Il Mago … Merlino!

I racconti sulle misteriose origini di Mago Merlino hanno diverse interpretazioni. Cominciamo a leggerne qualche breve apparizione nella “Historia Brittonum” di Nennio.

Merlino è indicato come il figlio di una vestale druidica e del discendente di uno dei magistrati romani, identificato come Ambrosius Aurelianus, condottiero dei Britanni. L’Ambrosius di Nennio trova un’uguaglianza a sua volta con l’Ambrosius Aurelianus di cui parla lo storico Gilda (nel 500 d.C. circa) nel De excidio et conquestu Britanniae.
Nennio lo descrive inoltre come un re potente, Dubricius e non più come il condottiero dei Britanni.

E’ stato Goeffrey di Monmounth, un prelato vissuto dal 1100 al 1154 circa, a tramandarci l’esistenza di Merlino. Grazie ad libro in lingua gallese, messogli a disposizione dall’Arcidiacono di Oxford, ne ricavò la storia decidendo poi di tradurlo in latino.
Qualche anno più tardi, Goeffrey si interessò, inoltre, di interpretare il “Prophetiae Merlini” (“Le profezie di Merlino”) che terminò nel 1134 integrandolo al “Historia Regnum Britannie” (“La storia dei re di Britannia”). Secondo il libro, Merlino, durante il V secolo, è un bambino frutto dell’unione di una monaca, nobile di nascita, sedotta nel sonno dal diavolo e appena bambino è in grado di profetizzare sul futuro della Britannia. I testi originali, dai quali Goeffrey disse di aver ricavato la storia di Merlino, sono andati perduti e non si può determinarne l’attendibilità.
Anni dopo, nel 1150, Goeffrey pubblicò finalmente “Vita Merlini” (“La vita di Merlino”). Lasciatosi influenzare dal poema di Aneirin, “Gododdin”, Merlino appare come il cantore Myrddin, che, nonostante il suo autorevole potere politico, trova, dopo la morte di Artù, un alleato nel re Gwenddolau in seguito alla morte di quest’ultimo si racconta sia impazzito e abbia trovato rifugio nella foresta di Broceliande, dove conoscerà Vivienne e alla quale, innamorato, insegnerà tutto il suo sapere e che lo ripagherà con l’imprigionamento in un antro invisibile ed eterno.

Nel testo di Geoffrey si accenna anche ad un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum (Danza dei giganti),  la leggenda voleva che dall’Africa, fosse stato successivamente, trasportato in Irlanda da un popolo di giganti e collocato sul “Monte Killarus” come monumento funebre per i 460 nobili soldati di Ambrosius Aurelianus, re dei Bretoni, uccisi dai Sassoni.

Ma il mito di Merlino racconta che lo trasferì egli stesso nella piana di Salisbury per soddisfare la richiesta del re Uther Pendragon ed impossibilitato ad erigere una così pesante struttura,  chiese l’intervento di angeli alati per completare l’oera che esiste tuttora, conosciuta in tutto il mondo con il nome di Stonehenge.

Il fascino di un personaggio così misterioso ci porta a conoscenza di un’ulteriore leggenda che riferisce della sottrazione dei monoliti ad una donna irlandese ad opera del Diavolo ed innalzate nuovamente a Salisbury da mago Merlino per, ancora, Ambrosius Aurelianus, re dei Bretoni. Quest’ultimo, secondo una cronaca più suggestiva, riconobbe in Merlino il figlio avuto con una principessa gallese e che questi rinunciò al trono legittimo.
Nei testi di Goeffrey, come in quelli di Nennio, Merlino e Dubricius dapprima contrapposti, poiché il primo rappresenta la cultura pagana ed il secondo la Chiesa, in seguito si somigliano, fino alla prevalenza dell’aspetto pagano e alla capacità di guarigione da parte di Dubricius. Nell’etimologia dei due nomi si notano ancora di più le rassomiglianze: il nome latino Dubricius si rifà al gallese Dyfrin che significa uomo dell’acqua, traduzione che in latino fu confusa con sirena, come, d’altronde, è accaduto con Merlino. Il nome in bretone Myrddin, in latino Merlinus, dal significato uomo del mare (dal bretone mor = mare e dyn = uomo), o dall’inglese (merlin = smeriglio).

Merlino resta un’enigma dalle origini incerte. Nessuno, però, ha mai dubitato della sua reale esistenza. Gli autori cercano e fondono l’un l’altro le conoscenze acquisite per tentare di realizzare il profilo umano e soprannaturale, ricostruirne i tratti e le origini. Ognuno di loro ha dato al suo personaggio un volto, un’anima, di certo Merlino resta colui che ha guidato le sorti della Britannia e che ha ispirato romanzi epocali e trattati filosofici. Un uomo che ha amato e che è stato ingannato da una donna, ma in grado di consigliare al meglio la politica al governante di turno. Nel romanzo del 1190 di Robert de Baron, Merlino nasce dalla figlia del re di Demezia e da padre sconosciuto, descritto come un Anticristo inviato per contrastare il cristianesimo che si andava diffondendo e ma sconfitto dalla bellissima Vivienne, la Dama del Lago che in seguito alleverà Lancillotto, la stessa che donerà ad Artù l’Excalibur, dopo che egli avrà sfilato la spada dalla roccia, (unico testo che riporta l’aneddoto) e che ruberà la magia a Merlino, imprigionandolo per sempre in una prigione senza tempo.

Nel testo di de Baron, Merlino è un bambino dai poteri prodigiosi che viene condotto da re Vortigern, su richiamo di quest’ultimo per la vana costruzione di una torre fortificata, destinata alla difesa contro il vero re Uther Pendragon, spodestato da lui con un colpo di Stato, mentre è lontano dai confini del regno, ma questa crolla continuamente. Merlino rivela che il motivo dei cedimenti è da ricercare nella presenza di due draghi dormienti nelle fondamenta. Il re ordina di scavare, per appurare la veridicità della sentenza. Infatti vengono presto alla luce due giganteschi draghi che, svegliatisi, iniziano tra loro una lotta violenta, uccidendosi l’un l’altro. La scena è la predizione della sconfitta di Vortigern contro il re Pendragon, avvenuta realmente in seguito. Merlino acconsente ai favori di Uther diventandone consigliere. Il re, per celebrare la riconquista del trono, organizza una festa dove conosce Ygraine, moglie di Gorlois duca di Cornovaglia, della quale si innamora perdutamente. Approfittando della lontananza del duca in battaglia, Uther prega Merlino di mutargli aspetto per trascorrere, senza scandali, una notte d’amore con la donna amata. La conseguenza fu la nascita di un bambino, Artù, un nuovo eroe, che viene protetto ed allevato da Merlino alla futura reggenza, vincitore di dodici battaglie tra cui, l’ultima e la più sanguinaria, quella di Mons Badon.

Una storia romanzata che ci ha accompagnato per lungo tempo e ha permesso la produzione di svariati film sulle gesta di Mago Merlino e Re Artù. La presunta data della sua scomparsa, il 437 d.C., in seguito all’acclamazione di Artù come re, corrisponde al vero periodo storico secondo il quale le resistenze britanniche cessarono, mentre ripresero gli attacchi sassoni. La sua magia non andrà mai dimenticata, ha insegnato il rischio delle vie della saggezza e la pericolosa debolezza umana con la sua sete di potere.

Il nome di Mago Merlino è legato a molti luoghi del Galles: la cittadina di Carmarthen, in gaelico Caerfyrddin, tradotto alla lettera significa “la città di Merlino”; Merlin’s Hill, vicino a Carmarthen, ritenuto luogo di nascita del mago; Dinas Emrys, vicino Beddgelert, è il luogo dove Merlino bambino predisse a Vortingen il futuro del Galles; Bardsey Island, Gwynedd, in realtà un nome di donna, di cui è difficile stabilire l’esattezza o Gwendydd (in gallese Gwendolyn), individuata anche come Nimue o Vivienne; che determina l’isola dove Merlino fu imprigionato. Avanzando nella foresta di Brocéliande, si sentono a volte strani rumori tra gli alberi. Alcuni diranno che è il vento che soffia tra i rami, altri che è Merlino che indica il grande cammino dell’avventura umana, altri ancora raccontano di Vivienne che mormora le parole magiche per liberarlo dalla prigionia.