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TRASFORMARE LA MACCHINA BIOLOGICA COME STRUMENTO MAGICO

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Alla nascita veniamo dotati di un apparato psicofisico estremamente sofisticato, delle cui capacità però non sappiamo nulla o quasi, in quanto nulla ci viene insegnato al proposito. L’utilizzo più appropriato di tale prodigiosa macchina biologica consiste nel farla divenire uno strumento magico a tutti gli effetti, cioè un apparato – una bacchetta magico-organica – attraverso cui modificare la realtà a nostro piacimento.

Perché la macchina possa funzionare in questo modo dobbiamo risvegliarla, portarla alla vita, in modo da non subire più la sua volontà meccanica ma essere capaci di stabilire un contatto cosciente con essa. Il risveglio dell’apparato psicofisico – la trasmutazione del Piombo in Oro – è un processo conosciuto nella tradizione alchemica degli antichi, i quali potevano dedicare anche un’intera vita al tentativo di risvegliare la macchina.

Di norma questo processo è lungo e difficile, ma possiamo approfittare delle condizioni favorevoli presenti in questo momento storico per accelerare di molto il suo svolgimento e ricondurlo entro tempi accettabili.
La prima fase del lavoro alchemico si riassume nell’affermazione: “Non abbiamo occhi per vedere”.
Le parole chiave sono « autosservazione » e « ricordo di sé ».

AUTOSSERVAZIONE
Devi cominciare da subito a tenere un diario dove annoti tutte le sere i tuoi pensieri ricorrenti, le emozioni che provi più spesso e le posture fisiche che ti sono d’abitudine.
Metti per iscritto le tue preoccupazioni, le tue gioie, le emozioni che hai provato sul lavoro oppure in compagnia del partner. Cosa ti fa stare bene? Cosa ti fa stare male? Fallo ogni giorno, anche se spesso dovrai ripeterti. La seconda fase del lavoro alchemico si riassume nell’affermazione: “Amate i vostri nemici”.
Le parole chiave sono « amore » e « perdono ».

AMORE
Mentre tieni il diario e svolgi gli esercizi di Ricordo di Sé, focalìzzati sull’ “amare i tuoi nemici e pregare per i tuoi persecutori” come è spiegato da Gesù nel Vangelo. Egli dice anche “se uno osserva la mia parola non vedrà mai la morte”. Infatti questa è la fase alchemica dell’Albedo, dove viene ultimata la costruzione del « corpo di gloria » o « corpo causale » o Anima, il che ti rende a tutti gli effetti immortale (uno degli scopi principali dell’Arte).L’amore e il perdono rappresentano forse gli aspetti più difficili di tutto il percorso alchemico, ma in assenza di tali qualità il « corpo di gloria » non può formarsi e tutto ciò che il mago può ottenere – e di norma ottiene – non è la reale immortalità, bensì una parvenza di essa attraverso la costruzione del solo « corpo astrale ».

PERDONO
Stesso discorso per il Perdono. Anche lo sforzo di perdonare il tuo “nemico” (a cominciare dalle persone che ti danno fastidio e ti stanno antipatiche) risveglia in te un Fuoco Alchemico – altrimenti detto FuocoFisso – che induce una trasmutazione degli atomi di cui è costituito il tuo corpo, trasmutandoli in atomi di un’ottava superiore. Questi sono gli atomi che vanno a costruire il « corpo di gloria » immortale.

Dal punto di vista pratico, dopo che hai bisticciato con qualcuno o hai provato una qualunque altra emozione negativa, appena te ne ricordi, ti prendi un attimo di tempo, ti isoli e ti ripeti: “Sono io che ho creato questa situazione, sono io che ho indotto l’altra persona a comportarsi così, affinché potessi trasmutare il mio Veleno interiore in Farmaco, attraverso l’utilizzo del Cuore, il mio Lapis Philosophorum.”

La terza fase si riassume nell’affermazione: “Non io, ma il Padre attraverso di me”. L’espressione chiave è: “Io non esisto, solo Lui esiste”. Focalìzzati sul fatto che tu in quanto individuo separato non esisti, perché la tua coscienza non si trova confinata dentro il tuo corpo ma abbraccia tutte le cose. Non c’è più differenza fra te, anima immortale, e il mondo esterno. Non esiste niente di realmente esterno a te.

Significa annullare la tua piccola volontà in favore della Volontà del Padre. Torni a fonderti con l’Uno e ti fai canale per il passaggio e l’irradiazione del Fuoco – il Vril – attraverso di te. Essere canali del Vril equivale a « redimere la materia » e « cristificare la Terra ». La tua vita smette di essere tua e diviene uno strumento al Servizio dell’umanità. Le tre grandi vie attraverso cui espletare il Servizio sono l’Arte, la Guarigione e l’Insegnamento.

Salvatore Brizzi