INIZIARE DA SE STESSI

Voi siete in uno stato di mancanza. Le cose belle succedono a tutti tranne che a voi. Ben presto quello è l’accordo. Niente di buono viene a voi. «E non conoscerò mai l’amore», e questo è corretto, questo sarà l’accordo. Non conoscerete mai l’amore. Nella vostra vita non entrerà mai nessuno che vi porterà amore. Sapete perché? Perché l’amore innanzitutto dev’essere fondamentalmente rivolto al sé. Cosa significa questo semplicemente? Che dovete amare chi siete.

Come si fa?
Date un’occhiata alla vostra vita e chiedetevi: «Sono uno che soffre? Provo rincrescimento? Sono una vittima? Sono pieno di odio, di rabbia?». Ponetevi queste domande. E se la risposta è sì per una qualunque di esse, il modo più grande in cui otterrete l’amore consisterà nell’amare voi stessi abbastanza da lasciarla andare. Come si fa a lasciarla andare? Sostituite quella rete neurale. Allacciatela; invece del sole, allacciate una banana. E quando il cervello ha, in quanto computer, il diritto di programmazione, quello è ciò che accenderà sempre. Quello è autentico perdono, quello è l’atto di amore nei confronti del sé.

Amate voi stessi. Non torturatevi mai. Amatevi. Non paragonatevi mai a nessun altro. Dia-mine, non esiste nessun altro come voi. Amatevi. Non pensate che l’amore abbia a che fare col vostro
aspetto. E amore ha a che fare con tutto ciò che è sostanziale in voi. Quindi datevi amore. Non c’è nessuno come voi, quindi smettetela di essere come tutti gli altri. Smettetela di pensare che il mondo vi debba qualcosa. Non vi deve niente. Voi dovete a voi stessi. Amatevi per perdonare le persone nella vostra vita. Perché? Non è che volete soltanto che loro siano perdonate; ma siete voi a voler essere perdonati.


Questo è amare se stessi, voglio che capiate che comprendere la vostra vita non deve significare la fine della vostra felicità. Molte volte ne è l’inizio, perché avete cercato di trovare la gioia in tutti quelli che vi circondavano. Sapete, avete sposato delle persone e avete fatto promettere loro che vi avrebbero amati. E se foste voi a promettervi che vi amerete? Perché mai avete piazzato quel peso su qualcun altro? Nessuno è in grado di farlo. Non esiste nemmeno nell’invisibile un maestro che abbia il potere di sostenervi ed amarvi al posto vostro. E perché vi aspettate che un semplice mortale come voi debba avere una tale responsabilità?

Bene, trovare la felicità negli altri è soltanto cercare la sofferenza, poiché tutti loro vi deluderanno proprio come voi avete deluso chiunque altro. Quante persone sono rimaste deluse perché non siete risultati come loro pensavano che avreste dovuto, o non avete l’aspetto che secondo loro dovreste avere? Quante persone sono rimaste deluse o imbarazzate dalla vostra rudezza o rozzezza? Deludete continuamente la gente. Questa non è una novità.
Ciò che voglio dirvi di importanza così vitale è che quando vi considerate in modo onorevole, vi rendete un grande servizio. E se perdere la vostra gioia e per un po’ di tempo diventate tristi — comprendere questo non è una condizione medica; è tornare indietro e sforzarsi di far sì che arrivi più conoscenza per il sé, permettendo al cervello di cambiare senza l’isteria dell’emozione — questo è il motivo per cui cerchiamo rifugio nel cervello medio. Ecco che cos’è la depressione.

Ora, è mai troppo tardi per qualcuno? Ebbene, non è mai troppo tardi. L’istante: se vivete tutta questa vita nella stupidità e nell’ignoranza e nell’ultimo giorno della vostra vita improvvisamente l’alba diventa importante per voi —se l’unica cosa che vi importa nell’ultimo giorno della vostra vita è vedere il giorno successivo, il mattino — allora quel mattino avrete una comunione con la vita e con la natura che nella cecità della vostra gioventù e nel ritiro della vostra mezz’età non avete mai preso in considerazione né provato. E se in quell’ultimo mattino sarete una cosa sola con quei raggi dorati di luce che danzano sul vetro della vostra finestra, e se vi sorprenderete in ogni istante ad esserne parte, quando morirete quello sarà il giorno più importante della vostra vita. Allora la vita sarà valsa la pena.

Quanti di voi capiscono? Così sia. Se siamo Dei, come vi ho detto, allora siamo dotati della responsabilità di agire come loro. Se siamo Dei, non sta a nessuno renderci felici se non a noi stessi. Se siamo Dei, non sta a nessuno darci amore se non a noi stessi. E quando amiamo davvero ciò che siamo, allora il Dio regna in noi, poiché Dio è uno che dona e non uno che prende. A quel punto potete amare incondizionatamente tutti. Perché? Perché potete amare senza la condizione che loro vi corrispondano. Perché dovreste aver bisogno di essere corrisposti se l’amore è già in voi? Questa è la libertà ultima, e questo è in ultima analisi il modo in cui un maestro ama. E non è splendido? Non vi deve preoccupare il fatto di non amare più le persone se sono troppo magre, o sono troppo vecchie, o troppo giovani, o il colore della loro pelle non va bene, o il loro bilancio è negativo. Tutto ciò sparisce perché la genuinità di ciò che siete c’è già, e ha posto per tutti. E questo è ciò che intendiamo con la frase “l’amore incondizionato dev’essere dato innanzitutto a voi stessi”.
Così sia.

tratto dal libro ” Chi siamo veramente ”
Ramtha