14-64, il XIV dell’Inferno e il XXX del Purgatorio: FIUMI DI LACRIME

 

… è rotta d’una fessura che lagrime goccia … (14)

… ché pianger ti conven per altra spada … (64)

 

Terra di bestemmiatori, usurai e prostituzione promiscua… questo spazzo che era una rena arida e spessa, come il deserto di Libia, sopra la quale a falde dilatate e lente scendeva una neve di fuoco. Sopra i corpi supini dei bestemmiatori, sopra quelli seduti e rannicchiati degli usurai, sopra quelli che camminavano dei sodomiti. Dopo aver incontrato il bestemmiatore Capaneo…

 

Tacendo divenimmo là ’ve spiccia

fuor de la selva un picciol fiumicello,

lo cui rossore ancor mi raccapriccia.         78

Quale del Bulicame esce ruscello

che parton poi tra lor le peccatrici,

tal per la rena giù sen giva quello.             81

Lo fondo suo e ambo le pendici

fatt’era ’n pietra, e’ margini dallato;

per ch’io m’accorsi che ’l passo era lici.   84

(14)

Giungemmo in silenzio là dove fuori dalla selva sgorga un piccolo fiume, il cui rossore (di sangue) mi fa ancora ribrezzo. Come dal Bulicame esce un ruscello che poi le prostitute si dividono, così quel fiumiciattolo scorreva giù per la sabbia. Il fondale ed entrambi gli argini erano fatti in pietra, per cui compresi che lì c’era il passaggio.

E da qui inizia la seconda parte del canto: il canto dei fiumi infernali, un mixer di geografia, mitologia, letteratura classica e testi sacri.

A scuola, per chi ancora si ricorda quando si faceva Dante, ci facevano impazzire con questi fiumi, che nascevano dall’Eden, e scendevano poi verso Creta, e qui la statua del Veglio piangeva formando i fiumi che sarebbero precipitati all’Inferno: Acheronte, Stige, Flegetonte e Cocito.

In candore di giovinezza ci si chiedeva a che cosa servissero questi fiumi. Ma non ci veniva spiegato mai. La prima semplice ragione sarebbe quella di natura iniziatica: i passaggi, i salti iniziatici importanti per Dante, sono rappresentati dal guado dell’acqua. Con l’Acheronte si entra all’inferno, passando lo Stige si entra nella Città di Dite, col Flegetonte si scende al Basso Inferno e il Cocito è la lastra di ghiaccio che viene superata per poter uscire dall’inferno.

Quattro grandi tappe infernali, che poi verrano agite anche nell’Eden, con il quasi mezzo annegamento nelle acque del Lete e dell’Eunoè.

Ma per conoscere la ragione profonda di questi fiumi, occorre incontrare il Veglio nel 14, e Beatrice nel 64. E la scopriremo questa sera.

Maria Castronovo

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