ABBANDONARSI SÌ… MA A CHI?

Oggi nell’ambiente della cosiddetta ‘spiritualità’, va molto di moda la ‘filosofia dell’abbandono’: lasciarsi andare all’istinto, a ciò che dice la pancia, al non pensare ma fare di getto e del sfogarsi liberamente senza giudicarsi.

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‘Filosofia’ figlia di quest’altra: l’essere umano ha già tutto dentro di sé, è maestro di se stesso e sà già tutto e dunque non deve imparare nulla di nuovo, perché lo limiterebbe.. ne deve studiare o ragionare, ma deve solo lasciarsi andare a ciò ‘che viene’ e non pensare;

in una parola: abbandonarsi.

 

Di per sè ciò non ha nulla di sbagliato, se non fosse che questa modalità -o meglio, questo livello di coscienza- sia il frutto di un seme lungamente annaffiato, la conseguenza di uno stato di coscienza duramente integrato e il guadagno di un lavoro a lungo perpetuato.

Come spesso accade, la mente ignorante crede che ciò che vede, sia immediatamente riproponibile senza un processo a monte.

Crede che vedendo Picasso che compone un quadro cubista, possa riprodurlo senza alcuna particolare ristrettezza, ne studio che possa rivelarne una sua profonda saggezza.

Pensa che vedendo un maestro spirituale in estasi, sorridente e seduto a gambe incrociate, possa, sorridendo e incrociando le gambe, trovare quella stessa estasi ardente.

Purtroppo per tutti (chi ha provato se ne sarà accorto), non funziona così.

Esistono livelli e gerarchie in tutte le cose.. e come nei videogiochi non si può accedere al livello successivo, se non si è superato il precedente (come a scuola), così è anche nel mondo interiore.

Prima di giungere a questo stato di “abbandono”, che potremmo definirlo un ‘secondo stato’, vi è da vivere e integrare il ‘primo stato’ o ‘primo livello’ , che riguarda tutto l’opposto:

Allenarsi a non perdere la coscienza, a non abbandonarsi a nulla che non sia voluto da noi, rimanere vigili e presenti in ogni momento e movimento, che possa scuotere o annebbiare la nostra personalità, facendola piombare nella totale inconsapevolezza o nel più angustio tormento.

Sempre più oggi, invece, assistiamo a ‘pratiche’, ‘corsi’ e ‘percorsi’ pseudo-spirituali, che passano direttamente alla seconda fase raggirando la prima, senza sapere (lo spero, altrimenti sarebbe un vero atto di magia nera) verso a quali pericoli espongono i praticanti.

Qualunque persona o pratica porti all’abbandono senza passare dalla coscienza di sé è estremamente pericolosa e non sta sostenendo il risveglio, nè l’espansione della coscienza, ma il suo asservimento e addormentamento.

 

Perché?

Perché senza aver passato questa prima fase, l’abbandono, in verità, sarebbe esattamente come sdraiare una vergine bendata di notte in un parco della periferia di Milano…

 

Chi sà cosa accadrà? ..

e.. in quella tenera fanciulla che cosa entrerà?..

 

Ed è quello che succede ai ‘praticanti spirituali’ di oggi (generalizzando), che credono di liberarsi e riunirsi all’Uno, invece si stanno ancor più, incatenando e ‘vendendo al due’: le forze della Dualità.

Se si guardasse semplicemente la Natura con le sue leggi, che governa egregiamente da sempre la vita, da ancor prima dell’uomo, si capirebbe questo:

Prima di andare a letto con qualcuno (cioè abbandonarmi= fare di me un dono/darmi a qualcun altro) c’è una prima fase, quella della: conoscenza di sé; dei propri gusti e della scelta del partner giusto, che incarni ciò che aspiro, apprezzo e stimo, donando a me fiducia.

È un processo lungo (se si è sani) e soprattutto impregnato di molta valutazione e attenzione, oltre che di ascolto interiore… e dopo… e … solo dopo la conoscenza di sé e dell’altro:  l’Abbandonarsi.

Una volta, tra gli amanti, questa fase durava anni… pensate alla tradizione del lungo corteggiamento e di arrivare vergini al matrimonio…!

Questa antica tradizione popolare, traeva origine da queste conoscenze esoteriche basate sull’osservazione, quasi chiaroveggente, di come funziona l’Universo, se si sente.

Abbandonarsi così, dunque, avrà una qualità diversa, sarà: consapevole, cosciente e volitivo e solo quì potrà avvenire un vero atto d’amore tra questi due amanti.. perché nessuno si perderà nell’altro:

Donarsi senza perdere coscienza è la vera fusione: il VERO AMORE. 

Il Vero Abbandono, che è il vero AMORE, concerne l’acquisizione della COSCIENZA DI SE’ stessi e della relativa conoscenza di chi siamo, la vera SAGGEZZA.. ma soprattutto: del non perderla mentre ci abbandoniamo.

Altrimenti inconsapevolmente ci doniamo a forze che ci  sfrutteranno, per legge di attrazione, data la nostra inconsapevolezza.

Solo allora, dopo aver integrato questo stato, potremo permetterci di abbandonarci.. ovvero, di fare di noi un dono nel campo che scegliamo…

Solo allora saremo sicuri di ciò che attraverso di noi passerà.. a chi ci abbandoneremo, servendolo.. e di che cosa in noi entrerà.

In poche parole: con Chi Faremo l’Amore.

Thomas Yorman Vitulano

 Mercoledì 17 aprile alle ore 21,21
Thomas Yorman Vitulano
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Esoterista, Studioso e praticante di Alchimia Trasformativa e Scienza Iniziatica,
musicista compositore, si occupa di divulgare le conoscenze magico/alchemiche della Tradizione Esoterica occidentale e i principi della Scienza Iniziatica che stanno alla base del cammino di Reintegrazione, che portano alla trasformazione degli individui e alla loro relativa realizzazione spirituale nella vita. Tiene seminari e ritiri, in Italia sul tema del “ Lavoro su di Sé “ e “Conosci te Stesso“. Ha tenuto corsi di “Risveglio della Coscienza” e ha creato un suo personale percorso: la S.E.I. – “ SCUOLA ESOTERICO INIZIATICA“ basata sulle antiche conoscenze tradizionali per la liberazione dell’uomo al rango di essere divino quale E’. Riceve per consulenze individuali facilitando lo Sviluppo del Potenziale Individuale e la manifestazione del proprio Sé come Spiritual Coach. Ha pubblicato “THE SEED “,doppio cd composto da 24 sue composizioni al pianoforte: opera musicale dal sapore mistico atta al “Richiamo dell’Anima”. Dal 2018 tiene concerti ispirati di pianoforte, totalmente improvvisati al momento.