BIBLIOCASTIA O CAMBIAMENTO?

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Stamattina ho trovato dei commenti all’articolo Comprendere il Cambiamento, dove si narra di un monaco che consiglia a dei contadini di uccidere la loro vacca come metafora verso il cambiamento. Qualcuno ha opinato… “E no! Uccidere un animale! La storia anche se istruttiva poteva usare un altro elemento! Anche perché i monaci rispettano la vita” e anche qualcun altro si è aggiunto a sostegno di questa opinione.

Il bello della comunicazione è che ognuno dice e scrive quel che pensa e poi c’è chi è daccordo e chi no, liberi di esprimersi, ognuno di noi ha questa facoltà.

Ma certi commenti mi inquietano, è già successo sull’argomento “Vegetariani e Vegani”, certi commenti sono in odore di fondamentalismo e ben sappiamo che qualsiasi seme di fondamentalismo genera divisione e rafforza la dualità, mentre noi stiamo cercando di andare verso l’unità.

Secondo il commento citato, neppure le storie che da generazioni ci vengono raccontate sarebbero accettabili, leggibili, fruibili da chicchessia perché contrarie ai principi animalisti. Una metafora assassina dovrebbe essere cambiata, eliminata, allora anche il racconto di Cappuccetto Rosso dovrebbe essere tolto dalle librerie.

Questo pensiero ha portato una visione, il Rogo di Libri o Bibliocastia; una pratica che in alcune epoche storiche è stata spesso promossa da autorità politiche o religiose, in cui si sono distrutti libri o altro materiale scritto riferiti a specifici autori o contenuti. Di solito questa condotta è collegata a fanatismi ideologici o in occasione di conflitti bellici. La pratica è di solito motivata da obiezioni ideologiche o convenienze morali, politiche o religiose nei confronti del materiale pubblicato.

Può sembrare eccessiva la mia osservazione alla luce di un semplice commento ma la mia naturale repellenza verso i condizionamenti mi induce a mettere in evidenza ciò che ai giorni nostri ancora accade, distruzione di monumenti ed opere d’arte ad opera di fondamentalisti sono recentissimi nella nostra storia. C’è un elenco lunghissimo di incendi provocati per eliminare testimonianze che oggi stiamo ricostruendo per frammenti, conoscenze preziosissime di alchimia dell’enciclopedia di Alessandria furono bruciate nel 292 dall’imperatore Diocleziano; Il 7 febbraio 1497 ebbe luogo a Firenze un importante rogo di libri e opere artistiche di considerabile valore, essendo ritenuto materiale immorale, conosciuto come “Falò delle vanità”, promosso da Girolamo Savonarola; il rogo dei manoscritti Maya e Aztechi ad opera dell’Inquisizione. questi sono solo pochi esempi ma ce ne furono tantissimi, l’ultimo eclatante in Argentina nel 1976.

Ciò è avvenuto per un’idea, un principio, una credenza che era diventata fondamentale, un’idea che diventa una fissazione, un modus operandi riferito solo ed esclusivamente a quell’idea. Non accettare una metafora che va contro i propri principi etici è un seme verso il fondamentalismo che genera oscurantismo. Se gli animalisti andassero al potere brucerebbero tutto il materiale pubblicato riferito all’uccisione degli animali, anche Cappuccetto rosso?

Questa domanda è ironica e può far sorridere, ma l’evoluzione spirituale dell’Essere Umano è un percorso con una strada anche alle spalle, irta di errori, ma è la memoria del nostro vissuto, la nostra formazione che ci ha portato ad essere ciò che siamo, questa consapevolezza può renderci migliori nel cammino che abbiamo davanti, l’analisi e l’accettazione degli errori commessi nel passato può farci crescere più attenti nel presente, la comprensione dell’essenza oltre la forma può far espandere la nostra coscienza, finchè ci saranno fondamentalismi ci sarà divisione, nessuno possiede la verità e ci arriveremo tutti insieme a comprenderla, nessuno arriverà primo con solo il 5% di capacità percettiva della realtà, espandere la coscienza, andare oltre l’apparenza, oltre la metafora  è aumentare quel misero 5%.

Patrizia di Visione Alchemica

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