15-65, XV dell’Inferno e XXXI del Purgatorio: TESTIMONE DI NOZZE

… quando nel mondo ad ora ad ora m’insegnavate come l’uom s’etterna … (15)

… ove convenne ch’io l’acqua inghiottissi. (65)

Ma che bella soddisfazione metter sulle labbra degli amanti d’amore il bacio del perdono! (10-60)

Ed ora, che piacere raffinato affidare l’apologia della diversità a Brunetto Latini, il pitagorico, Gran Maestro di Eternità!

 

Ma quello ingrato popolo maligno

che discese di Fiesole ab antico,

e tiene ancor del monte e del macigno,             63

ti si farà, per tuo ben far, nimico:

ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi

si disconvien fruttare al dolce fico.                    66

Vecchia fama nel mondo li chiama orbi;

gent’è avara, invidiosa e superba:

dai lor costumi fa che tu ti forbi.                      69

La tua fortuna tanto onor ti serba,

che l’una parte e l’altra avranno fame

di te; ma lungi fia dal becco l’erba.                 72 (15)

(15)

 

Ma quell’ingrato e maligno popolo che è disceso anticamente da Fiesole (i Fiorentini) e conserva ancora la rozzezza dei montanari, diventerà tuo nemico per le tue buone azioni: e ne ha ben donde, poiché non è opportuno che il dolce fico nasca tra i frutti amari. Un vecchio proverbio li definisce ciechi; è gente avara, invidiosa e superba: cerca di preservarti dai loro costumi. La tua fortuna ti riserva tanto onore che entrambe le parti (Bianchi e Neri) vorranno sfogare il loro odio contro di te, ma l’erba stia ben lontana dal caprone.

 

Non devi essere pascolo per caproni, tu, dolcissimo frutto in mezzo ai sorbi amari. Muoiono di invidia per il tuo genio, per i tuoi talenti… ma in che modo devo dirti ancora che sei diverso? E di diversità che ti farà onore: Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto, se ben m’accorsi ne la vita bella!      

Se l’ho capito bene, quando ti fui maestro, quanto erano ricchi i tuoi talenti… ora da solo la tua stella devi seguire, per la gloria del tuo successo.

Che belle parole, per uno che insegnava cosa si deve fare per diventare eterni!

E dall’altra parte che succede?

Eccoli lì, dentro il disegno, Dante-Mercurio e la sua Venere sotto il segno della Vergine, nel luogo più virginale che si può immaginare.

Dante e Beatrice, alla fine del 65, si sposeranno di strane nozze, e per procura il Grifone farà le veci dello sposo, che peraltro è reduce da svenimento e da annegamento ed è pure tutto bagnato fradicio, sposo sì, ma solo testimone esterno della sua Union Sacrée!

Eh, ma che strana storia! Ma era proprio diverso da tutti ‘sto Dante.

La bella donna ne le braccia aprissi;

abbracciommi la testa e mi sommerse

ove convenne ch’io l’acqua inghiottissi.   (64)

(65)

E perché ha rischiato di annegare?

Tenteremo di dare qualche risposta.

Maria Castronovo

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Libri: DONNA SELENE https://www.unilibro.it/libri/ff
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