La percezione della Verità

 

Caravaggio, Incredulità di San Tommaso, 1600
Il naso di San Tommaso e il suo indice infilato nella ferita di Cristo sono entrati nell’immaginario collettivo come simboli di curiosità critica, di indagine empirica e di analisi razionale delle evidenze. Caravaggio aggiunge alla composizione un elemento dinamico che fa riflettere sull’effettiva capacità dell’intelletto razionale di comprendere la verità spirituale.La composizione è strutturata all’interno di una croce ortogonale e compresa fra due diagonali che “toccano” i punti salienti del discorso filosofico ideato dall’artista. I quattro personaggi sono dipinti seguendo uno schema geometrico caro agli alchimisti del tempo. La croce infatti delimita i quattro quadranti che individuano non solo i quattro temperamenti ma uno specifico codice di evoluzione dell’energia psichica, mentale e spirituale all’interno del “cranio/cervello”.
Per l’alchimia rinascimentale le funzioni cerebrali sono tra loro collegate secondo uno schema geometrico che viene “illuminato” progressivamente man mano che l’individuo evolve in consapevolezza sensoriale ( Tommaso infila il dito), percezione critica (l’apostolo osserva con attenzione la ferita), conoscenza razionale (l’apostolo più anziano osserva da un punto di vista più elevato) e infine comprensione spirituale (il Cristo mostra la ferita e guida la mano di Tommaso all’interno della “verità”).Il dipinto affronta il tema della verità intesa come il risultato di una indagine razionale e oggettiva dei dati di fatto. La verifica empirica, diretta e personale delle informazioni, delle immagini e delle fonti scientifiche, storiche e culturali è il presupposto per contestualizzare ogni opera generata dalla mente umana. In particolare la verifica delle prove (la ferita) dichiara l’attendibilità delle parole di chi si propone come un “portatore di verità” . Per non farsi ingannare dai falsi profeti (o dalle opere propinate dalla new age) l’individuo deve evolvere la curiosità di Tommaso in percezione critica, riflessione razionale e infine nella comprensione intuitiva del Cristo, l’unica in grado di discriminare ciò che è vero, utile e proficuo per l’anima da ciò che è falso, dannoso e iniquo.
Questo processo di evoluzione delle facoltà critiche non è così facile come potrebbe sembrare. L’educazione scolastica non è sufficiente a sviluppare nell’individuo uno spirito critico poichè viene efatizzato l’analisi del testo rispetto allo studio delle immagini. Invece la realtà quotidiana è fatta di immagini che dobbiamo imparare a decodificare se non vogliamo commettere errori di valutazione e di giudizio e rischiare di cadere vittima della “percezione altrui”.Evolvere nella conoscenza dei simboli presenti nelle immagini riflesse dalla realtà, dai mezzi di comunicazione e di trasmissione del sapere significa comprendere la natura di “Matrix”, ovvero il potere “occulto” della razionalità economica, politica e scientifica di mistificare la realtà, di proiettare sogni e bisogni, di suggestionare le masse e modellare la percezione collettiva attraverso simboli e modelli di successo.

Marta Breuning
Fonte: http://martabreuning.wordpress.com