IL GUERRIERO E LA SOLITUDINE

sassiPittura di Raffaello Ossola

Il guerriero vive nell’ascolto della voce dell’anima che gli mostra continuamente il senso vero delle cose, ma il suo centro di coscienza oscilla sempre tra l’ego e l’essenza, perché la benedetta e straziante sua prova consiste nel non essere perennemente centrato in essa.

L’ego ha ancora un suo potere e con insidie prende improvvisamente il potere con un’astuzia eccezionale. Il conflitto è dunque il terreno quotidiano in cui il guerriero si cimenta senza sosta alcuna.

L’essenza lo conduce a incontrare altre essenze luminose, anch’esse agitate dal conflitto, e affiora la nostalgia di uno stato in cui la Grande Bellezza si manifesta con lungi attimi di estasi, oscurati da cadute repentine in cui ritrova la sua solitudine.

Ma il guerriero non può fermarsi, perché ormai l’essenza lo spinge a procedere e a volte lo tira per i capelli, quando si è accasciato al suolo.

La natura d’Amore della sua essenza lo mette di fronte alle sue piccole e grandi miserie che egli osserva con dignità, senza risparmiarsi nessuna accondiscendenza.

Bisogna restare aggrappati all’aspirazione dell’anima e accogliere le prove come occasioni di Verità. Ogni ferita è un’opportunità di Nobiltà e attraverso di essa si fa strada un raggio di Luce. L’Amore svela le ombre, mostra gli anfratti in cui si rintanano gli egoismi meno evidenti.

L’ego cerca di adoperare questa luce mettendo l’accento sulla miseria svelata per indurre uno stato di svilimento e d’indegnità. L’ego vuole che il guerriero entri nell’energia della rassegnazione. Questo subdolo attacco rischia di indurre solitudine e tristezza.

Ma il guerriero ha la Rosa del Cuore e la Spada dell’Aspirazione e si rialza, pur pieno di dolore.
Il Divino gli sorride e la Natura lo sostiene.

Roberto Maria Sassone

IL GUERRIERO E LA SOLITUDINE 2


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