L’opportunità per Cambiare

Gregg Braden
Una cosa che ho trovato durante i miei viaggi alla scoperta delle culture antiche, a partire dall’86, è che molte civiltà, 2000 o 3000 anni fa, hanno costruito camere sotterranee che in quell’epoca simulavano le condizioni che noi avremo vissuto oggi. Erano stanze adibite alle iniziazioni! Negli antichi siti degli indigeni americani del sud e del nord, degli egizi e – in alcuni epoche – dei cinesi, ci sono stanze, camere, costruite in un modo molto particolare.

Quando ci entri e hai una bussola, noti che i campi magnetici all’interno sono singolari, e la tua bussola lo rileva. I campi magnetici, infatti, erano molto deboli all’interno della camera. Ecco cosa proviamo, ora, sul pianeta. I campi magnetici della terra hanno iniziato a diminuire 2000 anni fa e ora si trovano al livello più basso degli ultimi 2 millenni, sono calati del 10% solo negli ultimi 100 anni. Viviamo quotidianamente in un mondo di bassi campi magnetici e gli antichi sapevano come ci si sentiva perché lo avevano simulato nelle loro camere. Hanno scritto agli abitanti del futuro spiegandogli cosa avrebbero provato e come prendersi cura di sé durante quel periodo.

Le istruzioni che hanno lasciato sono i principi spirituali delle grandi religioni. Dicevano che la cooperazione – la compassione, l’amore e il perdono dentro di noi – modificano il nostro corpo, e quando avvertiamo quel cambiamento ci sintonizziamo ai cambiamenti del mondo. Questo è importante poiché le nostre emozioni reagiscono ai campi magnetici e anche le nostre credenze, il nostro sistema immunitario, la nostra percezione del tempo e dello spazio. Si può pensare al campo magnetico come a una colla che lega le nostre convinzioni saldamente ai nostri corpi.

Quando la colla svanisce, quando i campi magnetici sono bassi, questa è l’opportunità per cambiare, perché nulla trattiene le credenze fortemente nel corpo e quindi siamo pronti ad accogliere l’opportunità per grandi cambiamenti. In questo senso i nostri avi hanno lavorato per noi, se avremo la saggezza di riconoscere ciò che ci hanno lasciato.
Gregg Braden/2010