Sole Luna due principi alchemici

Per la tradizione iniziatica occidentale il valore operativo tanto dell’uomo che della donna sono simili e paragonabili ai piatti di una bilancia in perfetto equilibrio. L’uno è uguale all’altra e, tutti e due, creano una sola unità. E se l’uomo conquistando il verbo può diventare sacerdote, anche la donna può arrivare allo stesso traguardo operando come sacerdotessa.

Quando il Sacerdote Massimo, secondo l’Ordine dell’Altissimo, Melkitzedeq, insegna ad Abramo come operare con l’Eucarestia, lo fa presentando due sacri Principi, uno femminile, il Pane, ed uno maschile, il Vino.

Gli stessi Principi che Gesù riconferma nell’ultima cena dicendo: “Chi mangerà la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna…”.

Per l’appunto questi Principi sono il primo lunare e il secondo solare, ossia maschile e femminile, che unendosi creano la manifestazione del Figlio.

Il Tempio di Salomone, archetipo di tutti i Templi , rispecchia il corpo umano ed è improntato su questa dualità: le due colonne, una bianca ed una nera. Il pavimento a scacchi dello stesso colore. La Luna e il Sole e così via. E come se effettivamente l’uno non può fare a meno dell’altra, come la luce e l’ombra per produrre le più svatiate forme. Così l’uno maschile e il due femminile danno vita al tre. E’ il mistero magno della vita che si perpetua in etreno sotto le più svariate diversità.

Sono convinto che in questo terzo millennio è arrivato il momento di ri-dare alle donne le medesime possibilità dell’uomo, in quanto potranno ufficiare come sacerdotesse e completare, così, con la propria energia solare, l’aspetto lunare dell’uomo.
Anche il nostro cervello è doppio, ossia, una metà è maschile e l’altra è femminile e, fino adesso, l’uomo ha usato le possibilità dell’emisfero sinistro lasciando il lato destro femminile, stracolmo di infiniti doni multidimensionali. in questo grande cambiamento che l’Umanità sta vivendo, si sta prendendo coscienza che è arrivato il momento di potenziare ed usare tutte e due gli emisferi, il maschile bilanciato con il femminile.

Così si è arrivati a capire che queste energie divise si debbono riunire per poter entrare con le “carte in regola” in questo nuovo mondo che si prospetta e di cui se ne intuisce l’arrivo imminente.

L’unione delle due polarità del nuovo uomo, segnala l’era dell’androgino: equilibrio perfetto come i due piatti della bilancia, che permetterà alla creatura di trasformarsi in creatore.

In questi tempi così agitati e così belli, dove le diverse forze si riconoscono fra loro e si raggruppano, l’input dell’androginia viene captato da molti esseri, che però, invece di approfondire l’aspetto interiore spirituale, lo vivono a livello fisico cambiando la polarità e il sesso.

Una delle analogie più significative la troviamo nella lama numero 10 dei Tarocchi: la” Ruota della Fortuna”. Se analizziamo il numero 10, non è altro che l’unione dell’ 1 maschile con lo 0 femminile e nell’alfabeto ebraico la lettera-numero che lo rappresenta è lo iod = fuoco.

Adesso proviamo ad anagrammare IOD, e …. sorpresa! IOD si trasforma in DIO!

Ecco che l’Androgino è Dio! Il maschio e la femmina come due Principi opposti che si uniscono formando un’ Unità che si perpetua in eterno creando sempre nuove realtà, nuovi mondi e, soprattutto, Luce.

Penso che la cosa giusta da fare, per completare lo stato incompleto dell’uomo, sia quello di far sì che i riti sacri vengano ufficiati da un uomo ed una donna, un sacerdote ed una sacerdotessa. Così il primo consacrerà il Pane, elemento femminile lunare dell’uomo e la seconda, la sacerdotessa, consacrerà il Vino, elemento solare maschile della donna. Così questi due Principi uniti manifesteranno il Cristo, ossia, il Figlio . “Questo è il Pane che discende dal cielo, perchè chi ne mangia non muoia….” disse il Maestro.

Invece, per come è strutturata l’Eucarestia, nella nostra religione, essa è incompleta, e mi spiego: Gesù nell’ultima cena disse:” Mangiate la mia carne e bevete il mio sangue, così avrete la Vita Eterna…!

La domanda è questa: come fa un cristiano a raggiungere la Vita Eterna se il prete gli da soltanto l’ostia che rappresenta la carne, mentre lui si prende entrambi i Principi, il Pane ed il Vino?

In questo modo, loro, i “pastori”, potranno attuare il Cristo Luce nella propria interiorità, mentre il “gregge di pecore” rimarrà tale in eterno. Ed è quello che per duemila anni abbiamo vissuto.

Perciò il partecipare alla “mensa sacra” non produce nulla, perchè il “cibo sacro” è incompleto, mancando il Principio solare che fa da “detonatore”, mentre l’ostia lunare, invece di “risvegliarci” ci fa “dormire” più profondamente di prima.

I primi cristiani celebravano l’Agape, come Gesù insegnò nell’ultima cena. L’ Agape, che dal greco significa Amore, consisteva in un pranzo rituale dove i fedeli scambiavano fra loro il Pane ed il Vino, le uova sode, le olive, ecc. e tutti i partecipanti ufficiavano come sacerdoti e sacerdotesse e si mangiava in assoluto silenzio ascoltando brani del Vangelo come veri fratelli e sorelle in Cristo, mentre il tutto era diretto da un decano, come “primus inter pares” (primo tra i pari).

Credo che quello che Gesù voleva era una comunità come questa, dove tutti, in compagnia, da cum panis, ossia il mangiare insieme, da cui la traduzione in compagno, diventantavano dei veri fratelli in Cristo. Perchè attraverso un rito simile si creava un vero interscambio energetico. Energia che si trasmutava in sangue come una vera e reale operatività alchemica.

Questo processo si chiama dei “vasi comunicanti”, dove quelli più pieni riempivano i più vuoti, riportando tutti allo stesso livello. Allora ditemi se questa non è una vera comunità, vera carità cristiana, dove tutti sono uguali agli occhi del Padre?

L’Agape è Amore, Dio è Amore, e tutto ritorna all’Uno, anzi,
TUTTO E’ UNO!

Così era l’Eucarestia che trasformava i singoli cristiani nella vera “Ecclesia del Cristo”. Però, ahimè, questa pratica “collettiva” fu tolta, venendosi a creare, così, una casta sacerdotale dove solo loro, i “pastori”, potevano fare da intermediari fra l’umile cristiano e Dio, esattamente come tutte le altre caste sacerdotali delle antiche religioni. Così s’interruppe quella fratellanza d’Amore che Gesù, il Cristo, aveva tramandato con tanto amore e passione. E le comunità che conservavano questa tradizione furono eliminate.

Era quella stessa uguaglianza che il Maestro ci tramandò, quella che distingueva i veri cristiani dalle altre fedi, specialmente nel rapporto fra l’uomo e la donna. Era quello stesso Amore, quei baci sulla bocca della Maddalena che fecero dire a Pietro: “…Perchè a lei la baci sulla bocca?”. Era quella stessa Universalità dove tutti erano uguali, senza tener conto di nulla. Come tutti coloro che vi aderirono e si fecero bruciare sul rogo per la loro grandissima fede.

Credo che l’unica maniera per procedere in questo terzo millennio è quella di riappropiarci dei veri e reali insegnamenti dei nostri padri, ri-creando quella Universalità, quella bellezza, quell’Arte, che neanche la morte poteva togliergli. In caso contrario si dovremo fare i conti con tradizioni di altri popoli che avanzano riempiendo quei vuoti che la mancanza di operatività sta creando.

Agape=pasto cristiano di comunione fraterna
Sarcofago del III sec.

Testo di Alfredo di Prinzio
Fonte: www.mikeplato.myblog.it