LA SCONFITTA DI CRONOS

Cronoss
A un certo punto del vostro percorso alchemico l’osservazione deve cessare di essere analitica per divenire sintetica. Questo significa che smettete di porvi domande e valutare i vostri stati, per passare a un’osservazione pura, non più inquinata dalla mente. Allora osservarsi diviene un semplice guardare che cosa accade senza esprimere giudizi in merito, né positivi né negativi. Guardate i vostri demoni in faccia, portateli alla coscienza, amateli. La rabbia, l’invidia, la gelosia, il senso di inadeguatezza, il senso di impotenza, la paura di non essere amati, la paura dell’abbandono… guardateli con gli occhi del testimonie. Esponeteli alla luce, ma non ostacolateli e non combatteteli. Se essi sono entrati in voi lo hanno fatto per apportare nuova conoscenza, altrimenti l’anima non li avrebbe fatti entrare. Sentite che si muovono al vostro interno, ma non abbiatene timore né ripulsa.

Salvatore Brizzi
dal libro la Sconfitta di Cronos non disponibile on-line

 

Tratto dal primo capitolo: “La trappola del tempo”.
Cronos era il dio del tempo e regnava sul creato insieme alla sua sposa Rea. Sotto il regno di Cronos la terra conobbe un’età dell’oro, ma la sua tranquillità fu minata da un triste vaticinio: gli fu infatti predetto che il suo regno avrebbe avuto fine per mano del suo figlio più forte. Terrorizzato, per tentare di ingannare il destino iniziò a divorare i figli che partoriva Rea non appena nascevano, tenendoli così prigionieri nelle sue viscere.
Rea, disperata, chiese aiuto ai genitori per cercare di salvare i propri figli. Fu così che dopo aver fatto nascere il suo ultimogenito, Zeus, Rea si recò dal suo sposo e anziché presentargli il figlio, gli consegnò un masso avvolto nelle fasce, che Cronos ingoiò senza sospettare nulla.

Zeus, che era stato nascosto dalla madre in una caverna del monte Ida nell’isola di Creta, quando fu grande a sufficienza salì in cielo e con l’inganno fece bere a Cronos una speciale bevanda preparata da Metis (dea della saggezza) che gli fece vomitare i figli che aveva divorato. Dopo di ciò dichiarò guerra al padre e lo vinse.
Vi ho letto il mito di Cronos perché rispecchia in maniera magnifica la situazione dell’uomo medio che vive nel sonno. Tutti gli uomini – o quasi – sono schiavi di Cronos, il tempo, che li divora giorno dopo giorno, istante dopo istante. Ogni sofferenza nasce dal tempo, per cui l’obiettivo di chiunque voglia svegliarsi deve essere la sconfitta del tempo. Non possiamo essere felici, realizzati, innamorati… restando schiavi del tempo. La nostra non deve essere una fuga dalla sofferenza o da una particolare situazione lavorativa, famigliare, affettiva, ecc., ma esclusivamente una fuga dal tempo.

Tentare di cambiare una situazione contingente non serve a nulla, fornisce risultati solo parziali, mentre il nostro scopo è trovare una soluzione radicale, definitiva, non revocabile. E questa soluzione è costituita dal nostro sottrarci all’inganno del tempo. Smettiamo di farci divorare da Cronos!
Diversi anni fa una donna – una grande donna – mi ha rivelato due segreti fondamentali, dicendomi che è sufficiente conoscere questi due segreti per liberarsi dall’illusione nella quale l’umanità è immersa. Gli uomini infatti, se non l’aveste ancora capito, vivono in un’illusione, in un mondo finto. Non vi sto parlando dal piano intellettuale, non mi limito a dire che viviamo in un mondo di menzogne o di falsi sentimenti, questo credo che riescano a capirlo un po’ tutti, ma ciò che pochissime persone riescono a comprendere è che tutto ciò che si trova all’interno della nostra coscienza ordinaria ha la stessa consistenza di un film. Io sto parlando a un livello molto profondo: il mondo come lo percepiamo è totalmente finto, viviamo dentro un’allucinazione sensoriale.

Bene… questa è la premessa.
Detto questo, il primo segreto per uscire da questa magnifica allucinazione consiste nel comprendere pienamente che noi creiamo la nostra realtà… totalmente, senza eccezioni. Ho dedicato un intero seminario a spiegare nei particolari fino a che punto le persone che incontriamo e i fatti che ci accadono sono interamente – anche se inconsciamente – voluti da noi. Coloro che incontriamo e ciò che queste persone ci dicono corrispondono perfettamente a ciò che noi siamo: ci dicono e ci fanno solo ciò che vogliamo sentirci dire e ciò che vogliamo farci fare.

Il secondo segreto che mi è stato rivelato è che il tempo è una trappola, una trappola utile, con un suo preciso significato evolutivo, ma pur sempre una trappola. Gli uomini vengono quotidianamente divorati dal tempo. Gli scienziati credono che il tempo sia oggettivo, credono si trovi fuori dalla loro coscienza e che scorrerebbe comunque indipendentemente dal loro esserne coscienti.

Adesso state bene attenti.
Punto primo: noi guardiamo il mondo e questo ci sembra qualcosa di oggettivo che esiste al di fuori di noi.
Punto secondo: il tempo tiene in piedi quest’illusione nella quale siamo intrappolati. Il tempo è ciò che ci impedisce di realizzare che il mondo è dentro di noi e che noi e il mondo siamo tutt’uno. Vediamo come sono collegati questi due punti. Se noi riusciamo a ingannare Cronos accade qualcosa nella nostra coscienza. È qualcosa di molto importante. Quando noi aggiriamo il tempo – e non vi ho ancora detto come si fa – la mente collassa e la nostra coscienza diviene sovra-mentale. La nostra coscienza smette di identificarsi con la mente, ne viene come sbalzata fuori. Questo è ciò che accade quando non siamo più soggetti al tempo. La mente perde i suoi punti di riferimento principali: passato e futuro.

L’attività ordinaria della mente, quando non si trova in uno stato di concentrazione, è costituita di anticipazioni, fantasticherie e ricordi – quello che abbiamo definito in questi anni come ‘dialogo interno’, cioè l’inutile ‘rumore’ quotidiano della mente. Il che non ha nulla a che vedere con il vero pensiero: le attività in cui s’impegnano l’artista, lo scienziato, lo studioso, il mago. Per esempio, oggi vi sto facendo utilizzare al meglio la vostra mente astratta, infatti per qualcuno di voi non è semplice seguirmi. Uno degli scopi che mi prefiggo è portare le persone ad avere dimestichezza con la propria mente astratta, vorrei insegnarvi a pensare nel vero senso del termine, perché non si può giungere alla conoscenza del Cuore se prima non si costruisce una solida mente astratta, capace di afferrare concetti molto sottili, impalpabili. Molti cosiddetti ‘ricercatori spirituali’ vogliono arrivare al Cuore senza aver prima stabilito solide basi nella mente superiore, e il risultato è che divengono dei mistici: hanno un grande Cuore, intuiscono la Verità, ma sul piano mentale non sono in grado di spiegare niente né di se stessi né dell’universo.

Salvatore Brizzi

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