LA GRANDE ILLUSIONE DI ESSERE I PROTAGONISTI: un interessante esperimento

Leonardo DiCaprio accepts the award for best actor in a leading role for The Revenant at the Oscars on Sunday, Feb. 28, 2016, at the Dolby Theatre in Los Angeles. (Photo by Chris Pizzello/Invision/ANSA/AP)

 

Un gruppo di psicologi voleva verificare i tempi di reazione tra quando si prende una decisione e quando si compie l’azione corrispondente.

Sottoposero quindi dei volontari ad un esperimento: la persona doveva prima prendere la decisione di afferrare un oggetto, poi immediatamente premeva un pulsante ed infine afferrava l’oggetto.
C’erano tre punti di misurazione: uno era il pulsante premuto che rappresentava il momento in cui la persona decide; uno nel cervello per verificare quando parte l’impulso ad agire, e uno sull’oggetto afferrato che rappresenta la conclusione dell’azione.
Ovviamente tutti si aspettavano di verificare la precisa sequenza: pulsante, cervello, azione, perchè prima la persona decide, poi il cervello manda l’impulso ed infine l’azione viene compiuta Invece i risultati lasciarono sbalorditi: si accese per primo il rilevatore posto nel cervello, poi il pulsante ed infine l’oggetto. In altre parole, prima che la persona decidesse di compiere l’azione, il cervello si era già attivato per mandare l’impulso.
Questo esperimento conferma quanto i saggi di ogni epoca hanno sempre detto: noi non siamo i protagonisti, gli artefici delle nostre azioni. Ci appare così ma è solo un’illusione. Abbiamo la netta sensazione di essere noi a decidere le cose quando in realtà siamo solo testimoni di ciò che accade. Il cervello prende la decisione e l’Io appare un’istante dopo che ciò è avvenuto, ma dice: “Sono io che ho deciso!”. Il corpo afferra l’oggetto e noi diciamo: “L’ho afferrato io! E’ mio!”. Che grande illusione!
Ecco la domanda importante: se è vero che non siamo noi, chi ha attivato il cervello?
Quale forza ha deciso di afferrare quell’oggetto?

Conosciamo intellettualmente la risposta ma non serve. Dobbiamo andare dentro di noi, prima di quell’Io, a conoscere direttamente ciò che muove tutto, ciò che non è mosso da nulla, la causa prima, il ‘motore immobile’ di Aristotele. Tutto proviene da là e tutto va in quella direzione. L’Io, noi, il corpo, il cervello… unità separate intellettualmente che in realtà sono un’unica cosa, un’unica forza all’origine di tutto.

Giacomo Bo

Fonte: http://ricerchedivita.blogspot.it/2011/11/la-grande-illusione-di-essere.html