Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? 

Insegno ai miei figli che devono sopravvivere alla scuola dell’obbligo, il luogo dove anno dopo anno ti riempiono le tasche di pietre affinché quando ne esci ti risulti impossibile volare. Almeno finché non edificheremo le scuole del futuro, che saranno scuole per piloti.
Salvatore Brizzi

A molti è sconosciuto il significato del termine Pedagogia, ad alcuni questa parola riecheggia come noiosa reminiscenza degli anni del Liceo. Per me Pedagogia era un termine accademico, che non avevo incontrato neppure durante gli anni dell’Università.

Per il corso di laurea in Lettere, infatti, non era previsto nessun esame su chi è l’uomo, su quali sono le sue tappe di sviluppo e di che cosa necessita durante gli anni della sua crescita. Ignoravo come si potesse entrare in una classe ed insegnare. Chi mi avrebbe insegnato ad insegnare? E inoltre, ripensando a ciò che avevo vissuto nei miei anni di scuola, non potei che giungere ad una ferma risoluzione: io non avrei mai insegnato.

Così, mentre con rabbia e frustrazione cercavo una direzione per la mia vita, tenendomi ostinatamente lontana dalla mia missione e interrogandomi sul perché fossi discesa su questa Terra, incontrai per caso una scuola del tutto diversa da quella che tutti conosciamo e che sentii immediatamente familiare.

Compresi allora che per Educare un Essere Umano dobbiamo prima avere idee chiare su chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo (come suggerisce il famoso quadro di Gauguin) e dobbiamo aver iniziato un serio lavoro di auto-educazione, prima di poter insegnare anche solo la tabellina del due.

La Pedagogia è l’unione dell’arte e della scienza, dell’energia femminile del “trarre fuori” (educazione) ciò che è già contenuto in potenza nel bambino e dell’energia maschile del “tracciare un segno” (insegnamento) per dare una direzione. Per creare “scuole del futuro”, adatte “ai piloti dello spirito”, è necessario un infaticabile lavoro di affinamento da parte degli educatori e degli insegnanti del futuro e la conoscenza dell’esistenza di realtà educative che già da molti anni stanno cercando con fatica, sforzi, errori e cadute, di creare un’alternativa rispetto alla scuola dell’obbligo.

Lo scopo della scuola dovrebbe essere quello di aiutare i bambini a divenire man mano più liberi e consapevoli di sé e dei propri talenti, affinché desiderino mettersi al servizio del mondo una volta diventati adulti. Creare scuole di questo tipo non è certo una cosa che si può improvvisare: servono strumenti adatti, studio ed esperienza sostenuti da una volontà incrollabile unita ad un cuore pulsante. Sono necessari inoltre grande spirito di cooperazione e sacrificio di sé: la scuola del futuro non viene creata da una persona, ma da tanti cuori e tante mani uniti nella Visione di un Mondo Nuovo.

Chiara Ghidini