Sono l’osservatore e l’osservato … o entrambi?

osse
Tu sei me,
io sono Te,
Conoscenza,
Conoscitore,
Conosciuto in Uno!
Quieto, perenne brivido, eterna pace sempre nuova.
Godibile oltre l’immaginato, beatitudine del samadhi!
Non un anestetico mentale
o uno stato inconscio senza voluto ritorno,
il samadhi è un’espansione della mia sfera cosciente
oltre i limiti della forma mortale,
fino ai più lontani confini dell’eternità,
dove Io, Cosmico Mare,
contemplo il piccolo ego che fluttua in Me.

(tratto da Samadhi – Paramhansa Yogananda)

Così, Il 7 marzo 1952 lo Yogi alza gli occhi al cielo e si accascia dolcemente a terra, conosceva in anticipo il giorno, la causa e le circostanze della sua morte perché, come ho accennato prima, è riuscito, a quanto pare, a controllare la sua mente.

Yogananda lascia in questo modo il suo corpo fisico per entrare in un’altra vita.

Harry T. Rowe, direttore del Cimitero dove attualmente è sepolto il corpo, inviò alla Self Realization Fellowship una lettera ufficiale della quale sono pubblicati alcuni brani:

L’assenza di qualsiasi segno visibile di decomposizione sul corpo di Paramahansa Yogananda costituisce per noi un caso eccezionale… A distanza di venti giorni dalla morte le sue spoglie non presentavano manifestazioni evidenti di decomposizione… Non apparivano segni visibili di deterioramento e di disidratazione dell’epidermide e dei tessuti del corpo.

Questo perfetto stato di conservazione è, da quanto risulta negli annali mortuari, un caso senza precedenti… Quando il corpo di Yogananda fu portato qui, il personale del cimitero si aspettava di constatare, attraverso il coperchio di vetro della bara, l’avanzamento progressivo della decomposizione.

La nostra meraviglia aumentava di giorno in giorno, perché, con il passare del tempo, non si verificava nessun cambiamento nella salma tenuta in osservazione. Il corpo di Yogananda si manteneva in un apparente stato di immutabilità straordinaria…

Il suo corpo non ha mai emanato l’odore della decomposizione… Il 27 marzo, quando il coperchio di bronzo fu abbassato sulla bara, l’aspetto fisico di Yogananda appariva identico a quello del 7 marzo. Era ancora intatto e incontaminato, esattamente come appariva la notte della morte.

Il 27 marzo non avevamo ragioni evidenti per affermare che il suo corpo avesse subito alcuna visibile forma di decomposizione.

Per questi motivi dichiariamo nuovamente che, alla luce della nostra esperienza, il caso di Paramahansa Yogananda è da considerarsi unico.

I pensieri degli uomini tutti, passati, presenti, futuri, ogni filo d’erba me stesso, l’umanità, ogni particella della polvere universale, collera avidità, bene, male, lussuria, tutti inghiottii, tutto tramutai nel vasto oceano di sangue del mio unico Essere.

Fonte: http://leganerd.com/2014/10/29/mahasamadhi/

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