LIBERTA’… UNA QUESTIONE DI ABITUDINE?

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Libertà ed abitudine, cosa hanno a che fare questi due concetti tra di loro?
Per quanto triste possa essere, un animale che nasce e cresce in una gabbia difficilmente uscirà anche se questa sarà aperta.

Chiunque ha sentito parlare di questo termine “libertà”, ed ognuno gli attribuisce ciò che crede. Magari non esiste, oltre il piacere e il dolore, poiché la vita è un’alternarsi di momenti di felicità ed infelicità.
Se, all’interno del nostro mondo circoscritto a cui siamo abituati, veniamo puniti (rinforzo negativo) o premiati (rinforzo positivo), si viene a rinforzare una gabbia invisibile, quindi proprio per questo probabilmente difficile da notare e superare.

Il sogno della libertà non è per tutti, anche se ne parlano tutti. Un cane cresciuto dentro una gabbia si aspetta il cibo in una ciotola, e possibilmente finisce con l’essere felice così. La sua natura di essere libero è andata ormai a farsi fottere, ma non ha più importanza ormai, perché non lo si avverte più. E allora direste voi, se non lo si avverte più, qual’è il problema? In fondo un disagio è sempre presente, ma le soluzioni non sono adatte, e finiranno solo per lenirlo in alcuni brevi momenti.
Il mondo circoscritto in cui in fondo scegliamo di vivere, limita anche le nostre possibilità di pensare e, quindi, di scegliere. Non solo non si sa cosa c’è fuori, ma possibilmente si smette anche di volerlo sapere. Ci si “adatta”.

Le soluzioni sono limitate e i problemi limitanti, ma questo si finisce per non saperlo neanche più. Abituandosi il senso di ricerca di libertà non si estingue, ma semplicemente cambia forma riducendosi sempre di più. Ed ecco che una fuga, un “colpo di testa”, dettata dalla ricerca del piacere o dalla fuga dal dolore (le due modalità per muoversi), non potranno che essere SEMPRE all’interno di quel mondo.
E’ diversa la prospettiva, volendo forzare una schematizzazione, tra il “ricercatore spirituale” e l’individuo comune. Al primo non interessa sopravvivere, e la morte non è un problema. Al secondo basta sopravvivere …. forse.

Fonte: http://riscoprirsigabriele.blogspot.it/search?updated-min=2014-01-01T00:00:00-08:00&updated-max=2015-01-01T00:00:00-08:00&max-results=23