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LE DIMENSIONI PARALLELE, COME PERCEPIRLE NEL VOLTO DI UNA PERSONA

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Ecco una tecnica semplicissima con cui TUTTI possono vedere fisicamente la presenza di infinite dimensioni parallele semplicemente guardando negli occhi un’altra persona. Scoprirete che la persona che vi sta davanti è in realtà molte altre persone, ognuna esistente nella sua realtà individuale.

Per questa tecnica facciamo uso di una modalità molto antica: quello dello sguardo fisso.

Lo sguardo fisso (ossia senza sbattere le palpebre) è stato usato per millenni come tecnica di meditazione. Qualcuno potrebbe pensare che questo sia semplicemente dovuto al fatto che quando cessiamo di sbattere le palpebre abbiamo accesso ad uno stato più ipnotico, ma in realtà questo è solo un aspetto di qualcosa di molto più affascinante.

Ogni volta che sbattiamo le palpebre resettiamo la nostra percezione visiva, e questo mantiene la percezione stabile. Solitamente, a meno di non essere dei veggenti molto dotati, se sbattiamo le palpebre a una frequenza normale (quella dettata dall’automatismo dei muscoli delle palpebre), quello che vediamo continua ad essere quello che vediamo abitualmente.

Ma… se cominciamo volontariamente a rallentare lo sbattere delle palpebre, nuove percezioni visive raggiungono la nostra coscienza, e se cessiamo di sbattere le palpebre per un tempo che supera i 2 minuti… un intero nuovo mondo comincia ad apparire ai nostri occhi.

Quando guardiamo qualcosa senza sbattere le palpebre e manteniamo un focus diffuso, rilassato, senza concentrare lo sguardo in un punto preciso, cominceremo dopo un periodo di tempo che può andare dai 20 ai 60 secondi a ricevere percezioni “extra”.

All’inizio saranno percezioni molto sottili (bagliori, ombre, forme che appaiono e scompaiono in un lampo), ma più riusciamo a mantenere questo stato più le percezioni extra si faranno presenti, fino al momento in cui ci potremmo sentirci avvolti da esse, e ciò che vediamo davanti a noi non assomiglierà più molto a ciò che vedevamo prima.

Non occorre essere veggenti per raggiungere questo stato. Tutti possono accedervi semplicemente cessando di sbattere le palpebre e mantenendo il focus dello sguardo diffuso e rilassato.

Potreste vedere il campo energetico che compenetra ogni cosa (la cosiddetta “aura”), ma non è detto. Quello che sicuramente comincerete a vedere e percepire è la sottostruttura della realtà, il sovrapporsi delle multi dimensioni e l’ordine energetico che le mette in relazione.

Tecnica 1 (a coppie): percepire le multi-dimensioni nel volto di una persona

Questa tecnica si effettua in coppia, sedendo uno di fronte all’altro e guardandosi semplicemente negli occhi sbattendo le palpebre il meno possibile.

Ogni cosa nell’Universo esiste contemporaneamente in infinite dimensioni parallele, se osserviamo il volto di una persona (ancor di più se è una persona con cui ci sentiamo in sintonia vibrazionale) possiamo fare esperienza di questo fatto molto rapidamente. Ci vorrà un pò più d’impegno se osservate un minerale, ma il concetto è lo stesso.

Ecco la tecnica:

Sedete con la schiena diretta uno di fronte all’altro, a una distanza di circa 50 cm e con gli occhi alla stessa altezza.
Non indossate lenti a contatto, se vedete sfocato anche a 50 cm usate degli occhiali. State in un’ambiente in penombra o dove la luce non è troppo forte (dovete poter tenere gli occhi aperti senza che la luce vi dia fastidio). Meglio anche evitare stimoli visivi troppo acuti intorno a voi (come colori troppo accesi).
Guardatevi reciprocamente negli occhi in modo rilassato, mantenendo un focus diffuso, senza concentrare lo sguardo in un punto preciso. Vi troverete naturalmente ad osservare ora un occhio ora l’altro occhio della persona, è normale, semplicemente siate rilassati e lasciate che il vostro focus si espanda naturalmente.
Portate attenzione ai muscoli del collo, del viso e della mascella. Rilassateli più e più volte mentre espirate per aumentare lo stato di rilassamento.
Se avvertite bruciore agli occhi, chiudeteli dolcemente e manteneteli chiusi alcuni secondi. Non forzate se siete a disagio.
Effettuate l’esercizio per un minimo di 10 minuti, per tutto il tempo che volete.

Praticamente tutti, effettuando questa semplice tecnica, percepiscono il volto della persona cambiare. Potreste accorgervi con stupore che la vostra amica diventa un brutto ceffo con i baffi, o un essere che ha poco di umano, o una donna mediorientale dai tratti delicati… è uno spettacolo molto suggestivo e sicuramente vi porterà a conoscere più profondamente l’essere umano che avete di fronte.

Qualcuno pensa che quelle che si percepiscono siano le “vite passate”. Lascio ad ognuno di interpretare liberamente la propria esperienza, sicuramente quello che si percepisce è la presenza di informazione extra, di dimensioni diverse sovrapposte un all’altra, che esistono contemporaneamente.

Poichè sappiamo che l’universo è un intrico di infinite dimensioni parallele, che esistono nello stesso punto e nello stesso momento eterno, per me il concetto di “vite passate” è solo un modo che abbiamo per riuscire a comprendere qualcosa che la nostra mente non potrebbe altrimenti afferrare.
Come spiega bene Bashar, le “vite” sono in realtà tutte parallele e contemporanee, ma abbiamo bisogno dell’illusione del tempo per poterne fare un’esperienza che la nostra mente possa comprendere. Ma questa, in ogni caso, è un’altra storia da raccontare.
Tecnica 2 (da soli): percepire la sottostruttura della realtà osservando i pattern vegetali della natura

Questa tecnica si può effettuare da soli, preferibilmente in un bosco (ma potete provare anche con l’edera del muro di casa vostra, o con l’erba del vostro prato). Se trovate un luogo nella natura dove la luce non è troppo forte e vi sentite a vostro agio, circondati dall’energia frizzante della vita naturale, avrete risultati strepitosi.

L’esercizio si effettua sedendo per terra, su una roccia, o su un seggiolino e osservando un pattern vegetale di qualsiasi tipo.
Un pattern non è altro che una struttura che si ripete in modo simile, creando una texture davanti a voi. Vanno bene quindi:

La corteccia di un grande albero (deve coprire bene il vostro campo visivo).
Un ampio cespuglio
Un tappetto di foglie o muschio per terra
Una parete rocciosa
E così via…

Una volta che vi sarete allenati con i pattern potrete provare ad osservare qualsiasi cosa accedendo allo stesso stato di coscienza.

Ripetete tutti gli accorgimenti già descritti nella tecnica precedente, quindi lo sguardo fisso e rilassato, il rilassamento dei muscoli, e via dicendo, mentre osservate un pattern vegetale a una distanza per voi confortevole (basta che copra la maggior parte del vostro campo visivo).

Dopo un pò il vostro cervello comincerà a interpretare diversamente dal solito le forme del pattern, suggerendo alla vostra coscienza un “ordine” sotteso a ciò che state guardando. Potreste dunque percepire una griglia, un intrico di linee, un mosaico formato da tutte le parti dell’immagine che hanno un tono di colore simile, e così via.
Ecco che vi state aprendo a percepire la sottostruttura della realtà, la geometria spirituale di cui tutto è composto. Di frequente, effettuando questo semplice esercizio, ho percepito una griglia di linee che si intersecano all’infinito formare l’immagine apparentemente caotica di un tappeto di foglie.

Non vi è nulla di miracoloso nell’accedere a questo stato di coscienza… il miracolo è semmai concedersi un’ora per sostare nella natura a guardare un cespuglio.

Quello che vi diranno gli scettici razionalisti…..

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