Osho in una serie di brani tratti da un’intervista con Jeff McMullen di Australia’s “60 Minutes”. Osho offre una serie di battute su vari personaggi, quindi risponde a ulteriori domande.

– Se ti dico un nome, forse puoi darmi una delle tue parole di saggezza per ciascuna di queste persone: il Mahatma Gandhi.
– È stato il politico più astuto che il mondo abbia mai conosciuto.

– Adolf Hitler.
– È stato il politico più idiota che il mondo abbia mai conosciuto.

– Il papa Giovanni Paolo II.
– Dovrebbe essere dietro le sbarre.

– Madre Teresa.
– È arrivato per lei il momento di buttarsi in un lago.

– I tuoi seguaci ridono, eppure con il genere di affermazioni crude e destabilizzanti che fai, chiaramente dai fastidio alla gente che le percepisce come blasfeme…
– Amo dare fastidio alla gente, perché solo dandole fastidio posso indurla a pensare; le persone hanno smesso di pensare da secoli, non c’era nessuno a disturbarle, anzi le hanno consolate. Io non ho intenzione di consolare nessuno, perché più consoli le persone e più rimangono ritardate. Disturbale, scioccale, colpiscile duramente, sfidale… quella sfida porterà il loro potenziale al massimo. Il reverendo Jim Jones e la sua gente sono, in realtà, la conclusione logica di Gesù e della teologia cristiana.

– Non la conclusione logica del potere di un uomo su un gruppo di persone?
– Quello è esattamente ciò che faceva Gesù, e ciò che i papi hanno sempre fatto; per questo dico che è la logica conclusione, da Gesù passando per tutti i papi e i teologi cristiani. Hanno tutti cercato di dimostrare il potere, la gloria di Gesù, il suo essere speciale e la sua speciale connessione con dio… e se lo segui non devi più preoccuparti del futuro, lui si prenderà cura di te. Qui insegno alla gente che nessuno può prendersi cura di te: non sono il tuo salvatore, non ti aiuterò in alcun modo a entrare nel regno di dio, ma posso spiegarti come possiamo vivere qui nel regno della bellezza, dell’amore e della gioia. Per me dio è una parola morta, una parola sporca, una parolaccia!

– Stiamo cercando di condensare ciò che hai detto, per cinquantatrè anni o cinquantatrè vite, in un programma di sessanta minuti: un compito davvero impossibile! Tuttavia pensiamo, per il bene del nostro film, di aver colto un po’ della magia e della tranquillità di questa esperienza. Bene Spero che non ti dispiaccia se dico che mi sono goduto il circo e il teatro di questa esperienza, tantissimo… forse questo si avvicina a un sentimento spirituale, ma per me tu sei sinceramente una delle persone più divertenti che abbia mai incontrato.
– È vero!

– Hai un meraviglioso senso dell’umorismo… dove hai imparato un simile tempismo?
– Non ho mai imparato niente del genere, continuo solo a fare in modo naturale tutto quello che mi va di fare. Ciò che ho da dire, lo dico perché non ho alcun obbligo nei confronti di nessuno, e non ho alcun impegno nei confronti di nessuno. Non appartengo a nessuna scuola di pensiero e sono assolutamente libero di essere divertente e di essere scioccante. Non mi importa nemmeno se mi contraddico, perché mi sembra che un uomo che si mantiene coerente per tutta la vita deve essere un idiota. Una persona che cresce deve contraddirsi molte volte, perché chi sa mai cosa porterà il domani? Il domani potrebbe cancellare questo giorno per sempre e io sono pronto a cambiare insieme alla vita senza alcuna esitazione.

– Amavi queste contraddizioni anche quando eri un conferenziere, molti anni fa?
– Ho sempre amato le contraddizioni, perché per me le contraddizioni hanno qualcosa di immenso valore: appaiono tali all’intelletto, ma più in profondità ti ci addentri, e più scoprirai che si compensano, non sono reali contraddizioni. In un certo senso dipendono l’una dall’altra: se una scompare, non ci sarà più neanche l’altra. Per esempio, se non ci fosse stato il dominio britannico in India non ci sarebbe stato nemmeno il Mahatma Gandhi, impossibile! Se non ci fosse stato Adolf Hitler,non ci sarebbero stati né Churchill né Roosevelt né Stalin. La vita esiste in modo tale da rendere le contraddizioni, complementari; e io le ho sempre amate.

– Saresti felice, quindi, se alcune delle persone che ora ti seguono se ne andassero per raggiungere altri ambiti di scoperta, rispetto a se stesse?
– Ne sarei felice e darei loro la mia benedizione, perché sono venute qui alla ricerca di un po’ di verità, un po’ di tranquillità, un po’ di salute mentale. Se sentono di poter trovare di meglio da qualche altra parte, sarei il primo a mandarcele e ad aiutarle ad andarsene. L’ho fatto per anni; anzi, ho dovuto farlo in modo che non sentissero che mi stavano lasciando. Persino contro la loro volontà, ho dovuto benedirle e dire loro di andare. Sapevo che mi amavano e che le loro menti erano in difficoltà: volevano andare da qualche altra parte, ma il loro amore per me era diventato un attaccamento. Dovevo distruggere quell’attaccamento, solo così se ne sarebbero andate. E ho distrutto molti attaccamenti per il loro bene, perché non voglio che nessuno sia uno schiavo. Sono venute da me in piena libertà, e in piena libertà dovrebbero andarsene. E se vogliono rimanere, devono farlo in piena libertà. Questo non è un campo di concentramento, è un campo di meditazione.

Si possono attivare i sottotitoli in italiano.