MI AMO SOLO SE VALGO ABBASTANZA

“Il vero amore non implica la perfezione, anzi fiorisce sulle imperfezioni.”

John Gray

Sempre più spesso mi trovo a parlare con persone che dopo appena qualche istante di conversazione tradiscono una spiccata propensione a credere di non valere abbastanza, di non essere abbastanza, e quindi di non meritare amore.

In costoro è forte e radicata l’idea che l’amore sia in qualche modo legato al merito, che non si possa ottenere l’uno senza l’altro, ed è un errore questo che nasce da una malcomprensione di fondo.

Ciò che dovrebbe appartenere alla sfera del sentire è relegato ancora e soltanto al piano della concettualità e questo lo rende soggetto a giudizi e interpretazioni di vario genere e natura.

Stiamo parlando di un numero impressionante di esseri umani costantemente insoddisfatti di sé stessi, del loro lavoro, dei loro rapporti, del loro modo di fare, dei loro ottenimenti in qualsiasi ambito dell’esistenza.

Il mondo è per loro nient’ altro che un campo di battaglia dove inscenare le sconfitte che hanno stabilito a priori.

Vivono costantemente frustrate dal senso di competizione, vedono minacce dappertutto non sentendosi mai all’altezza di qualunque circostanza.

Chiunque rappresenta per loro un potenziale pericolo da fronteggiare, qualcuno che potenzialmente può spodestarle in qualsiasi momento dal fortino fatto di controllo e illusoria sicurezza che tanto faticosamente hanno costruito nel tempo.

La loro vita è un inferno fatto di accondiscendenza, incapacità a saper dire di no, bisogno disperato di riconoscimento, approvazione, in definitiva amore.

Sembrano del tutto ignari del fatto che gli altri non possono che considerarci alla stessa stregua di come noi consideriamo noi stessi, a livello inconscio non possono far altro che sentire e assecondare al loro interno quella sottile forma di disprezzo che altro non è che il riflesso dell’ idea che nutriamo nei nostri stessi confronti. Per questo alla fine, pur con grande dispendio di energie ci sembra di non raccogliere mai abbastanza, come se i nostri sforzi non bastassero mai, finendo per ricevere critiche e accuse proprio laddove credevamo di aver fatto il possibile e oltre.

La vita è straordinariamente equa e ci rimanda esattamente la misura dell’amore e del rispetto che nutriamo per noi stessi, non di più, non di meno. In quella che spesso percepiamo come un’ ingiustizia si nasconde invero la più alta forma di obiettiva imparzialità, malgrado il nostro sentirci in credito con l’esistenza.

Quando le nostre azioni sono impregnate di aspettative, quando facciamo qualcosa nella speranza il più delle volte inconscia di ricevere qualcos’ altro in cambio stiamo ponendo le basi per la nostra imminente frustrazione, poiché la delusione che sembra derivare dall’esterno è in verità il fedele specchio di quella stessa delusione che alberga in noi, e che ci costringe a sperare che qualcosa là fuori ponga rimedio a ciò che non riusciamo a trovare dentro.

 

“L’amore più forte è quello capace di mostrare la propria fragilità.”

Paulo Coelho

 

Il sentimento dominante nella vita di queste persone è la paura, per questo tendono a considerare la sicurezza come il bene più prezioso e auspicabile, per questo vagano alla continua ricerca di conferme e rassicurazioni, ignari del fatto che sicurezza e pace non possono mai giungere dall’ esterno, essendo queste effetto collaterale di un preciso stato di coscienza e non la conseguenza di un qualche accadimento esteriore.

La sensazione che proviamo quando il fidanzato o la fidanzata ci dicono per esempio che ci amano e che resteranno con noi per sempre non è di vera pace e serenità, ma solamente di momentanea cessazione dell’ansia, così come un porno non è che la declinazione del fare l’amore.

Ansia e sofferenza torneranno gigantografate non appena il lui o la lei in questione impiegheranno più di tre minuti scarsi a rispondere al consueto mix di cuoricini su whatsapp. Tutto questo è assolutamente inevitabile, poiché nulla di ciò che deriva dall’esterno come tentativo di compensare una mancanza è destinato a durare a lungo, a meno che non si tratti della materializzazione sul piano fisico di un autentico conseguimento interiore.

Funzioniamo esattamente come magneti, per cui attiriamo nella nostra vita esperienze e situazioni che rimandano vibratoriamente al nostro stato interiore, motivo per il quale se alla base di un dato evento c’è l’insicurezza, quello stesso evento non potrà che rimandarci insicurezza, poiché è quella l’impronta energetica che l’ha innescato.

 

“Anziché pensare a come ricevere amore inizia a darlo.
Se lo dai, lo riceverai. Non esiste altra via.”

Osho

 

La paura produce giudizio, il giudizio è a sua volta il risultato di un cuore chiuso e di una solida identificazione con la mente. I concetti di giusto e sbagliato divengono sempre più marcati e in contrasto tra loro e con gli anni il tentativo di aderire al modello di perfezione instillato all’ interno si fa sempre più arduo e faticoso. La pressione diventa insostenibile e nel tentativo di accontentare tutti scontentando sé stessi si perde di vista chi siamo, finendo nel baratro di una crisi di identità che grazie al cielo è inevitabile, e che prelude alla distruzione delle maschere in favore dell’emersione di un io più autentico, a lungo relegato nei sotterranei dell’inconscio.

Le dinamiche sopra descritte traggono origine dal rapporto coi propri genitori, il più delle volte con uno di essi in particolare. Il bambino si sente dire che è buono, bravo e meritevole quando fa qualcosa e che non lo è quando fa qualcos’ altro, per cui registra al suo interno l’informazione che per essere amati e accettati bisogna essere in un certo modo, bisogna comportarsi secondo certe regole appartenenti al buon senso come comunemente lo si intende, e questo schema rischia di protrarsi per tutta la durata della nostra vita, a meno che non ci si renda conto in tempo utile e non si decida di intraprendere un lavoro atto a disinnescare quello che a tutti gli effetti non è null’ altro che un programma acquisito e cristallizzato, il programma largamente diffuso del “così come sono non vado bene, non sono abbastanza, se voglio sentirmi meritevole d’amore devo cambiare, devo migliorare, devo diventare qualcuno”.

Anche buona parte della moderna spiritualità si fonda su questo principio, solo che viene mascherata da “ricerca dell’ illuminazione”.

Il primo passo è rendersi pienamente consapevoli di tali dinamiche, dopo di che è di fondamentale importanza improntare un lavoro di deprogrammazione, o meglio di integrazione di questi aspetti inconsci e fortemente invalidanti. Tutto concorre all’ ampliamento della nostra coscienza se e quando sappiamo coglierne il senso.

In caso contrario, il rischio è di lasciar scivolare la nostra esistenza nel buio dell’ inconsapevolezza, tralasciando talenti e inclinazioni, e soprattutto, facendoci il grave torto di accontentare tutti, tranne noi stessi.

 

“Nella misura in cui l’amore cresce in te, cresce anche la tua bellezza,
poiché l’amore è la bellezza dell’anima.”

Sant’Agostino

Roberto Senesi

Fonte: http://senesiroberto.webnode.it/news/ti-amo-solo-se-vali-abbastanza/



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