ACQUA DI VITA

Il vivente è, nel suo essere meraviglioso in senso ampio, unico anche per la fisica, perché capace di utilizzare l’energia necessaria a mantenere la sua organizzazione dinamica prendendola dall’interno (alta entropia o “caos”) e alimentare «il moto coerente» di reazioni e strutture (calo di entropia).

Se pensiamo a come è fatto un essere vivente nella sua parte materiale, ci ricordiamo subito di proteine, enzimi, vitamine, biomolecole in generale, che entrano in gioco nelle reazioni biochimiche, ma non pensiamo al fatto che il 99% in numero delle nostre molecole è acqua!

Allora perché non ci sciogliamo come una pozzanghera e come facciamo a essere così complessi e in continua auto-organizzazione dinamica?
Alla luce degli studi ormai decennali compiuti da grandi uomini di scienza, tra cui ricordiamo Picardi, Benveniste, Emoto, Del Giudice, Preparata, Vitiello, Elia fino ad arrivare al premio nobel Montagnier, la visione dell’acqua come semplice H2O si è aperta ad altro, lasciando spazio al concetto di acqua biologica nel vivente. E’ un’acqua diversa da quella che beviamo dalle bottiglie, perché ha un livello di organizzazione infinitamente più elevata della semplice acqua liquida: risente dell’effetto di superficie e si organizza in clusters (“gruppi”) o domini di coerenza capaci di coordinarsi, ricevere e trattenere informazioni dall’ambiente sottoforma di frequenze e, in ultima analisi, dare vita a processi di auto-organizzazione, in altri termini è compartecipe nella creazione della materia strutturata.

E’ una «mappa» indispensabile per il funzionamento delle reazioni nel corpo, E’ UNA RETE DI INFORMAZIONI ALTAMENTE ORGANIZZATE, un campo organizzativo fondamentale per l’individuo. Mi piace sempre ricordare che già Talete di Mileto considerava l’acqua elemento primordiale (ARCHE’): tutto è fatto di acqua e tutto fa ritorno all’acqua. Questo ci fa riflettere sulla vera importanza dell’utilizzo dei preparati erbali e delle terapie in cui l’acqua è componente principale. Qual è la profonda differenza tra un rimedio chimico allopatico e un sistema fitoterapico per recuperare l’equilibrio ed il benessere? Dove l’uno “si ferma” e l’altro continua la sua funzione di ripristino dell’equilibrio e dello stato di benessere?

Il denominatore comune dei rimedi che vengono dalla natura è L’ACQUA. In base alle recenti scoperte, quest’acqua “super-strutturata”, meglio chiamata super-coerente, è ponte fra la forma e la struttura dell’essere vivente, un vero e proprio “codice” in un senso e nell’altro.

L’acqua biologica è una mappa, media tutti i livelli formativi ed informativi della nostra esistenza: ha a che fare con il nostro vissuto, sia a livello fisico che a livello psichico ed emozionale, e le nostre emozioni sono campi elettromagnetici che interagiscono in primis con il nostro sistema immunitario. Il rapporto ottimale persona-ambiente è di fatto un flusso continuo di informazioni e adattamento reciproco, libero accesso alle informazioni ambientali e libera possibilità di risposta. La mente, i preconcetti e le paure consce e inconsce deviano questo flusso e creano conflitti, atteggiamenti difensivi, disagi emotivi e somatici. Questo si ricollega ad importanti aspetti ecosistemici, ovvero l’importanza fondamentale per il nostro ben-essere del dialogo collettivo e spontaneo tra ambiente e materia vivente, mediato dall’acqua biologica coerente presente in ogni essere vivente.

L’acqua è il mediatore del nostro organismo, è PONTE TRA MATERIA E ORGANIZZAZIONE.
L’acqua super-coerente è altamente compatibile con il suo organismo e rispettosa della sua omeostasi: dando alle parti lese un ordinamento più elevato, è parte attiva del ripristino dei processi di auto-organizzazione, guarigione, ripristino della comunicazione tra cellule, organi e, infine, vivente e ambiente.

In questa visione le acque terapeutiche, fitoterapia (meristemoterapia in particolare), nutrizione naturale, floriterapia, omeopatia prendono una luce nuova, sono di fatto quegli impulsi che muovono la persona all’auto-organizzazione, all’uscita dallo squilibrio, permettendo il ripristino della comunicazione del sistema (anche solo la cellula) con l’ambiente (ex. Tutto l’organismo). E ci interroghiamo con più precisione anche sull’importanza di alcune pratiche che stimolano punti precisi del corpo, come nadi meridiani e punti di agopuntura, caratterizzati da acqua supercoerente.

L’acqua biologica diventa quindi il «network» dove FUNZIONE E STRUTTURA COINCIDONO. Un segnale elettromagnetico fornito dall’esterno non deve contenere un’informazione corrispondente al mutamento, perché induce una dinamica complessiva più vasta del suo particolare contenuto (intuizione, creatività del sistema biologico): siamo di fronte a una nuova, rivoluzionaria sintesi che va ad abbracciare il paradigma-acqua. Considerando le tre aree -chiave di analisi dell’acqua (struttura fisica, informazione, “coscienza” dell’acqua), si evidenzia un vero cambio di paradigma scientifico al centro del quale troviamo la Vita.

Da un cambio di paradigma scientifico arriviamo a una sintesi di paradigma metafisico. Usando le parole dell’amico Alberto Tedeschi: ”L’acqua è un sistema fisico che può generare una dinamica spontanea, capace di costruire sulla base di stimoli semplici strutture altamente complesse: in altre parole UN SISTEMA CAPACE DI GENERARE COSCIENZA (e Conoscenza).”

 

LA QUINTESSENZA DEL FIORE COME QUINTESSENZA DELL’ACQUA

Mi piace sempre portare l’esempio delle quintessenze floreali come sistema analogico-simbolico che parla al nostro Essere, tutt’uno di corpo, anima e spirito. Dal Dott. Bach, pioniere della floriterapia e Anima che ci ha portato le 38 essenze floreali base di qualsiasi percorso floriterapico, ai giorni nostri, la floriterapia ha visto declinazioni specifiche fortemente collegate al territorio (California, Alaska, Himalaya, Australia, Europa, Amazzonia) e alle nuove sfide che la collettività si è trovata a sostenere. Ultime nate, le quintessenze dell’Amazzonia sono fortemente correlate con l’essenza dei quattro elementi terra, aria, fuoco e, appunto, acqua. Proprio gli elisir floreali che esaltano in sé la qualità dell’acqua sono quelle che più di tutte aprono le memorie del passato per sanarle. Ripuliscono, fanno emergere i contenuti della nostra Acqua, ci riconnettono con gli antenati e ci permettono di fluire attraverso il corpo per sanare ogni parte della nostra anima. Con i fiori che esaltano l’elemento acqua, come per esempio Oxum amarela, andiamo nel profondo, ci riconnettiamo al flusso della vita, comprendiamo il senso dell’adattamento come continuo dialogo con l’Ambiente. Così ritroviamo freschezza, purezza, trasparenza, per l’appunto, Vita.

Elena Ambrosin

Elena Ambrosin è Biologa Nutrizionista naturopata perfezionata in floriterapia.
Laureata in biologia all’Università di Padova, completa il percorso di Naturopatia presso la Libera Università Italiana di Naturopatia L.U.I.N.A. (attuale Istituto Rudy Lanza) e si specializza in Floriterapia, (paradigma del dott. Bach, floriterapia psicosomatica, paradigmi californiano, australiano, alaskano, himalayano). Approfondisce parallelamente i temi della nutrizione naturale, con attenzione alle condizioni degenerative ( Master in Nutraceutica A.I.O.T. , Master in sport e intolleranze alimentari A.C.S.I.A.N. Istituto Linus Pauling, Corso di alta formazione in Oncologia Integrata Università Popolare di Arezzo). Dal 2014 è docente di Nutrizione, Fitopratica e relativi corsi monotematici presso l‘Istituto Rudy Lanza (ex Libera Università Italiana di Naturopatia). Nel bienno 2015-2016 è docente presso il Master di Naturopatia del prof. Firenzuoli, Università di Firenze. Dal 2010 è consulente dell’azienda agricola biologica „Poderepereto“, dove sperimenta una via diretta e personale che la porta in profondo contatto con l’alimentazione naturale e l’energia dei fiori. Podere Pereto diventa un luogo di scambio e crescita che va oltre la scienza studiata sui testi, un libro a cielo aperto dove scoprire e conoscere profondamente i cereali, i legumi, le varietà antiche, la Natura in senso più ampio.
Da alcuni anni è in contatto con Marco Sarandrea, da cui impara costantemente le potenzialità della fitoterapia erboristica e con cui attualmente collabora come docente presso la Scuola di Erborizzazione.
La collaborazione col prof. V. Frajese, la Fondazione Valsè Pantellini e il dott. Alberto Tedeschi (gruppo prof. Del Giudice) l‘ha portata ad approfondire l’azione dell’ascorbato di potassio sulle cellule neoplastiche, l’acqua e la sua interazione con i sistemi coerenti, anche in termini di ricerca scientifica.
Dal 2018 collabora col prof. Bruno Paura, botanico docente presso l’Università del Molise, con cui sta sviluppando un master di secondo livello relativo alla salutogenesi e l’ambiente. Con il dott. Remigio Cenzato, medico antroposofo, è una dei soci fondatori e membro attivo dell’associazione Dynamis Naturae, volta a portare un sistema etico e portatore di ben-essere all’interno delle aziende che producono alimenti. Assieme formulano per JoRem bios alimenti potenziati.

 

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