L’aspetto femminile nella tradizione ermetica

Pizia Sacerdotessa di Delfi

Questo argomento sull’aspetto femminile nella Tradizione Ermetica non è facile da trattare in quanto tutto parte da un sacerdozio soltanto maschile tramandatoci dalle religioni monoteiste. Non ho idea per quale motivo le donne furono messe da parte e allontanate dai riti, l’unico ruolo che avevano e che hanno oggi è di osservatrici passive o “serve” nel servizio di pre-parazione dei Templi e nell’assistenza al sacerdote nelle sue svariate necessità domestiche.
Tutte le religioni, ordini cavallereschi, scuole misteriche, ecc., indicano in maniera velata la via che porta verso l’illuminazione, redenzione e salvezza dell’essere umano. Tutta la metodica per raggiungere il traguardo viene proposta attraverso miti, parabole, riti, simboli, preghiere, meditazioni e chi più ne ha più ne metta. Così l’insegnamento puro e semplice fu ri-coperto con tante pratiche mistiche che con il trascorrere dei secoli fu così ben nascosto che è stato completamente dimenticato.

Ora, i responsabili, “mimano” le verità nascoste, ma il vero messaggio rimane silente, le parole sono vuote, e, se notate bene, parlano sempre del contenitore e mai del contenuto; sono diventati ciechi che guidano altri ciechi.
Infatti, ritengo che l’involuzione spirituale di tutta l’umanità si deve all’incapacità e all’occultamento delle operatività; così tutti coloro che hanno fallito nell’impresa non permettono agli altri d’andare oltre.

Adesso per com-prendere qualcosa su questo ingarbugliato argomento, andremo a pescare qualche perlina nel grande mare della nostra tradizione. Ma prima è necessario chiarire che quando si parla di UOMO, s’intende ambo i sessi perché si tratta esclusivamente delle polarità maschile e femminile e non dell’uomo o della donna fisici.

Credo che la grande confusione è nata nell’interpretazione errata di questo punto. Perché quando si parla di Eva nella Genesi ci si riferisce alla polarità femminile dell’uomo in generale e non di un essere femmina in particolare.

Infatti la donna porta con sé il peso enorme di una colpa che non è tale, anzi, fu grazie a quel principio femminile d’Adamo che l’uomo diventò simile agli Dei. Così quel dramma sacro serve ad insegnarci, con le sue analogie, a risvegliarci ed a diventare Uomini con la U maiuscola.

Così, sia l’uomo, come la donna, sono Adamo ed Eva e, analogicamente hanno l’energia che chiamano serpente, e questa si trova nella manifestazione dell’Eros. Così, entrambi, hanno un “Giardino” nel quale cresce l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza del bene e del male, e Dio è la loro propria Coscienza che vigila dal cielo, nella loro testa.

Proviamo adesso ad approfondire l’argomento che servirà a com-prendere il vero messaggio: tanto l’uno come l’altra, uomo o donna, possiedono i due generi, il maschile e il femminile. Per esempio, l’uomo fisico è maschio, è solare, marziale (Sole e Marte) e la manifestazione del suo principio spermatico è lunare e femminile, che corrisponde nella religione all’Arcangelo Gabriele, l’Annunziatore, vestito di bianco con un giglio in mano e il suo pianeta è la Luna.
Al contario la donna fisica è lunare, venerea, femminile e il suo mestruo è solare, marziale. Nell’iconografia cristiana corrisponde all’Arcangelo Michele con il suo ampio mantello rosso sangue e il suo pianeta è Marte.

Ecco che finalmente abbiamo chiarito i due archetipi dell’uomo, che in fin dei conti sono la medesima cosa ma invertiti come polarità, che se vengono compresi aiuteranno enormemente a chiarire tutto il resto.

Un particolare che ci potrà aiutare sono le similitudini tra le Dee Madri: “Nell’antico Egitto Iside partorisce Horus, nel cristianesimo Maria concepisce Gesù, e in questi casi il significato è lo stesso, in quanto entrambi gli aspetti femminili non sono altro che l’anima tanto dell’uomo quanto della donna, e tutto si svolge dentro il corpo umano e mai fuori, e serve per attivare il Regno di Dio dentro di voi, come affermò Gesù.
Infatti l’anima, o corpo animico, viene sempre raffigurata come una Donna misteriosa detentrice delle chiavi della Sapienza. Anche il grande Leonardo volle imprimere nella tela il volto misterioso della Gioconda, che non è altro che Iside, Eva, Maria, e tutti gli aspetti femminili dell’essere umano, e ci riuscì ampiamente.

Adesso continuiamo con le analogie per inoltrarci e “sbirciare”un pochettino dietro il primo velo di Iside. Come voi sicuramente sapete l’elemento Acqua è femminile e l’Anima umana è composta dai liquidi (sangue, saliva, lacrime, urina, sperma e mestruo): ecco a voi la parte femminile chiamata Anima o come i cristiani la definiscono: Madonna!

Perché la Tradizione Ermetica afferma questa verità?
Perché Lei, questo prezioso liquido, contiene, come la conosciuta Arca di Noè, tutta la Memoria Genetica presente in questo universo, riempiendo per un buon 70% il nostro corpo. E, prima che la volontà marziale imprima un separando, “fecondando” e cambiando il suo codice, Lei, l’Anima, è chiamata Eva e quando diviene “gravida” si trasforma in Maria. Esattamente come il suo pianeta, la Luna, “ingravidata” dalla Luce del Sole, si trasmuta in Venere.

Così continuando con queste analogie: l’anima Maria, incinta per opera dello Spirito (Intelletto Superiore) e della volontà marziale, “partorirà” dopo nove mesi il proprio Figlio, Horus o Cristo nella grotta del cuore: Betlemme (la casa di carne). Allora questi “semi” dovranno essere “seminati” nella propria “terra-corpo”, messi in croce per un intero anno, mentre il Sole nel suo percorso annuale toccherà i quattro punti della Croce Cosmica, due Solstizi e due Equinozi, per poi ri-sorgere come il Sole completamente Cristificato.

Tornando all’archetipo femminile o anima dell’uomo, le diverse tradizioni la raffigurano sempre con il bimbo in braccio, la Luna sopra la testa o sotto i piedi, coronata da dodici stelle; così diventa Madre dell’Uomo vero, Regina del Cielo e dell’Universo intero, in quanto le dodici stelle sono le dodici Case Zodiacali; e non manca mai il Serpente, così la Madonna Maria ce l’ha sotto i piedi a testimoniare il dominio sul piano delle emozioni.

Al contrario Iside lo manifesta sopra la testa, in mezzo alla fronte (ureo) a dimostrazione della propria sublimazione spirituale.

Altre Madri-Anime e Regine rappresentano sempre lo stesso principio. In India la chiamano Devaki con suo figlio Krishna in braccio, a Babilonia Isthar con suo figlio Tammuz, in Egitto Iside con Horus, nella nostra religione Maria con Gesù bambino, e tutte sono madri con un Salvatore in braccio.

Nel suo poema filosofico Tommaso Campanella scrive:
“…avrà per manto il sole e per corona lucenti stelle e nel leggiadro piede per scarpa avrà l’inargentata Luna, te calpesterà cò il piede armato di luminosa face e nel tuo inferno faratti sospirar con duolo eterno.”
Ecco le Madri che le religioni solari ci propongono, e sono l’Archetipo di tutte le manifestazioni femminili nell’Universo, dal Mare = Maria, alla Luna = Iside, dalla Materia = Mater all’Anima di tutte le cose e di tutte le donne.

Queste religioni rappresentano Dio come Uno e Trino, o più semplicemente con una coppia, maschio e femmina, con il figlio; Padre, Madre, Figlio o Padre, Figlio e Spirito Santo, che diventa poi la medesima cosa.

Bene, è chiaro che ognuno possiede in sé i due Principi, ma sono rari coloro che hanno unito in “Ierogamìa sacra” (nozze sacre) questo Uno e Due, e, in conseguenza di ciò, la maggior parte si trova priva del Tre, o Terzo Principio.

Fisicamente, quando l’uomo e la donna si uniscono carnalmente in un atto d’amore, lei rimane gravida e dopo nove mesi partorisceun bimbo. Altresì un’unione nella propria interiorità dei due Principi, concepisce un Cristo-Luce con un corpo di Gloria; e, se Ermete affermava:”Come è in alto così è in basso per compiere il miracolo della cosa Una”, io aggiungo anche:” Come è fuori così è dentro, per compiere il miracolo, del Due fare Tre.

Ma in quale maniera si opera tale miracolo?
Ascoltate Gesù: “Io sono il pane della vita e se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. E se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita…”

Inoltre nella Genesi il Serpente dice ad Eva:”…nel momento in cui voi ne mangerete si apriranno i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscitori del Bene e del Male…”

Queste frasi si riferiscono all’Eucarestia, per questo i credenti corrono nelle chiese a prendere la particella consacrata dal prete, come se fosse il “Seme Sacro” che “ingraviderà” l’anima. Ma non accadrà nulla di nulla: il Cristo interiore non nascerà mai, pure se mangerete tutte le ostie delle chiese di Roma.

Perché?
Semplicemente perché l’ostia, analogicamente, rappresenta, insieme al vino, i principi dell’uomo e della donna, ma non si tratta dei “veri” elementi eucaristici, in questo caso, sennò di un palliativo puro e semplice. E, pure ammettendo che funzionino, i preti ci propinano il “seme ostia” non fecondato dal secondo principio, giacché il vino, elemento solare, lo bevono soltanto loro.
Allora, pur trattandosi di una mimica, ed il valore è quello che ognuno gli dà, dandoci solo il principio femminile-lunare, ci privano del secondo elemento, quello maschile-solare.

E così, quest’anima Maria infecondata, diventa un’addolorata e soffre davanti alla grande ignoranza della Somma Verità negata. E’ come se una donna volesse rimanere incinta mangiando un pezzettino di pane, pregando, meditando o digiunando. Potrà fare tutte queste cose per più di una vita, ma quello che potrà ottenere, potrà essere al massimo una gravidanza isterica e non una vera maternità.

Eppure tutto è così semplice e alla portata di tutti che Gesù disse:” Il Regno di Dio è per i fanciulli”, aggiungendo di “essere puri come colombe ed astuti come serpenti e che tutto è dentro di noi”. Per questo fra uomo e donna non vi è differenza ed entrambi possono autofecondare la propria anima e diventare sacerdote o sacerdotessa di se stessi.

Così Dio, che significa Jod = Fuoco Spirituale, non è altro che il N° 10 della Cabala; e il dieci è l’unione dei due Principi maschile e femminile, ossia dell’Uno e dello Zero, che nei tarocchi viene rappresentato dalla Ruota della Fortuna.

Per l’appunto Fortuna, che significa l’aver unito ciò che è diviso, ossia i due Principi, ri-creando il Sacro Androgino. Così la Ruota girerà e la Fortuna Spirituale è assicurata.

Concludendo, senza il Principio femminile, o senza la Donna, non si conclude nulla nel piano spirituale, esattamente come i due poli dell’elettricità che unendosi fanno scaturire la scintilla o la Shekinah che tutto sommato sono la stessa cosa.

Così forse, nella nuova religione per l’età dell’Acquario officeranno i riti l’uomo e la donna insieme, tutti e due sacerdoti della Luce, il maschio consacrerà il Pane e la femmina il Vino, dopo uniranno i due Principi solare e lunare e lo offriranno alle genti.
Finalmente il messaggio del Cristo si farà carne e le genti pieni di Grazia si risveglieranno ad una Nuova Realtà e finalmente saranno liberi!

Alfredo di Prinzio
Fonte:http://mikeplato.myblog.it

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