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O T’ELEVI… O TE LEVI

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Molte persone che intraprendono un lavoro su di sè denunciano spesso un incremento di problemi, situazioni e difficoltà di varia natura a seguito di questa decisione. Ciò accade perchè implicitamente, il desiderio di evolvere e di migliorare la propria vita assume la valenza di una vera e propria richiesta nei confronti dell’esistenza e questa risponde in maniera solerte inviandoci le situazioni più adatte alla realizzazione di tale scopo.

Sia chiaro, non sto parlando di un’entità divina o – al contrario – diabolica che decide e dispensa drammi e difficoltà di vario genere e natura per metterci alla prova…mi riferisco alla nostra parte subconscia, che esaspera certe situazioni per farle emergere e renderle evidenti, concedendoci così l’opportunità di fare quel balzo che serve ad aprirci gli occhi e a morire a quella persona che credeva di avere dei problemi.

Succede così che improvvisamente ci ritroviamo alle prese con situazioni più o meno complicate riguardanti i contesti più disparati…si va dal lavoro alla salute, dalle difficoltà economiche alle crisi di coppia, passando non di rado per vere e proprie fasi di smarrimento esistenziale.

Dobbiamo stare attenti a ciò che chiediamo poichè spesso veniamo esauditi, anche se non nei modi e nei tempi che avevamo pianificato con il nostro raziocinio.

Molto spesso la parte più difficile di un nuovo percorso riguarda proprio il compiere il primo passo. In questa fase iniziale così delicata abbiamo il dovere e la responsabilità di fare lo sforzo di chiarire in noi stessi la nostra intenzione, fare una sorta di inventario di quelli che sono gli strumenti attuali a nostra disposizione e non ultimo, tenere conto dell’intensità e della sincerità della spinta che ci muove in una certa direzione piuttosto che un’altra, per non rischiare di partire sull’onda di una spinta emotiva che rischia di spegnersi con la stessa velocità con la quale era sorta.

Quello che accade in termini pratici è che nel momento in cui facciamo partire la nostra richiesta – a volte senza nemmeno pronunciarla a parole e senza necessariamente rendercene conto in maniera cosciente – attingiamo ad energie di sostegno che vanno a modificare la nostra vibrazione. La stessa cosa in maniera più accentuata avviene quando andiamo a trasmutare dei blocchi, delle ferite, degli aggregati psichici più o meno antichi. Attraverso questo processo si determina una vera e propria trasformazione degli atomi e delle sostanze presenti al nostro interno e una conseguente modificazione dei corpi sottili e di tutto l’apparato energetico che ci struttura.

Uno degli effetti collaterali di tale processo è la progressiva comparsa nelle persone a noi più vicine, di disagi e fastidi vari che precedentemente non venivano avvertiti e questo ne determina sovente l’allontanamento più o meno forzato. Chi ci aveva conosciuto in un certo modo ha la sensazione di non riconoscerci più, di avere a che fare con qualcuno che è troppo diverso (in senso peggiorativo) da colui/lei col quale aveva avuto a che fare precedentemente.

Cambiando all’interno la realtà è costretta ad adeguarsi e questo comprende anche naturalmente un avvicendamento delle persone che compongono la nostra cerchia di frequentazioni. Tanto più qualcuno ci è vicino, maggiore sarà l’effetto che il nostro eventuale cambiamento avrà su di lui/lei. La qualità e la purezza dell’amore che ci lega e/o l’adempimento dello scopo per il quale l’incontro era avvenuto determineranno la fine o la trasformazione del rapporto stesso in qualcosa di superiore, che si tratti di un rapporto di coppia, di amicizia o di parentela. E’ un processo inevitabile che a volte comporta dolore e decisioni difficili, come quella di allontanare da noi persone alle quali comunque abbiamo voluto bene.

Facendo un lavoro su di me elevo la mia vibrazione e costringo chi mi è vicino a fare altrettanto se desidera continuare a far parte della mia vita in maniera pro-attiva. Laddove invece questo non si verifichi bisogna rispettare il libero arbitrio di chi decide di prendere le distanze nella coerenza coi propri tempi e col proprio intimo sentire, oppure allontanarci a nostra volta da quelle situazioni che sono divenute ormai dannose e deleterie per noi stessi. Abbandonarsi con fede e fiducia nell’esistenza farà il resto e sistemerà gli ultimi pezzi del puzzle.

Nessuno tradisce nessuno finquando si tiene fede a sè stessi e del resto…o t’elevi o TE LEVI!! 

Roberto Senesi
22.12.2014

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