LABIRINTO ALCHEMICO – Un “Gioco dell’Oca” Alchemico

Secondo Fulcanelli, il Gioco dell’Oca è “un labirinto popolare dell’Arte sacra e una raccolta dei principali geroglifici della Grande Opera” (Fulcanelli, Le Dimore Filosofali). La sua struttura a spirale, conduce verso il raggiungimento del centro, del “giardino dell’oca“, meta di un cammino sapienziale iniziatico.

E’ interessante notare innanzitutto che la spirale del gioco si svolge sempre in senso sinistrorso, come ad indicare che il raggiungimento del centro va inteso nel senso di una “via del ritorno“, di una risalita verso l’origine, verso l’Uno.
L’Oca che dà il nome al gioco è un animale tenuto in grande considerazione da molti popoli antichi, a partire dagli Egizi per giungere ai Greci. I Romani avevano affidato alle oche il compito di vegliare sul tempio di Giunone, nel Campidoglio. Per i Celti, il palmipede era simbolo dell’aldilà e guida dei pellegrini, ma anche simbolo della Grande Madre dell’Universo. Le regole del gioco si conformano a questa valenza sacra dell’animale, sottolineando il suo ruolo di “guida provvidenziale“: capitare su una casella contrassegnata da un’oca permette infatti di abbreviare il percorso, raddoppiando il punteggio ottenuto.

Nella nostra ricostruzione e descrizione del processo ci siamo affidati in particolare alle magistrali opere di Fulcanelli e di Canseliet, integrandole con importanti precisazioni di altri autori (tra cui Patrick Rivière). Conformandosi ai testi di questi autori, la nostra sintesi descrive in particolare le tappe della Via Secca, quella seguita dalla maggioranza degli Alchimisti che pure l’hanno velata sotto le descrizioni della Via Umida. Le tappe e le elaborazioni principali delle due vie naturalmente coincidono; ciò che essenzialmente cambia sono le sostanze chimiche di partenza che vengono utilizzate. Nella spiegazione della Terza Opera quindi, abbiamo integrato le scarse indicazioni fornite dai sopraccitati autori con le famose descrizioni dei colori che appaiono nei Sette Regimi di Cottura, seguendo essenzialmente Filalete: è chiaro che tali colori sono visibili unicamente nella Via Umida, attraverso il “vetro” del Vaso, e non nella Via Secca;  comunque le trasformazioni che avvengono all’interno dell’Uovo Filosofale sono essenzialmente le stesse. Un’ultima precisazione è doverosa: la nostra ricostruzione dell’intero processo è e rimane puramente teorica. Non sono pochi i dubbi che ancora abbiamo sul dettaglio e sulla precisa collocazione di molte operazioni qui descritte. La nostra vuole essere unicamente una proposta di lavoro, suscettibile di essere integrata, approfondita e eventualmente modificata in base a nuovi dati che potranno emergere dallo studio dei testi tradizionali. Daniele Ferrero e  Nicola Vanore

 

  1. Il Caos iniziale, la Prima Materia, l’Unità del Tutto, l’origine, l’inizio indistinto che comprende le potenzialità di ogni sviluppo o generazione, l’entrata nel Labirinto.
  2. L’Alchimista che intraprende l’Opera: guidato dalla luce della Saggezza segue fedelmente i passi della Natura.
  3. La scoperta della Materia Prima, simboleggiata dal “Drago che si morde la coda”: la sua Estrazione e la sua Preparazione.

    Una volta “estratto dalla sua miniera” il Solfuro d’Antimonio o Stibina, simbolo della Materia Prima, deve essere sottoposto ad una Preparazione che consiste in un’Assazione preliminare: va polverizzato in un mortaio, esposto a fuoco lento e setacciato, imbibito di “rugiada”. Queste operazioni hanno lo scopo di liberare il Solfuro dalla sua ganga silicea e di ossidarlo parzialmente, fino a che acquisti una colorazione brunastra. In questo modo, la Materia Prima è resa atta a ricevere lo Spirito, sotto l’aspetto del Fuoco Segreto o Sale Doppio.

  4. L’acquisizione dei due Sali o Fondenti filosofici che costituiscono il Fuoco Segreto o Sale Doppio. Questa sostanza, chiamata anche Dissolvente, è il supporto materiale dello Spirito, è il Mediatore Salino indispensabile per innescare il processo.

    I suoi due componenti sono: 1. il Salnitro (nitrato di potassio), isomero del Nitro celeste contenuto nella “rugiada”, 2. il Tartaro (bitartrato di potassio).

    1. Il Salnitro si ottiene dalla distillazione della “rugiada”, precedentemente esposta ai raggi cosmici, filtrata e preparata. E’ un sale volatile che, inizialmente, appare “bianco come neve cristallizzata” e, continuandone l’estrazione, assume una tinta “rosata” (da cui il termine “rugiada”).

    2. Il Tartaro, chiamato anche  Vulcano Lunatico, è ottenuto indirettamente dal lavoro sulla “rugiada” ed è estratto dal deposito della feccia del vino che rimane nel fondo delle botti (“botti di quercia” specifica la Tradizione).

  5. Comincia ora la Prima Opera.  Tre sono gli “attori” che vanno posti nel crogiolo:

    1. Innanzitutto la Materia Prima, precedentemente preparata, che qualifichiamo come Passiva (è chiamata “Aries” da Filalete), in quanto rappresenta il principio Mercurio che subirà l’azione del principio attivo o Zolfo. E’ simboleggiata dal Drago. La sua proporzione è doppia rispetto a quella del secondo “attore”.

    Materialmente questa sostanza viene spesso identificata con un minerale: la Stibina o Solfuro d’Antimonio (ma è chiaro che non bisogna intendere questi termini “alla lettera”).

  6. 2. Il secondo “attore” della Prima Opera, simboleggiato da un guerriero armato di spada o di lancia intento a trafiggere il drago, è la Materia Prima Attiva (chiamata “Ares” da Filalete), in quanto rappresenta il principio Zolfo (l’Acciaio Magico) che dovrà agire sulla Materia Prima Passiva. Essendo più energico di quest’ultima, la sua proporzione sarà della metà.

    Materialmente questa sostanza viene identificata con un metallo, il Ferro.

  7. 3. Il terzo “attore” della Prima Opera è l’indispensabile Mediatore Salino (il Principio Sale) che permette la reazione dei primi due componenti, ovvero il Fuoco Segreto, composto dai due Sali o Fondenti Filosofici che vanno aggiunti nel crogiolo in frazioni successive.

    La proporzione del Fuoco Segreto è di un quindicesimo rispetto a quella della Materia Prima Attiva (o meglio, un quindicesimo di Nitro ma metà del peso totale dei componenti di Tartaro). In sintesi, le proporzioni dei tre “attori” sono:

    Principio Mercurio 2 – Principio Zolfo 1 – Principio Sale 1/15.

  8. Grazie al Mediatore Salino, le due Materie (Passiva e Attiva) entrano in reazione. E’ questa la Lotta delle Due Nature o Congiunzione della Prima Opera, rappresentata spesso dalla lotta tra due animali (un cane e una cagna, due draghi, ecc.). In questa Congiunzione si realizza il Primo Nero o Putrefazione della Prima Opera: è la prima “unione dei contrari”.

  9. Alla termine della Congiunzione delle Due Nature, la sostanza liquida viene colata (“liquazione”) e lasciata raffreddare; si solidifica così in un lingotto sul quale si effettua la Separazione, rappresentata da un energico “colpo di martello” che separa la parte “regolina”, pura, del lingotto dal residuo, o Caput Mortuum.

    Materialmente, la reazione che si è compiuta viene indicata come “preparazione del regolo marziale stellato d’antimonio“: il solfuro d’antimonio, reagendo col ferro, ha ceduto il suo zolfo a quest’ultimo, trasformandosi in antimonio puro (detto “regolo” nell’antica terminologia chimica); il ferro, unendosi allo zolfo, si è trasformato in solfuro di ferro (caput mortuum), ovvero il metallo è “retrogradato” alla sua originaria natura minerale (pirite).

  10. Il Caput Mortuum, dopo la Separazione, si presenta come terra nera e “diseredata” che bisogna ben guardarsi dal gettare via.

    Materialmente queste scorie sono composte da solfuro di ferro (il metallo “retrogradato” a minerale) e da carbonato di potassio.

    Le scorie vengono sottoposte a deliquescenza all’aria umida della notte e si ossidano progressivamente. Quindi, per lisciviazione, si ottiene da queste scorie un Terzo Sale, fondamentale per la Terza Opera: si tratta del Sale Armoniaco o Sale d’Armonia (è il principio Corpo, che andrà a costituire uno dei componenti dell’uovo filosofale; talvolta è chiamato anche Zolfo Bianco).

  11. Sempre dal Caput Mortuum, dopo la deliquescenza e l’ossidazione, si ottiene, per calcinazione o arrostimento progressivo, una sostanza rugginosa e grassa, simile al fango: è la Terra Adamica o Rossa (detta anche Cenere del Caput Mortuum).

    Questa Terra preziosa contiene in potenza lo Zolfo (Rosso) che sarà da essa estratto durante le Sublimazioni della Seconda Opera.

  12. Il Regolo che è stato separato dal Caput Mortuum col “colpo di martello” costituisce il Mercurio Comune o Mercurio Bianco o Dissolvente (si noti che quest’ultimo termine era prima usato per designare il Fuoco Segreto), simboleggiato dalla Vergine Bianca e chiamato anche “Pietra Astrale”: è il Principio Femminile, Volatile. Spesso il Mercurio Comune è designato come Acqua dei Filosofi, Acqua Celeste, Acqua Benedetta,  limpida e pura, che sgorga dalla roccia o anche come Acqua Pontica o Aceto Acerrimo, per sottolineare il suo potere dissolvente.

    Materialmente questa sostanza è antimonio puro, privato dello zolfo che è stato ceduto al ferro.

  13. Il Mercurio comune deve subire la Purificazione per trasformarsi in Regolo Stellato: una parte di Regolo viene unita con 1/15 di Fuoco Segreto che lo purifica. Questo processo viene reiterato per tre volte (simboleggiate dai tre chiodi della crocifissione); così il Regolo si impregna di Spirito Astrale mentre il Fuoco Segreto assume una colorazione verde, trasformandosi in Vitriol.

    Al termine della purificazione, sul Regolo appare la Stella, il segno tanto atteso che attesta la purezza e la perfetta preparazione canonica del Mercurio: abbiamo ottenuto il Mercurio Comune Stellato (Mercurio Bianco Stellato, Dissolvente).

    La luce è scaturita dalle tenebre e ha trionfato.

  14. Il Fuoco Segreto che ha agito nella Purificazione del Mercurio Comune si è trasformato, assumendo una bella colorazione verde, simbolo della vita universale: è il Vitriol, Leone Verde o Smeraldo dei Saggi (chiamato anche Graal Vetriolico), veicolo vetrificato del fluido cosmico.

    Il ruolo del Vitriol sarà fondamentale nella Seconda Opera.

  15. Comincia ora la Seconda Opera che ha per scopo quello di manifestare lo Zolfo Filosofico, embrione della futura Pietra Filosofale.

    I tre “attori” della Seconda Opera sono così disposti in un vaso per la sublimazione:

    1. In fondo la Terra Adamica o Rossa, che dovrà cedere lo Zolfo contenuto in essa al bagno di Mercurio sovrastante.

    2. Al di sopra della Terra Adamica si disporrà il Mercurio Comune Stellato o Dissolvente che, sotto forma di Bagno o Acqua Mercuriale (Specchio dell’Arte) che sommerge la Terra, rappresenta il Magnete che attirerà a sé lo Zolfo.

    3. In superficie si disporrà il Vitriol o Leone Verde, che costituisce la “rete” che permetterà di “pescare” l’embrione.

    Le proporzioni dei tre “attori” sono nell’ordine: Terra (Zolfo) 1 – Mercurio 2 – Vitriol 1/15.

  16. Dopo aver disposto correttamente i tre “attori” della Seconda Opera cominciano le lunghe  Sublimazioni o Aquile, che dovranno essere ripetute da sette a nove volte.

    Lo scopo delle Sublimazioni è quello di estrarre lo Zolfo Filosofico dalla Terra Rossa e di unirlo intimamente al Mercurio Comune. Il processo consiste in una serie ripetuta di imbibizioni e disseccamenti, simboleggiati dal combattimento del Fisso o Remora (= lo Zolfo Filosofico contenuto nella Terra Adamica) con il Volatile o Salamandra (= il Mercurio Comune) (o dal combattimento del Leone-Zolfo con l’Aquila-Mercurio). Ricordandosi che il “secco beve avidamente l’umido” bisogna evitare di sommergere la Terra con un bagno eccessivo di Mercurio.

    Man mano che le Sublimazioni progrediscono, verso la quarta o quinta Aquila, si assiste al Bagno degli Astri: alla superficie del Bagno Mercuriale si formano delle Granulazioni, prima argentate (Luna), poi dorate (Sole). Parallelamente la Materia si sbianca progressivamente (sbiancamento del “Lattone”). Ad ogni disseccamento si verifica l’apparizione di fiori bianchi sulla superficie (che rappresentano lo Zolfo Filosofico in formazione) e ad ogni imbibizione si manifesta l’apparizione della Stella (simbolo del Mercurio Comune).

  17. Proseguendo le Sublimazioni, “il Leone Verde (Vitriol) va a cedere il suo Sangue al Leone Rosso”, ovvero, dai fiori bianchi,  si forma lo Zolfo Filosofico (Rosso) o Oro Filosofico: è il Principio Maschile, Fisso.

    Questo Zolfo Filosofico è stato estratto dalla Terra Adamica grazie all’azione attrattiva del Mercurio Comune Dissolvente (inteso come “Magnete”) ed ora sta emergendo alla superficie: tale operazione è anche chiamata Reincrudazione dell’Oro o Terra Adamica, nel senso che rappresenta il “ringiovanimento” del Principio Zolfo contenuto nella Terra, l’ottenimento dello Zolfo nel suo stato di purezza originaria.

  18. Alla superficie del Mare Filosofico (= il Bagno di Mercurio Comune) si è formata l’Isola di Delo (dove nascono Apollo e Diana). Questa sostanza, chiamata Echineis, Ichtus o Remora, è lo stesso Zolfo Filosofico ormai unito indissolubilmente col Mercurio Comune in una sostanza ermafrodita, che costituisce l’Embrione metallico, il germe della futura Pietra Filosofale.

    Come un “pesce”, questo embrione viene “pescato”, cioè intrappolato, dalla rete a maglie intrecciate formata in superficie dal Vitriol.

  19. L’embrione che abbiamo ottenuto è il Rebis, la sostanza doppia o androgina, chiamata con moltissimi nomi:

    1. se consideriamo il suo aspetto “fisso” è Zolfo Filosofico, Piccolo Re, Remora, Embrione o Infante Regale.

    2. se consideriamo il fenomeno dal punto di vista del Mercurio, possiamo dire che il Mercurio Comune (Femminile), sublimato al massimo grado dalle Aquile, si è unito indissolubilmente con lo Zolfo (Maschile), diventando una sostanza doppia o ermafrodita, un Mercurio “animato” o anche “fissato” dallo Zolfo, che è chiamato Mercurio Filosofico, Mercurio Doppio o Secondo Mercurio.

    La generazione del Rebis o Mercurio Filosofico costituisce la Congiunzione della Seconda Opera (la Congiunzione al Bianco) ed è chiamata anche incesto filosofale in quanto il Mercurio Comune, come madre che ha generato lo Zolfo (figlio) estraendolo dalla Terra Adamica, si è poi congiunto al suo stesso figlio (Zolfo Filosofico).

    L’Embrione o Rebis si presenta sotto la forma di una piccola pietra bianca su una superficie,  nera sull’altra e violetta all’interno (il colore violetto indica l’unione dello Zolfo rosso con il Mercurio blu). Questa pietra va poi confortata al fuoco, fissata, e assume l’aspetto di una piccola lente biconvessa paragonabile ad un “bottone di ritorno” metallurgico. In questo aspetto è chiamata anche, da alcuni autori, Zolfo Incombustibile o Pietra del Primo Ordine (altri autori riservano questo nome alla sostanza ottenuta dalla Grande Cottura della Terza Opera).

  20. La Terza Opera, che ha qui il suo inizio, consiste essenzialmente in una Grande Cottura dell’Embrione o Rebis all’interno dell’Uovo Filosofale, in cui questo “germe” sarà “covato” fino a giungere alla sua perfetta maturità e a dare origine alla Pietra Filosofale.

    L’Uovo Filosofale, il cui guscio minerale salino si forma naturalmente in via secca, viene posto all’interno dell’Athanor e riempito con i suoi tre componenti:

    1. l’Embrione o Rebis (o Zolfo Filosofico) ottenuto al termine della Seconda Opera, che ha la funzione di Principio Maschile (è chiamato anche Zolfo Rosso);

    2. l’indispensabile Mercurio Comune o Dissolvente che svolge la funzione di Principio Femminile (verrà chiamato anche Zolfo Bianco, intendendo con questo termine la  parte di Mercurio che si fisserà progressivamente nella Cottura);

    3. il Sale d’Armonia o Sale Armoniaco ottenuto dalla lisciviazione del Caput Mortuum al termine della Prima Opera, che, come Mediatore, permette la reazione e la congiunzione tra i primi due componenti (non è chiaro se questo Sale costituisca l’Uovo stesso, cioè il suo “guscio”, il “Vetro” del “vaso di natura” – come sembrerebbe dai principali autori – oppure, come affermano altri, “i due (?) sali che lo compongono costituiscano il “bianco” e il “giallo” dell’Uovo”; in ogni caso sembra che questo Sale rappresenti anche il Principio Corpo, con il quale l’Embrione si unirà indissolubilmente e, in questo ultimo senso, può talvolta ricevere anche lui l’appellativo di Zolfo Bianco);*

    * [Questa ripartizione delle funzioni tra i tre componenti segue gli autori più accreditati ma, da un altro punto di vista, si potrebbe anche intendere: l’Embrione o Zolfo Rosso come Principio Maschile, il Sale Armoniaco nel senso di Zolfo Bianco come Principio Femminile e il Mercurio Comune o Dissolvente come Mediatore che permette la congiunzione tra i primi due, sebbene questa interpretazione appaia più forzata. La contraddizione tra le due versioni è dovuta alla grande ambiguità del termine “Zolfo Bianco” nella sua duplice accezione di Principio Femminile e/o di Principio Corpo.]

    La Grande Cottura dell’Uovo Filosofale all’interno dell’Athanor attraversa Sette Regimi in cui la temperatura viene innalzata progressivamente, corrispondenti a sette colorazioni che assume il contenuto del Vaso e a sette frequenze musicali o “sibili” emesse dall’Uovo stesso.

    Il Primo Regime è il Regime di Mercurio, in cui viene formato il Compost, cioè la mescolanza dei tre componenti sopraccitati, e comincia la loro fase di dissoluzione (fase Solve).

  21. Il Secondo Regime è il Regime di Saturno in cui i componenti sono dissolti totalmente dal Mercurio Comune e il Compost raggiunge la completa Putrefazione, segnalata dall’odore fetido che emana dal Vaso.

    E’ in questo Regime che un nuovo concepimento si verifica in fondo al Vaso, cioè i principi Maschile e Femminile (Zolfo Rosso e Zolfo Bianco), dopo aver lottato tra di loro, “muoiono” insieme e si uniscono nella Congiunzione della Terza Opera.

  22. Il Regime di Saturno rappresenta la Fase al Nero della Terza Opera o Nigredo, simboleggiata dal Teschio o dal Corvo (Testa di Corvo).

  23. Il Terzo Regime è il Regime di Giove, chiamato anche Sublimazione: attraverso imbibizioni o “lavaggi” successivi da parte del Latte di Vergine (un altro nome del Mercurio Comune o Dissolvente che ha qui un potere sbiancante), il Rebis (Zolfo Rosso + Zolfo Bianco) comincia progressivamente a perdere il suo colore nero e assume un colore Grigio cenere.

    Gli autori affermano qui che il Rebis o Infante Filosofico viene nutrito con l’alimento latteo (il Latte di Vergine).

  24. Il Quarto Regime è il Regime della Luna in cui, con l’innalzamento di temperatura,  comincia la fase di coagulazione (fase Coagula): grazie alle abluzioni operate dal Latte di Vergine, seguite da progressivi disseccamenti o coagulazioni, il Rebis si sbianca sempre di più e si solidifica in una sostanza che raggiunge il colore  Bianco perfetto.

    E’ il simbolo della resurrezione dello spirito.

  25. Il Regime della Luna rappresenta la Fase al Bianco della Terza Opera o Albedo, simboleggiata dalla bianca Colomba.

    E’ possibile, volendo, interrompere qui il processo della Grande Cottura, passando subito alla Moltiplicazione e alla Fermentazione finale, perchè la sostanza che si è ottenuta sarà già in grado di esercitare un potere trasmutatorio, benché minore rispetto a quello della Pietra che si otterrà nell’ultimo Regime. 

    Tramite un’opportuna Fissazione, infatti, è possibile trasformare questa sostanza bianca in Elisir Bianco, chiamato anche Pietra Bianca del Secondo Ordine, il quale, opportunamente Moltiplicato e Fermentato, avrà il potere di trasmutare i metalli in Argento (altri autori chiamano questa sostanza fissata Zolfo Bianco Incombustibile e la intendono come Pietra Bianca del Primo Ordine).

  26. Il Quinto Regime è il Regime di Venere in cui il Rebis,  innalzandosi la temperatura, assume un colore Verde.

    Questa fase è detta anche Fase Vegetativa in quanto la colorazione verde dimostra che la Pietra ha in sé un potere vegetativo, germinativo, che la induce a crescere e ad aumentare. Gli autori affermano che qui “l’albero filosofico germoglia, ricoprendosi di foglie e ramificazioni”.

  27. Il Sesto Regime è il Regime di Marte in cui, ad una temperatura più elevata, il Rebis subisce successive imbibizioni da parte dell’Alimento Carnoso (un altro nome del Mercurio Filosofico o Secondo Mercurio, in quanto unito allo Zolfo, che ha perciò un potere arrossante) seguite da progressivi disseccamenti o coagulazioni che lo portano ad assumere un colore Giallo sempre più intenso.

    Gli autori affermano qui che il Rebis o Infante Filosofico ormai cresciuto, che prima era nutrito con il latte (il Mercurio Comune o Primo Mercurio), va ora nutrito con la carne (il Mercurio Filosofico o Secondo Mercurio).

    Questa fase è chiamata anche Fase al Giallo o Citrinitas.

  28. Il Settimo Regime è il Regime del Sole: la temperatura ha raggiunto il massimo grado e, grazie alle imbibizioni operate dall’Alimento Carnoso e alla coagulazione ormai perfetta che ne segue, il Rebis va sempre più arrossandosi fino a solidificarsi, o meglio vetrificarsi, in una sostanza dal perfetto colore Rosso.

    Alla resurrezione della Fase al Bianco è seguita la perfetta Fissazione della Fase al Rosso: lo spirito è “ritornato alla terra”, è tornato a congiungersi con un corpo ormai perfetto, raggiungendo una completa Individuazione.

  29. Il Regime del Sole, l’ultimo dei sette, rappresenta la Fase al Rosso o Rubedo della Terza Opera, simboleggiata dalla rossa Aquila bicefala.

    Tramite un’ulteriore Fissazione questa sostanza rossa viene trasformata in Elisir Rosso, chiamato anche Pietra Rossa del Secondo Ordine, il quale, opportunamente Moltiplicato e Fermentato, avrà il potere di trasmutare i metalli in Oro (altri autori chiamano questa sostanza fissata Zolfo Rosso Incombustibile e la intendono come Pietra Rossa del Primo Ordine).

  30. La Pietra Bianca, ottenuta nell’Albedo, e la Pietra Rossa, ottenuta nella Rubedo, non sono ancora perfette in quanto non hanno ancora il potere di trasmutare i metalli rispettivamente in Argento e in Oro. Per questo bisogna sottoporre queste sostanze a delle Moltiplicazioni che permettono alla Pietra di aumentare in quantità (peso e volume) e in qualità (energia).

    In pratica si tratta di ridissolvere la Pietra in un’opportuna quantità di Mercurio Dissolvente (da intendersi però come Secondo Mercurio o Mercurio Filosofico) facendole ripercorrere, sempre più brevemente, l’intera successione dei Sette Regimi di Cottura (questo se vogliamo moltiplicare la Pietra Rossa; per la Pietra Bianca vengono ripetuti i primi quattro Regimi).

    L’Elisir Bianco o Rosso, così moltiplicato, si trasforma in Medicina Universale o Pietra Filosofale (Bianca o Rossa), chiamata anche Pietra del Terzo Ordine*.

    * [Facciamo notare che qui ci può essere uno “slittamento” delle denominazioni:  gli autori che denominano la sostanza fissata ottenuta dal Regime della Luna e dal Regime del Sole come Pietra del Primo Ordine parleranno allora di due Moltiplicazioni successive. La Prima Moltiplicazione trasformerà lo Zolfo Incombustibile  in Elisir  o Pietra del Secondo Ordine; la Seconda Moltiplicazione trasformerà questo Elisir in Medicina Universale o Pietra del Terzo Ordine.]


  31. La Medicina Universale o Pietra Filosofale (Bianca o Rossa) è la Pietra del Terzo Ordine, ottenuta dalle Moltiplicazioni. E’ chiamata anche Tintura Bianca o Tintura Rossa. Il suo simbolo è la Fenice, che rinasce dalle proprie ceneri (cioè dalla propria dissoluzione) al termine di ogni Moltiplicazione.

    Perchè abbia potere trasmutatorio questa Pietra deve essere “orientata” verso la produzione di Argento o di Oro. Questo “orientamento” della Pietra è la Fermentazione. Essa consiste in pratica nel fondere la Pietra Filosofale Bianca con una piccola quantità di Argento o la Pietra Filosofale Rossa con una piccola quantità di Oro.

  32. Ciò che si ottiene dalla Fermentazione è la Polvere di Proiezione (Bianca o Rossa), che ha finalmente il potere di trasmutare i metalli.

    L’operazione di trasmutazione è chiamata Proiezione: essa consiste nel gettare una piccola quantità di Polvere di Proiezione (racchiusa, per proteggerla, in un poco di cera) su del metallo in fusione. Istantaneamente, la Polvere di Proiezione Bianca trasmuterà il metallo in Argento; la Polvere di Proiezione Rossa trasmuterà il metallo in Oro.
    L’Opera è compiuta.
    Oltre alla trasmutazione sono però possibili altri utilizzi della Pietra Filosofale:

    1. Opportunamente dissolta in alcool, la Pietra diventerà Oro Potabile o Medicina Universale propriamente detta: un farmaco che permetterà di guarire ogni malattia fisica e di assicurare la longevità.

    2. Oppure, tramite una serie di Moltiplicazioni ripetute, spinte fino all’estremo limite, sarà possibile trasformare la Pietra in Luce Inestinguibile, quasi una forma di pura energia radiante che testimonia il trionfo assoluto della Luce e l’avvenuta conquista da parte dell’Alchimista della dimensione trascendente

 

Opera di Daniele Ferrero e  Nicola Vanore

Fonte: http://www.labirintoermetico.com/01Alchimia/gioco_oca_alchemico/ gioco_oca_alchemico.htm

IL LABIRINTO DI CHARTRES

 






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