SOTTO IL VELAME DE LI VERSI STRANI…

E’ quasi impossibile farsene una ragione. Per noi moderni, dico. Sufficientemente abituati a dire ciò che pensiamo. Ma in altri tempi si doveva tacere, o parlare velatamente, o addirittura nascondere il pensiero trasformandolo in enigma, in un codice cifrato. Tempi in cui è vissuto l’Alighieri, alla scuola dei trovatori provenzali: i maestri del trobar clus… del cantare, del comporre in modo difficile e chiuso, incomprensibile ai molti, perché nascondeva i significati segreti.

L’Alighieri superò i suoi Maestri, costruendo il suo Poema ingabbiato in una affascinante architettura, soltanto dalla quale si poteva estrarre il significato nascosto.

Un Poema circolare che colloca 96 canti sulle 8 punte di una stella, pronti ad squaternarsi sulla circonferenza. Questi canti contengono un segreto: fra di loro parlano guardandosi a distanza di 50 canti, dai punti opposti dei diametri.

Un Canto preso singolarmente, come siamo soliti fare, è un CORPUS perfettamente coeso nelle sue Tre Unità Aristoteliche, di Tempo, di Luogo e d’Azione. Un TERRITORIO di esegetica infinita, un prezioso textum, tessuto complesso di trama e di ordito, di fabula ed intreccio, che ci mettono sempre a dura prova. Se un Canto cadesse su un piede, si diceva al Liceo, farebbe male come un mattone!

 

Ma se lo facciamo rispecchiare al Canto Diametralmente Opposto, a distanza di 50 canti, accade un prodigio: ci appare la Magia dell’Interferenza, e i due Canti diventano Onde. Guardate cosa fanno le ONDE: creano la LUCE, perfettamente strutturata in bande CHIARE e SCURE, la doppia natura della luce.

Tenebre e Luce, diceva Ermete Trismegisto, non sono Opposti, ma sono solo diverse vibrazioni della Luce. E nessuno si offenderà se affermo che Tenebre e Luce sono le due principali Dimensioni in cui si muove il Poema: nel canto 50, dentro le tenebre, Dante conquista l’Anima Intellettiva, il nostro Corpo Astrale, il Corpo di Luce; nel canto 100 conquista il Corpus Igneo (il corpo tetragono reintegrato di Intelligenza, Anima e Spirito), il nostro corpo materico… dentro l’esplosione di una luce infinita.

Sotto le onde che reciprocamente interferiscono in vari punti, si nasconde ciò che vibra sotto il velame de li versi strani. Potremmo scoprire che il nostro vivere è solo un problema d’amore, e che tutte le nostre azioni non dipendono altro che dalla nostra visione dell’Amore.

Le interferenze e le irradiazioni sono il superbo intreccio che ha fatto a molti battere il cuore.

Ma nella loro geometrica perfezione, rivelano il sublime miracolo del Progetto Dantesco: un Poema già scritto prima di essere messo in versi. Sapevamo già da tempo che questa Opera è un grande Mandala, e la sua geometria circolare lo conferma. Ma adesso ho anche il coraggio di affermare che siamo davanti a un campo quantico: il campo delle infinite possibilità.

Non perché l’Alighieri sia un fisico quantistico! Ma solo perché, sapientemente, Lui ha creato un campo dalle possibilità infinite.

Nulla saprà mai essere esauriente davanti all’Infinito.

In questo tempio si deve entrare col capo chino.

O, come consiglierebbe l’Alighieri con humilitas et suavitas: la dolce compostezza alla quale si affidavano i Pitagorici, perché Venere li accompagnasse, nel buio della notte, dentro il Mistero.

Questo è il Valzer dei Canti Stellati. Trattenuti in Sacre Triadi che ancora una volta ci indicano il misterioso numero, uno e trino, della Creazione: pensare, agire, terminare.

CREAZIONE DIVINA e CREAZIONE UMANA.

Maria Castronovo

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