PANE AMORE E GENEALOGIA

CAMPI MORFICI E PSICO-FISIO-GENEALOGIA FAMILIARE

Lo scrittore Isaac Asimov cita: “la prima legge della dietetica è: se ha un buon sapore non è per te”, mentre il filosofo Ralph Waldo Hemerson sostiene: “è’ una superstizione insistere su una dieta particolare. Tutto alla fine è fatto degli stessi atomi chimici”.

Con queste Entrées inizia un appassionato discorso alimentare che serve nel piatto ipotesi deliziose e piacevoli. Qual è l’elemento segreto che permette ad alcune persone di poter mangiare qualunque cosa senza ingrassare e che crocefigge altre costringendole a diete da fame? Perché alcune persone alla prima distrazione alimentare si ritrovano con il tanto detestato chilo in più?

Quali sono i cibi che fanno ingrassare, quali quelli che fanno dimagrire? Quanta verità contiene l’affermazione: “sono di costituzione robusta” intendendo dire che la linea familiare degli avi vanta solo pezzi da ‘novanta?

Bere tanta acqua aiuta la perdita di peso, ed è vero che mangiare carboidrati dopo le ore 17 la blocca? La trasmissione con Caterina Civallero PANE AMORE E GENEALOGIA apre le porte su un discorso davvero interessante e innovativo: la nostra storia familiare incide sulla gestione della nostra linea fisica. Tappe evolutive, fasi ormonali, esperienze di vita, grandi dispiaceri, cambiamenti repentini nello stile di vita, e lutti, hanno il potere di influenzare il nostro metabolismo.

Ma quali sono i meccanismi di azione e come gestirli?

Poiché “non c’è amore più sincero che l’amore per il cibo” come affermava George Bernard Shaw, premio nobel per la letteratura nel 1925, occorre tener conto, innanzitutto, quale metodo alimentare scegliere per gestire con beneficio peso, linea fisica, stato emotivo, e prevenzione sulla salute.

Il padre del drammaturgo e scrittore Alexandre Dumas (omonimo del figlio cui diede il suo stesso nome Alexandre) sosteneva che: “nascendo, l’uomo ha ricevuto dal suo stomaco l’ordine di mangiare tre volte al giorno, per recuperare le forze che gli tolgono il lavoro e più spesso la pigrizia”; alcune riviste sostengono che bisogna consumare cinque pasti al giorno, mangiando poco e spesso. Il Prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, sosteneva “una regola d’oro: mangiare meno”; lui stesso insegnava al suo staff  che bastasse mangiare una sola volta al giorno, come faceva lui, per movimentare il meno possibile l’insulina, un ormone capace di contenere e bilanciare i valori di glucosio nel sangue, ma per contro capace di accelerare lo sviluppo delle cellule a rapido accrescimento. Chiaramente questa indicazione non è adatta a bambini, donne in gravidanza, e anziani, ed è frutto di un discorso ampio che gli fa da contesto che qui non è contemplato.

Ma chi ha ragione?

Si legge che il latte faccia male, così come i formaggi, poi appena si entra in menopausa il nostro ginecologo ci suggerisce di aumentare il consumo di latte e parmigiano per sopperire ai cali fisiologici di Calcio tipici di questa fase della vita. Ma se il formaggio fa ingrassare, se ne mangerò di più ingrasserò, e con un fisico appesantito le mie ossa davvero saranno in salute?

Che confusione!!

Chi ha ragione, chi mente?

Quale direzione prendere nel groviglio di informazioni che tempestano il web di proposte integrative? Pillole coloratissime promettono perdite di peso da record, famose modelle e star del cinema giurano di utilizzarle quotidianamente (ma sarà poi vero?). C’è qualcosa che non funziona: i supermercati sono stracolmi di alimenti ipocalorici, light, cibi sani, bio, senza glutine, senza zucchero, alimenti vegani, senza olio di palma, senza coloranti, senza conservanti , senza pesticidi, e le persone (basta osservare chi cammina per strada e attende la metropolitana o il treno per andare al lavoro o rientrare la sera) sono sempre evidentemente meno in forma.

Tenendo anche conto del fatto che, come raccontava Alessandro Manzoni più di duecento anni fa: “Gola e vanità sono due passioni che crescono con gli anni” vorrà mica dire che dovremo restare a dieta per sempre? “Tutta la vita a dieta” è una cosa triste! Non si può sentire …

E poi vai a tenerla la fame quando arriva la sera, soprattutto, quando prima di andare a dormire hai quel pezzettino di cioccolato che ti chiama dalla cucina e niente da fare, puoi tentare di resistere, ma poi devi alzarti e andare a finirlo; aveva ragione Giovanni Verga: “La fame fa uscire il lupo dal bosco” .

Ci deve pur essere una soluzione, ci deve essere una strada che ci aiuti a vivere la vita con leggerezza e coscienza. Senza mangiare ai quattro palmenti danneggiando la salute, sarebbe bello scoprire quali meccanismi innescano le funzioni metaboliche capaci di autoregolare il nostro peso, consentendoci divagazioni moderate, ma innocue.

Caterina Civallero

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