L’Occhio nella Mano

Questo splendido simbolo che ritroviamo in tantissime culture nel mondo, composto da un occhio che si apre sul palmo di una mano, esprime il legame profondo tra due importantissime funzioni umane: il vedere/osservare e il fare/agire.
Questa unione simbolica esprime il complesso ideale umano di onniscienza e onnipotenza.


Comune nel mondo arabo ed ebraico, conosciuto col nome di Mano di Fatima, figlia del profeta Maometto.

La storia racconta che: Fatima mentre preparava la cena, avrebbe assistito al ritorno del marito con una concubina; ingelosita da ciò, per errore mise la propria mano nell’acqua bollente, senza tuttavia avvertire dolore. Per i credenti musulmani rappresenta dunque il simbolo della serietà e dell’autocontrollo. Viene dipinto sulle porte delle case come simbolo di buona fortuna; oltre alla funzione religiosa ne ha anche di protezione e guarigione.

In area magrebina il simbolo della mano risale almeno all’8000 a.C., e come molti altri simboli preistorici è stato “assorbito” dalla religione attuale. Era comunque da sempre associato a virtù protettive.

L’occhio nella mano appare anche in culture di cui non si può dire con certezza che comprendano il concetto di malocchio, come le tribù preistoriche nativo-americane (Nord America), in cui il simbolo, molto frequente, è spesso associato a spirali e a serpenti.
Il simbolo dell’occhio nella mano è molto presente anche nelle culture precolombiane, nel culto della Morte e della Dea Terra.

In Medio Oriente è chiamato L’occhio onniveggente di Dio e l’Occhio di Maat dea della giustizia. Tra gli Egizi, erano in uso sia la mano, sia l’occhio (che si può ancora ammirare dipinto sulle barche maltesi). Quest’ultimo aveva però lo scopo preciso di scacciare il malocchio, dare forza, saggezza e coraggio: l’occhio di Ra che tutto vede.

In India, il simbolo universale chiamato Humsa è un potente amuleto protettivo ed è chiamato L’occhio onniveggente della Grazia.
Nella città neolitica di Catalhuyuk, la seconda più antica città al mondo (Turchia) è stato ritrovato un affresco dedicato alla Grande Madre e a sua figlia, datato circa 6100 a.C. le cui decorazioni sono file e file di mani con l’occhio. Nella cultura turca, questo amuleto è diffusissimo, spesso realizzato in vetro blu e appeso vicino alle culle o sulle porte.

Ritroviamo lo stesso motivo anche in Cina, durante la dinastia Shang e la prima dinastia Chou, tra il quindicesimo e il secondo secolo a.C.
L’Asia ci regala anche le bellissime immagini tibetane della Dea Bianca Tara, Dea della compassione, Madre Divina, le cui mani riportano al centro un occhio.

Fonte: www.lagrandedea.forumfree.it

AMORI E RELAZIONI “KARMICHE”

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