Cos’è l’Immaginazione?

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Il significato fa derivare Immaginazione dal latino Imago, nella quale è contenuta la parola “MAGO”: il mago, esotericamente, è colui che plasma la materia attraverso il Fuoco e che quindi usa la sua immaginazione per formulare quei pensieri che lo portano ad avere delle idee, che a loro volta, riprenderanno forma nella materia.
L’immaginazione, nasce dallo Spirito e sua diretta “figlia” è l’intuizione che, diciamo così, viaggia a certe lunghezze d’onda.
L’iniziato o iniziata, sintonizzati sulle medesime, hanno la capacità di captarla e quindi, formulando i loro pensieri, danno vita all’Idea.
La mente umana può essere paragonata ad un grande utero nel quale fluttuano e si generano le idee. Queste, affinché possano compiere la loro nascita, hanno bisogno delle emozioni le quali possiedono una certa forza.
In termini più specifici, il PENSIERO, l’EMOZIONE e la FORZA, sono i tre “motori” necessari a far nascere le idee ed il loro susseguente sviluppo nella materia e che rappresentano, le CREAZIONI dell’Iniziato e Mago.
Le sedi di questi motori o Fuochi, sono la MENTE (Philos), il CUORE (Agape), ed il SESSO (Heros). Accendere queste energie, pone l’Iniziato in condizione di sintonizzarsi sulla stessa onda di frequenza delle intuizioni, che una volta captate, danno il modo alle idee di prendere forma nello spazio che le circonda.

L’iniziato uomo o donna che sia, che opera con sacralità, ottiene il POTERE; la parola dal latino “Potere” che a sua volta discende da PETERE (CHIEDERE), significa INDIRIZZARE, DIRIGERE.
Allora, la frase: “CHIEDI E TI SARA’ DATO”come ci tramandano i Vangeli, dimostra che il percorso di una Via Sacra, dà l’opportunità di riconoscere in sé stessi la valenza delle proprie possibilità e quello che si chiede ci viene concesso. Ulteriore compito è poi quello di saper indirizzare e dirigere quanto ottenuto, per poterlo usare in condizioni di giustizia. L’iniziato è consapevole che il POTERE, ritrovato in sé stesso, è soggetto a regole e dettami precisi ai quali non può esimersi dal rispettare, pena il fallimento della sua Opera.

Fonte:
Kuthuma di RKS