Trasformazione dei Sogni

steiner

Un segno che il discepolo dell’occultismo ha raggiunto il gradino di evoluzione in cui egli riconosce il proprio Sé superiore, o che sta per raggiungerlo, consiste nella trasformazione che si verifica nella vita dei suoi sogni.

Questi erano prima confusi e arbitrari, mentre ora incominciano ad assumere un carattere regolare. Le loro immagini cominciano ad avere una concatenazione e un senso, al pari delle rappresentazioni della vita quotidiana. Il discepolo può riconoscere in essi legge, causa ed effetto. Anche il contenuto dei sogni si modifica. Mentre prima non vi percepiva che ripercussioni della vita quotidiana, impressioni trasformate dell’ambiente in cui vive, o dello stato del proprio corpo, ora le immagini che sorgono dinanzi a lui provengono da un mondo che finora non conosceva.

Dapprima, indubbiamente, permane il carattere generale della vita di sogno, in quanto il sogno si differenzia dalla veglia per il fatto di manifestare simbolicamente ciò che vuole esprimere. Si può, ad esempio, sognare di fuggire impauriti da qualcuno che c’insegue e svegliandoci, ci accorgiamo che durante il sonno siamo stati colti da una palpitazione del cuore. Anche fatti che si svolgono nell’ambiente vicino al dormiente, si riflettono simbolicamente nel sogno: il battito di un orologio può provocare, ad esempio, l’immagine di una bomba che sta per esplodere.

Questo modo allegorico di esprimersi è proprio anche del sogno regolato di un uomo, il cui corpo eterico comincia ad evolversi. Ma esso, in tal caso, non rispecchia più semplici fatti dell’ambiente fisico o del proprio corpo materiale. Si frammischiano ora anche delle immagini che sono espressione di cose e di condizioni di un altro mondo. Non bisogna però affatto credere che un vero mistico basi i propri insegnamenti, su ciò che in tal modo egli sperimenta nel sogno. Queste esperienze nel sogno, infatti non devono essere considerate che come i primi indizi di un’evoluzione superiore.

Ben presto si verifica il fatto che le immagini sognate dal discepolo non sfuggono più, come prima alla direzione dell’intelligenza assennata, ma possono essere da questa dirette e ordinatamente osservate, come durante lo stato di veglia. Insomma, la differenza fra la coscienza di sogno e lo stato di veglia tende sempre più a diminuire. Colui che sogna, diventa nel vero senso della parola, sveglio mentre dorme, sentendosi cioè padrone e guida delle proprie rappresentazioni.

Durante il sogno, l’uomo si trova effettivamente in un mondo diverso da quello dei suoi sensi fisici. Ma se i suoi organi spirituali non sono abbastanza sviluppati, quel mondo esiste per lui come il mondo materiale potrebbe esistere per un essere dotato solamente dei primissimi rudimenti degli occhi. Bisogna rendersi chiaramente conto, che l’uomo oltre alla sua vita diurna cosciente ordinaria, ne svolge una seconda, incosciente, nel mondo di cui si è accennato. Tutto ciò che l’uomo percepisce e pensa viene da lui impresso in quel mondo, ma è possibile vedere quelle impressioni, soltanto quando i fiori di loto sono abbastanza sviluppati.

Durante il giorno, nello stato di veglia, quando i fiori di loto non sono ancora sufficientemente sviluppati, le deboli impressioni spirituali che essi inviano non arrivano a farsi sentire di fronte alle potenti impressioni dei sensi fisici. Quando poi nel sonno le porte dei sensi esteriori vengono chiuse, quelle impressioni emergono in modo confuso e il sognatore si avvede allora vagamente di esperienze che vengono fatte in un altro mondo.
Rudolf Steiner