Forse adesso è ora di riposare e riflettere. 88, 89 e 90 sono i canti della scalata da Saturno alle Stelle Fisse, e sono la Triade propedeutica alla lettura dei canti finali del Poema. 91,92 e 93 saranno i canti delle prove d’esame, e come fanno tutti gli allievi del mondo, adesso diamo una ripassata veloce.

Dall’88 al 93 e dal 38 al 43, abbiamo canti sulfurei, quelli dell’esplosione della Luce, dal dolce color d’oriental zafiro e dal carro del sole del 38, fino all’auredo saturnina e allo sguardo di Dante che diventerà possente e in grado di vedere luci sempre più intense, e distanze sempre più immisurabili.

I canti mercuriali dal 44 al 49 e dal 94 al 99 sono preparatori delle ultime due conquiste: Anima Intellettiva nel 50 e Corpo Reintegrato nel 100. L’anima irrequieta, infinita e in Eterno Divenire, finalmente esaudirà il suo sogno, raggiungerà lo Spirito dentro l’Eterno Essere, e formerà il corpo reintegrato e tetragono.

Certo che detto così pare proprio astratta metafisica, e che proprio non collima con la velocità ansimante dei nostri tempi, e nemmeno con le nostre attese. Allora per davvero si è aperto un abisso fra il Medioevo e noi?

Gli antichi ospedali, ospizi, ricoveri… sorti in epoca medievale, molto spesso venivano dedicati alla Madonna della Scala, e ancora adesso sono presenti in Italia, col loro simbolo vivo della scala. Alla Scala che unisce la Terra al Cielo salivano le preghiere, o i lamenti, dei malati, o di chi capiva che era già giunto il tempo di cominciare a salirla, lasciando la terra.

Il sogno di Giacobbe, e cioè la Scala di Luce che scende dal cielo è andata via via trasformandosi, dentro la vita quotidiana dei semplici, anche nel simbolo del passaggio fra la vita e la morte. Oppure, in contesto religioso, passaggio dalla vita terrena a quella eterna. E quando parlo di contesto religioso mi riferisco a tutte le culture religiose del pianeta, che, in diversificate forme, epoche e civiltà, hanno sempre affermato l’immortalità dell’anima.

Terminata questa scala, in ambiente cristiano, ci sarebbe sempre stata Maria ad accogliere l’anima.

Doveroso dire che a Dante accade tutta un’altra cosa: da mortale, quale egli rimane, lui conquista la sua ri-nascita su questa terra, transita dalla fragilità di Uomo Smarrito, a quella di Uomo Tetragono, passa dalla Vita Vecchia a quella Nuova… in sintesi risorge in vita per poter portare a termine la sua missione, compiuta finalmente la sua risalita adamica verso il Mistero del Principio, oppure, più facile da dirsi, VERSO SE STESSI, visto che da quello stesso Principio noi arriviamo (ricordarsi che nel canto 100 Dante specchierà nell’arcobaleno del Cristo, il suo volto personale e i volti di tutta l’Umanità).

Il CONOSCI TE STESSO di Delfi, oppure il DEVI DIVENTARE CIÒ CHE SEI di Jung, o il SOUL MAKE di Hillman, o il NAMASTÉ indiano… infine, tutto quello che coincide con il concetto “non l’hai ancora capito che c’è dell’Altro?”… tutto questo si addensa nella grande fatica dell’Alighieri.

Siamo caduti e dobbiamo risalire, è il grande segreto che ogni civiltà del Pianeta porta sulle sue spalle da migliaia di anni. In area mediterranea, dalle narrazioni sumeriche, mediorientali, ebraiche, egiziane e greche… si tesse la grande rete arcana e simbolica della difficile avventura umana in terra.

Ci siamo arrivati, da qualche punto segreto del Cosmo, come Dante arriva qui percorrendo le orbite dei sette pianeti, e in ogni nostro atomo resta tutto scolpito, se solo avessimo desiderio di ricordare, fino a giungere al momento in cui Neanderthal addolcì col suono del flauto la durezza della caverna.

Non so come si fa a restituire voce all’abisso dell’oblìo, ma ognuno, dentro di sé, troverà la strada per farlo e, nel frattempo, la ratio oggettivante può soltanto far tesoro di tutti quei simboli arcani che ci sono pervenuti dalla notte dei tempi, e che ancora continuiamo a interrogare. Però è ancora lavoro di pochi, quei pochi che da migliaia di anni si passano i misteri dentro le scuole secretate (e INIZIATICHE). Tutti gli altri non entrano in gioco perché, se entrassero, arriverebbero a scoprire che siamo breve avventura dell’Universo, temporaneamente ospiti di una casa piccola piccola che ha per tetto un cielo di stelle, e che siamo tutti uguali, e destinati tutti a una sola unica missione: scoprire una volta per tutte che siamo un miracolo! Ecco, a questo punto diventeremmo tutti molto pericolosi!

Così questo Paese dei Balocchi che ci viene profuso a piene mani, coincide per forza col paese che ci rende anestetizzati terrorizzati e non pericolosi, col paese dei muri, delle scorie atomiche, della spazzatura (terrena e spaziale), dei diversi da odiare, di quelli scomodi da bombardare, di quegli onesti da truffare, delle escort tutto fare, dei bambini da annegare…, e qui la smetto, perché l’avete capito bene che si tratta di quella immonda spazzatura dell’anima di cui l’Alighieri si libera con la fatica di una vita intera.

Non temiate di dover perdere tutto questo tempo, si può pure andare ai fine settimana quando in due giorni ci diranno che i Sumeri avevano sei dita e che arrivavano da Nibiru (così ci esalteremo alla sorpresa del missssstero), oppure che possiamo fare una lista di 100 desideri, e l’Universo che ci ama, ci esaudirà e ce li realizzerà tutti quanti, specialmente quello principale: cioè diventare immortali e sconfiggere anche il cancro parlando alle nostre cellule e cambiando il DNA! 16 ore di corso e quattrocentocinquanta euro iva compresa (riferito da un’amica molto entusiasta della cosa!).

E saremo al check-in del Nirvana!

Lasceremo, senza nessun rimpianto, ai pochi che restano… il loro tempo interiore che non si concorda per nulla col cronometro dei nostri giorni, e i passi pesanti su rocce che tagliano, il grande puzzo della cloaca, i mostri che vorrebbero strappare loro il cuore, la melma nera che resta sulla pelle e pure il sollievo dell’acqua delle stelle che la cancellerà…

Oppure c’è un modo per restare qui, insieme ai simboli,  perché adesso ci vorrebbe la seconda vista, quella che può aprire il cuore, evitando di toccare il portafogli (cosa che non vi diranno mai ai fine settimana).

LA SCALA, per esempio. Forse forse appare alla nostra coscienza, dopo i 50 anni, se almeno da trent’anni ne percepiamo l’esistenza. Prima si prova la terra nuda, adhaesit pavimento anima mea (conversazione 3-53), l’anima schiacciata al pavimento dai simulacri della felicità. Oppure dover mettere le mani in pasta solo per cercare di capire, ma la terra nuda (la carne, il corpo, l’esperienza, il trauma della dipendenza e dell’ancora non saper ciò che siamo) è il nostro vero primo spazio e lo dobbiamo percorrere (i CENTAURI e l’INTELLIGENZA). E questo avviene ai bambini, agli adolescenti, ai giovani… e a volte da qui non si schioda mai, se non ci si mette in salita.

Allora prenderai aria nei tuoi polmoni (l’Aria Nuda è il tuo corpo astrale) solo dopo avere massacrato gli occhi sulla terra cruda, e allora sentirai dentro di te le stelle e i pianeti e il cielo, e le immisurabili distanze ti entreranno negli occhi, sarai guerriero con doppi poteri e conoscerai visibile e invisibile (i DIOSCURI e l’Anima Intellettiva). Può avvenire attorno ai 40 anni, nel mezzo del cammin di nostra vita… datazione certa in quasi tutte le scuole iniziatiche. Per esempio, presso la cultura ebraica, si può diventare Kabbalisti solo dopo i 40 anni (dopo i quaranta anni passati nel deserto, e quando l’Angelo ti abbandona perché devi camminare in solitudine). Solo allora si può meditare sull’Albero della Vita: l’immagine che traccia i sentieri e le porte della nostra caduta e della nostra risalita, lavoro che non avrà mai fine.

Che ti risucchia, però, quasi quasi ti disincarna, ti distilla, sarai incapace di controllare il tempo normodotato e attorno a te, le persone presenti spariranno e tu nemmeno te ne accorgerai, entrerai ed uscirai fra il QUI e l’ALTROVE, e comprenderai che sdoppiamento è buon terreno da coltivare (come insegnano Rachele e Lia). Spaccarsi in due è materia dura, quando gli amici ti diranno pjate ‘na pastiglia sient’ammè, quando cercherai psicologi o sciamani, e ti sentirai inadeguato e spaventato, se non hai un Maestro vero al tuo fianco.

Spaccarsi in due, ottima scuola per poter raggiungere l’annullamento degli opposti. Le Nozze Celesti ne costituiscono il Premio.

Poi entrerai nell’acqua, pronto a conquistare il tuo corpo spirituale, e diventerai fuoco che brucia le distanze, cielo dopo cielo, e vedrai il mondo dal punto di vista del Padre Eterno (canto 89, visione dell’aiuola che ci fa tanto feroci, e Sesto Grado dei Misteri Orfici: Ierofante, colui che ha parlato con gli Dei, riferendosi al dialogo fra Dante e l’Aquila della Giustizia).

E quando supererai la Scala, il mondo non sarà mai più quello di prima.

E ora capite perché mi sono fermata.

Dopo il canto 90 entriamo in un mondo che non abbiamo visto mai, dentro la volta stellata che contiene cento miliardi di galassie.

Superata la Scala, la visione di Maria e del Cristo è quella che sigilla l’ingresso nel Divino: lo spazio reale in cui finalmente si annullano gli Opposti, e Terra  e Cielo si fondono in una cosa sola, e giunge il momento di riflettere (come accade ancora nelle scuole iniziatiche) su quanto siano realmente forti i nostri Poteri di Fede, di Speranza e di Amore. Perché nessuno, su questa terra, da milioni di anni, è mai riuscito a vivere senza credere in qualcosa, senza sperare qualcosa e senza amare qualcosa.

Quando il  Cielo copre la Terra, nella nostra Terza Dimensione, nasce l’Ottagono (2 quadrati incrociati). Quando questo avviene nel Cielo delle Stelle, l’ultimo confine dell’Universo che si offre al nostro sguardo, avviene qualcosa di miracoloso: tutti i frammenti di specchio che ci sono piovuti in mano nei precedenti canti, e gli infiniti dettagli cromatici e diversi e molteplici che ci sono stati compagni fino ad ora, dettagli sminuzzati come in pugnetto di sabbia, ora sono risucchiati dentro un turbine caleidoscopico e ci appare la misteriosa magia di colori sovrapposti ma ordinati, che ammaliano i bambini quando incantano i loro occhi dentro il tubo magico.

Perché vi dico questo? Perché, se non vi costruite da soli uno sguardo caleidoscopico, non potete affrontare le future conversazioni. In questo momento sto tremando molto sotto il peso del ponderoso Poema, perché devo dirvi una cosa che non è mai stata detta in settecento anni di esegetica, che molto spesso ci ha decentrati con le argomentazioni estatiche e mistiche del Paradiso.

L’ultima decina di conversazioni che affronteremo, dal 91 al 100 e dal 41 al 50, una Sacra Tetrachtisnon riguarda solamente un trionfo dell’estasi dentro un abisso di luce, una mirabile visione, una incomprensibile ma struggente palingenesi di un uomo chiamato Dante… assisteremo invece a ciò che risulta più impensabile dalla nostra anima: alla fusione di MATERIA e SPIRITO, al punto zero del mondo, quando il NULLA  si è fatto di SASSO, quando la LUCE, uscendo dall’abisso delle TENEBRE, si è fatta COSMO INFINITO.

Questa  è materia fitta di domande in assenza di risposte… all’alta fantasia qui mancò possa… e la risposta per noi resta ancora parola perduta.

Una sola cosa resta certa: se i 10 canti del Purgatorio non illuminassero i 10 canti del Paradiso come ci racconta la Geometria del Poema, questo spettacolo l’avremmo perso per sempre.

Maria Castronovo

41-91, IL VII DEL PURGATORIO E IL XXIV DEL PARADISO: LA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI

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