se il loro pensiero fluttua come una foglia al vento. Molti pensano a come poter ingannare, rubare o assassinare. Gli esseri umani si servono del loro pensiero giorno e notte, ma poiché non lo sanno utilizzare in modo corretto, esso non porterà loro granché, visto che servirà soltanto a tormentarli e a distruggerli.

Pensare realmente vuol dire innanzitutto sapere a cosa pensare e come pensare. Il pensiero è una forza, una potenza, uno strumento dato all’uomo affinché possa diventare un creatore come Lui, ossia un creatore nella bellezza e nella perfezione. In realtà, mediante il suo pensiero, l’uomo può entrare in contatto con ogni genere di materiali, di quintessenze e di creature ora nel mondo divino, ora nel mondo infernale e colui che non sa che il pensiero crea, si caccerà spesso in preoccupazioni talmente negative e distruttrici che lo porteranno a demolire se stesso.

Ecco perché l’unico fattore essenziale consiste nel fatto di essere coscienti e di sapere se l’uso che fate del vostro pensiero, ciò che desiderate, ciò su cui lavorate è veramente positivo e vantaggioso sia per voi che per il mondo intero o se invece è nocivo. Di questo vi dovete preoccupare, senza angustiarvi nel dubbio che i vostri pensieri e i vostri desideri si realizzino o meno, poiché una cosa è certa, ossia che presto o tardi si realizzeranno a prescindere dal fatto che siano buoni o cattivi; se sono cattivi, il giorno in cui si realizzeranno ne sarete voi la vittima. Purtroppo la natura umana non è ancora molto evoluta, e la prima cosa che l’uomo auspica, una volta che gli sono stati rivelati certi mezzi e certe possibilità, è quella di utilizzarli a suo favore per acquisizioni personali ed egoistiche. È lì che si cela il pericolo. Per questo motivo, in passato gli Iniziati preferivano mantenere il silenzio sulla questione del potere del pensiero, rivelando qualcosa solo ai discepoli di cui conoscevano la purezza e la padronanza di se. Ma a prescindere dal fatto che agli esseri umani venga rivelato qualcosa oppure no in merito a questo argomento, essi utilizzano inconsciamente il potere del pensiero. Che conoscano o che non conoscano, essi pensano, desiderano, bramano o immaginano. Quindi; la decisione di non spiegare loro nulla non costituisce una garanzia di sicurezza ne per loro ne per nessun altro, ragion per cui è preferibile istruirli, avvertendoli però che sono in possesso di mezzi che potrebbero rivelarsi terribili.

Da: “Il potere del pensiero” di O.M. Aivanhov