Scambio…

Dando un concerto, un solista offre al pubblico il suo talento, la sua ispirazione, il frutto di tutto un lungo lavoro; se però il pubblico non ha alcuna consapevolezza di quel lavoro, se fa rumore o se anche solo è disattento, il musicista lo percepisce e – anche se egli fosse il più grande virtuoso del mondo – non può più donare tutto ciò di cui sarebbe capace, poiché gli scambi non avvengono correttamente. Ma può anche succedere che, volgendosi verso la sala, egli scorga un solo sguardo incantato, estasiato. Allora, si mette a suonare per quello sguardo – forse senza neppure cogliere se sia quello di un uomo o di una donna – per quella luce che brilla laggiù, nell’oscurità, e diventa geniale.
L’essere umano ha bisogno, in qualsiasi modo, di sentire un’eco alle sue azioni, alle sue parole. Se non vi è reciprocità, non è più possibile alcuno scambio. Ora, lo scambio è la legge della vita.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov