IL SEME

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Il seme non può sapere cosa accadrà – il seme non ha mai conosciuto il fiore.
E il seme non può neppure credere di avere la potenzialità di diventare un fiore meraviglioso.
Il viaggio è lungo, ed è sempre più sicuro non affrontarlo mai,
poiché il sentiero è sconosciuto e nulla è garantito.
Nulla può essere garantito.
I rischi lungo il cammino sono infiniti, i trabocchetti in cui cadere moltissimi e il seme è al sicuro, nascosto all’interno del suo duro involucro.
Eppure il seme compie degli sforzi, fa tentativi; lascia cadere il rigido guscio che rappresenta la sua sicurezza, inizia a muoversi. E subito inizia la lotta: la battaglia col terreno, con le pietre e le rocce. Il seme era duro; il germoglio sarà estremamente fragile e i pericoli saranno immensi.
Per il seme non c’era pericolo, avrebbe potuto sopravvivere millenni, mentre per il germoglio i pericoli sono infiniti. Eppure si lancia verso l’ignoto, verso il sole, la fonte di luce, senza sapere dove andare, senza sapere il perché. Pesante è la croce da portare, però il seme ha un sogno, e va avanti.

QUARTA CARTA L INTUIZIONE..DOMANI
Il sentiero dell’uomo è simile: è arduo e richiede molto coraggio.
Lo Zen afferma che, se abbandoni il sapere – e nel sapere è inclusa ogni cosa: il tuo nome, la tua identità, tutto quanto, poiché queste cose ti sono state date dagli altri – se lasci cadere tutto ciò che gli altri ti hanno dato, acquisirai nel tuo essere una qualità totalmente diversa: l’innocenza. Sarà una crocifissione della “persona”, della personalità, e avverrà una resurrezione della tua innocenza: di nuovo tornerai a essere un bambino, rinato.
Buddha ha scelto una delle parole con maggior potenziale – shunyata.
Il termine inglese equivalente, “il nulla”, non è altrettanto bello. Ecco perché vorrei tradurlo come “nessuna-cosa”: perché il nulla non è semplice nulla, è tutto. Vibra di ogni possibilità. È potenziale, potenzialità assoluta. Ancora non è manifesto, ma contiene ogni cosa.
All’inizio è la natura, alla fine è la natura, perché dunque fare tanto chiasso nel mezzo? Perché preoccuparsi tanto, essere così ansiosi, così ambiziosi, nel mezzo; perché creare tanta disperazione?
L’intero viaggio va dal nulla al nulla.

Osho