L’AMORE PLATONICO

platone-raffaello

La principale differenza tra l’amore di oggi e quello dei tempi di Platone è che al giorno d’oggi abbiamo in mente un amore “bilanciato”, biunivoco, dove i due amanti si amano reciprocamente; ai tempi di Platone era univoco, uno amava e l’altro si faceva amare: nel mondo greco o l’uomo amava la donna o l’uomo amava l’uomo, l’omosessualità era diffusissima.

Talvolta ci poteva essere un amore biunivoco, che Platone spiegava ricorrendo sempre alla teoria del flusso che intercorre tra gli occhi: secondo lui poteva venirsi a creare una situazione di “specchio”: in realtà l’amato vede negli occhi di chi lo ama se stesso perchè vede riflessa la propria bellezza; è una concezione mitica che rievoca i celeberrimi versi di Dante: “amor, ch’a nullo amato amar perdona…”, è come se chi è amato si innamorasse del sentimento stesso.

Platone ci parla dell’amore in Greco “eros”, che designa l’amore passionale ed irrazionale,
diverso da “agapè” ovvero l’amore puro.

Fonte: www.filosofico.net/amor32.html