Il mondo della percezione


“Il mondo della vita di ogni giorno consiste di due punti di riferimento, per esempio, noi abbiamo ‘quà e là’, dentro e fuori, sopra e sotto, buono e cattivo, etc. Così a rigore, la percezione della nostra vita è bidimensionale. Nulla di quanto percepiamo nelle nostre azioni ha qualche profondità, uno stregone percepisce le proprie azioni con profondità, le sue azioni sono tridimensionali, per lui. Hanno un terzo punto di riferimento.” “I nostri punti di riferimento sono ottenuti soprattutto dal nostro senso della percezione. I nostri sensi percepiscono e differenziano quel che per noi è immediato da quello che non lo è. Usando quella distinzione fondamentale, deduciamo il resto. Per raggiungere il terzo punto di riferimento dobbiamo percepire due luoghi in una sola volta (cioè simultaneamente).

“Don Juan mi spiegò che la percezione normale aveva un asse. ‘Qui e là’ erano le zone esterne di quell’asse e noi eravamo parziali quanto alla chiarezza del ‘qui’. Disse che nella percezione normale, solo ‘qui’ si percepiva al’istante e in modo diretto e completo. Il suo termine di riferimento gemello, ‘là’, mancava di immediatezza. Era arguito, dedotto, previsto, perfino presunto, ma non appreso direttamente con tutti i sensi. Quando noi percepivamo due luoghi contemporaneamente si perdeva la chiarezza totale ma si guadagnava la percezione immediata del ‘là’.

Alla fine (don juan) spiegò che essere in due posti contemporaneamente era una pietra miliare che gli stregoni usavano per segnare il momento in cui il punto d’unione raggiungeva il luogo della conoscenza silenziosa. Il movimento libero del punto d’unione, se ottenuto con mezzi propri, era chiamato percezione divisa.”
“Il terzo punto di riferimento è la libertà di percezione, è l’intento, lo spirito, il balzo del pensiero nel miracoloso, l’atto di allungarsi oltre i nostri limiti raggiungendo l’inconcepibile”, affinchè la percezione possa avere tridimensionalità bisogna sentire di essere in due posti contemporaneamente, se ciò non avviene si avrà sempre una percezione parziale del ‘quà’, mentre il ‘là’ può essere solo dedotto e sarà comunque sempre privo d’immediatezza.

Da “Il Potere del Silenzio” di Carlos Castaneda