IL GUERRIERO E LA SOFFERENZA

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L’atteggiamento che si ha nei confronti della sofferenza e l’uso che se ne fa è determinante nel percorso di crescita e di trasformazione individuale. Dobbiamo sempre ricordare che siamo molto condizionati da una matrice cattolica (e non cristiana) che usa la sofferenza e l’espiazione come strumenti di potere collegati al senso del peccato.

Alcuni sono così legati e attaccati alla sofferenza e al dolore da ritenere che, senza di essi, non è possibile evolversi e diventare migliori. Non è assolutamente vero. Di fronte al dolore ci si può porre con uno sguardo di ascolto, interrogandosi su di esso, sulla sua origine e sulle reazioni che ci produce. Ho conosciuto persone che di fronte alla sofferenza, invece di migliorarsi, si sono incattivite, nutrendo rancore e odio per tutto ciò che invece è vivo e gioioso.

Tolle dedica molta attenzione nei suoi libri al corpo di dolore e a come lo facciamo diventare la nostra identità. Ci si attacca al dolore, lo si esalta, addirittura ci si affeziona, lo si fa diventare un punto di forza, come se ci desse il diritto di pretendere dagli altri attenzione e amore. Questo è puro masochismo e non ha niente di nobile.

Si può invece evolvere nella Gioia, nella Bellezza, nell’Amore e nell’intensità della Vita.

Il corpo di dolore è un campo energetico, quasi come un’ entità, che si è temporaneamente istallata nel vostro spazio interiore. È energia vitale che è rimasta intrappolata, energia che non sta fluendo più. Ovviamente il corpo di dolore è lì perché sono accadute in passato certe cose. È il passato che vive in voi e se vi identificate con quello, vi identificate con il passato. (Eckhart Tolle)

Molte persone, pur desiderando uscire dalla loro prigione di dolore, nel momento in cui viene loro offerta una vera possibilità, si spaventano e recalcitrano. Senza di esso si sentono nudi, senza più sentire di avere il diritto di chiedere alla vita un risarcimento. Non ci giunge nessuna gioia dalla Vita se continuiamo a nutrire questo atteggiamento distorto.

È la fiducia, è il surrender, che ci riconnettono alla trama della Vita. Usciamo quindi dalla mistica del dolore che ci costringe a crearci sempre nuovi inferni.

La nostra natura è GIOIA.

Roberto Maria Sassone