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PIU’ SEI PIU’ FAI, PIU’ HAI PIU’ DAI!

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Di Roberto Senesi

Prendo in prestito questa frase dalla “School For Dreamers” di Stefano D’Anna e Francesca Del Nero perché ritengo si tratti di un concentrato di verità magistralmente espresso in una perfetta sintesi.

Il terrestre medio ragiona in termini uguali e contrari.
Per lui infatti essere è una conseguenza del fare, che a sua volta dovrebbe condurlo all’avere, che in ultima analisi – nella sua distorta visione – dovrebbe conferirgli la sensazione interna di potersi finalmente ritenere degno di amore, in qualunque forma questo si esprima.

Dunque, nella migliore delle ipotesi, questo immolerà la propria esistenza nel tentativo – tanto folle quanto disperato – di accumulare beni terreni attraverso le attività più disparate, nella speranza di mettere a tacere quella vocina pressoché costante che sin dalla giovane età non fa che sussurrargli quanto sia incapace e inadeguato.
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Quante vite possono trascorrere nel tentativo di comprendere che, per quanto si possa riuscire nell’impresa titanica di conseguire all’esterno tutto ciò che si desidera, non v’è niente che possa realmente compensare ciò che non si è costruito all’interno nel corso dell’opera di trasmutazione alchemica dei propri corpi inferiori?

Ci consumiamo in sterili conquiste, perennemente protesi verso il soddisfacimento dei più puerili capricci perché non abbiamo ancora assaporato la letizia che deriva dall’aver conquistato sè stessi, dall’essersi emancipati dal giogo e dal dominio di una personalità illusoria che decide cosa ci piace e per cosa proviamo avversione, cosa amiamo senza difficoltà e cosa vorremmo sparisse dal pianeta oggi stesso.
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“La condizione per intraprendere questo viaggio è la consapevolezza del proprio stato di schiavitù. La causa prima di tutti i problemi del mondo, dalla povertà di intere regioni del mondo alla criminalità ed alle guerre, è che l’umanità pensa e sente negativamente.

Per cambiare il destino dell’uomo bisogna cambiarne la psicologia, il suo sistema di convinzioni e di credenze. Bisogna estirpare dal profondo la tirannia di una mentalità conflittuale, fragile, mortale.
La malattia più temibile del pianeta non è il cancro né l’Aids, ma il pensiero conflittuale dell’uomo. È questo l’architrave su cui poggia la visione ordinaria del mondo, il vero killer planetario. La felicità, la ricchezza, la conoscenza, la volontà, l’amore non possono essere acquisiti dall’esterno, non possono essere dati “ma soltanto… ricor-dati”.
Sono beni inalienabili dell’Essere, e per questo, patrimonio naturale di ogni uomo. Nessuna politica, religione o sistema filosofico può trasformare la società dall’esterno.”
Stefano D’Anna

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Lo sforzo teso unicamente nella direzione di modificare la realtà esterna per adeguarla ai propri capricci pone in evidenza la caparbia cecità dell’essere umano, che nonostante il susseguirsi dei secoli non riesce a vedere una verità tanto manifesta quanto invisibile ai suoi stessi occhi… egli è un magnete che attira a sé tutto ciò che entra in risonanza con ciò che egli è, non con ciò che pensa di essere.

Modificando qualcosa al suo interno, anche una piccola, insignificante porzione della sua sfera psico-emotiva ecco che la realtà non potrà far altro che adeguarsi a questo cambiamento, presentando parametri corrispondenti alla nuova configurazione del proprio essere.
Questa non è teoria, è scienza, ed è assolutamente verificabile.
Provate ad evocare nella vostra mente il ricordo di qualcosa che vi ha tormentato per lungo tempo e che poi ad un certo punto, come d’incanto, finalmente vi ha lasciato in pace trasformandosi in qualcos’altro.
Tornate lì per un istante e cercate di ricordare.
Furono semplicemente le circostanze a cambiare, o prima avvenne qualcosa nel vostro intimo, una decisione, una presa di coscienza, la ferrea volontà di vivere qualcosa di diverso rispetto al solito trito, indigesto copione?

Quando “sei quello” ogni esperienza corrispondente viene a te senza alcuno sforzo da parte tua, ed il fare è semmai un effetto collaterale successivo a questo processo.
Allo stesso modo, non ci si può illudere di dare ciò che non si ha, poiché si tratterà di raccontarsi una storia con lo scopo non dichiarato di ricevere ciò che si finge di possedere.
Posso amare soltanto nella misura in cui l’amore è già presente dentro il mio cuore e vedrò nell altro l’amore che sono in grado di contenere, ne più ne meno… tutto il resto è proiezione e autoinganno.
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“Solo una rivoluzione individuale, una rinascita psicologica, una guarigione dell’Essere, uomo per uomo, cellula per cellula, potrà condurci verso un benessere planetario, verso una civiltà più intelligente, più vera, più felice. Per conquistare quella speciale condizione dell’Essere fatta di libertà, di conoscenza, di potere, occorrono anni di lavoro su se stessi, occorre “perdonarsi dentro“. Perdonarsi dentro significa entrare nelle pieghe della propria esistenza là dove è ancora lacerata.

Significa lavare e curare le ferite ancora aperte, saldare tutti i conti in sospeso. Perdonarsi dentro ha il potere di trasformare il passato con tutta la sua zavorra. “Perdonarsi dentro” è un ritorno a se stessi, è la vera ragione per cui siamo nati. Gli uomini non dovrebbero mai interrompere questo processo di guarigione.”
Stefano D’Anna
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E’ quanto mai necessario correggere il nostro difetto di percezione e tornare a vedere il mondo dalla giusta prospettiva.

A cosa serve sforzarsi di lottare all’interno di un sogno, quando posso svegliarmi e porre fine alle ostilità?
Lavorando e coltivando il mio personale orto, posso ottenere i frutti di cui ho piantato il seme.
Il terreno è il mio mondo interiore, il momento è ora, la consapevolezza e l’amore sono gli strumenti a mia disposizione, l’esistenza stessa è il portale attraverso cui manifestare gli effetti del mio potere creativo.
Il primo, fondamentale passo consiste nel prendere una decisione, il secondo nel trasformarla in azione, il terzo nell’affidarsi completamente evitando il più possibile di stabilire regole e risultati precisi da imporre all’esistenza, lasciarla fare.
Quando si è nel proprio centro, tutto il resto gravita attorno esattamente come in un sistema solare, dove tutto è in equilibrio e ciascuna cosa funziona da sé. Il nostro compito è sempre e solo quello di tornare lì, al centro.
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“E’ tempo di abbandonare la tua visione conflittuale del mondo. E’ tempo di rinascita.Non ci sono centinaia di problemi da risolvere, ma solo te stesso! La vera vittoria, la soluzione, è una: ritorna a te stesso! Ritorna a essere integro, completo, unico.

Amati dentro con tutte le tue forze ed ogni cosa al mondo sarà perfetta. Tutto, dico tutto, compreso il passato, prenderà le tue sembianze e sarà ricreato a tua immagine e perfezione. Sogna, sogna, sogna senza posa… La realtà seguirà. La vita è troppo preziosa per dipendere ed è troppo ricca per perdere! È ora di cambiare! Amarsi dentro è un atto di volontà, significa “conoscersi”.
Amarsi dentro significa celebrare incessantemente la vita nella sua totalità. Guardati dentro e conoscerai il tuo destino!”
Stefano D’Anna

Fonte: http://www.robertosenesi.it/news/piu-sei-piu-fai-piu-hai-piu-dai/
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