Quando smetti di lottare, il mondo corrisponderà ai tuoi desideri.

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Se avrai il coraggio di avere ciò che desideri,
l’intenzione esterna troverà un modo per dartelo.
Poi un giorno accadrà un miracolo,
ma sembrerà un “miracolo” solo agli altri, non a te.
Sei alla disperata ricerca di qualcosa di speciale?
Smetti di essere disperato per questo, stai per ottenerlo comunque.
Faresti meglio a pensare che stai solo prendendo ciò che ti appartiene.
Stai prendendolo senza chiedere o insistere.

da “Lo Spazio delle Varianti” Vadim Zeland
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Questi testi sono una selezione   dal libro di Vadim Zeland:
Transurfing – Lo Spazio delle Varianti
Estratto dal Capitolo I – Il Modello delle varianti

[…] Tante volte io, come molti altri, avevo cercato di pretendere dal mondo quello che secondo me mi spettava. In risposta, però, il mondo mi aveva voltato le spalle con indifferenza. Allora i miei consiglieri, saggi di esperienza, mi avevano detto che il mondo non si dava così semplicemente, che bisognava conquistarlo. E io avevo cercato di lottare, ma non avevo ottenuto niente e avevo solo perso forze. I miei consiglieri, però, avevano una risposta pronta anche per questo caso.
Mi dicevano: «Sei tu che non vai bene! Prima devi cambiare te stesso e solo dopo potrai pretendere qualcosa dal mondo». E allora avevo provato a lottare con me stesso, ma era ancora più difficile.
Il Transurfing è un modo di scegliere il proprio destino esattamente come si fa con una merce al supermercato. Che cosa ciò significhi è proprio quanto intendo raccontarvi. Verrete a sapere perché le mele possono “cadere nel cielo”, cos’è “il fruscio delle stelle del mattino” e anche molte altre cose piuttosto insolite. […]
L’uomo, privato della fortuna, si lamenta della propria sorte: perché la vita è così ingiusta? Perché uno ha tutto in eccedenza e un altro si trova sempre in ristrettezze? […]
Da dove trae origine questa disuguaglianza? Perché la vita, che non conosce confini nella sua multiformità, impone un certo tipo di limiti a determinate categorie di persone? Di quale colpa si sono macchiati i meno fortunati? […]
E allora si fanno strada le varie dottrine […] si trovano nuove interpretazioni, espresse in formule del tipo: “Se vuoi essere felice, siilo”. […]
Se da una parte la persona sembra accettare questa posizione, dall’altra, però, non le va proprio a genio di affrontare con gioia i grigiori della realtà. Ma possibile che le venga negato il diritto di volere qualcosa di più? E perché poi deve costringersi a gioire? è come costringersi ad amare. […]
… L’uomo non può comunque arrivare a comprendere perché deve costringere se stesso a perdonare coloro che odia e amare coloro verso cui prova indifferenza.
Che gliene viene? […]
Se sei povero, malato, brutto e sfortunato vuol dire che la colpa è tua. Sei tu a essere imperfetto, perciò sei obbligato a cambiare te stesso. L’uomo viene posto di fronte al fatto che, innanzitutto, egli è un coacervo di difetti e vizi su cui occorre lavorare alacremente. Un quadro un po’ sconfortante, che ne dite? Ne risulta che se l’uomo non ha avuto subito la fortuna di nascere ricco e fortunato, allora ha solo due prospettive: o portare la sua croce con rassegnazione, o dedicare la sua vita alla lotta. Nel profondo dell’anima si fa fatica a provare gioia per queste alternative di vita. Possibile che in tutta questa irreparabilità non ci sia uno spiraglio di luce?
Sì, una via di uscita per fortuna c’è…
… il Transurfing

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“LO SPAZIO DELLE VARIANTI”