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LA REALIZZAZIONE ATTRAVERSO L’AMORE

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“L’Amore sublime impulso di Dio,
E’ l’energia che muove gli universi.

Tutto lo crea, tutto lo trasforma,
tutto lo innalza.

Palpita in tutte
le creature, è l’alimento di tutte le azioni”.

(Autore anonimo)

Premessa

Quanti passi, quante esperienze e quante prove sono necessari prima di raggiungere quello stato dell’essere chiamato Amore, ossia senza morte!

Semplicemente l’immortalità che significa l’unità, ma ancora prima distacco totale.

Nel vivere comune si dice: “Mi ha preso l’amore!”che equivale a dire, quando il candidato è pronto, si produce quello stato “divino”, frutto di anni e anni di ricerche, di operatività e di “prova et riprova”, nel percorrere la Via della Conoscenza, nella ricerca della Luce, per trovare , infine, l’Illuminazione. Infatti, l’iniziando alla via chiede la Luce!

Realizzarla dipende solo da lui e in questo caso, sia la Luce che l’Amore sono la stessa cosa.

Le dimensioni dell’Amore

Il termine Amore è una delle parole usate maggiormente nei diversi linguaggi umani, ma sono davvero pochi coloro che ne conoscono il reale significato.

Parlare di questo stato dell’essere può essere fatto solo da colui che lo ha realizzato in sé stesso. Altrimenti, è come voler spiegare un colore a un cieco.

Quindi, l’Amore viene confuso con attrazione fisica, simpatia, sesso, affetto, amicizia, passione, innamoramento, da coloro che non lo hanno vissuto.

Ma tutte queste definizioni, rappresentano delle piccole parvenze del vero Amore. Proprio come esistono amori di interesse, passionali, viscerali, familiari e così via.

Cos’è davvero l’Amore?

Dal punto di vista delle Scienze Ermetiche, lo stato dell’essere chiamato Amore, non è presente nell’uomo, se non ad uno stadio embrionale o quasi inesistente; si potrebbe dire che è presente ad uno stato “potenziale”.

Di contro, nel creato è ovunque.

Per questo motivo, si usa dire : “Mi ha preso l’Amore”, come a voler indicare un’inconscia consapevolezza del fatto che sia al di fuori di noi, sebbene ci compenetri.

Se viene dato uno sguardo alla mitologia classica, questa forza è identificata con Cupido il quale armato di arco scaglia una freccia verso il bersaglio scelto e il soggetto colpito si scioglie d’amore verso l’oggetto dei suoi desideri.

Per chiarire meglio questo importante concetto, possiamo fare riferimento all’Astrologia.

L’Amore deriva dalla combinazione dei Quattro Elementi.

Si rende concreto nell’elemento Fuoco, JOD, che rappresenta la manifestazione di Dio, per così dire l’”Androgino Sacro” su questo piano materiale; l’Uno, il maschile e lo Zero, il femminile che, posti l’uno vicino all’altro, formano il numero 10, che la Cabala riporta all’Uno.

Avviene, così, nella testa, la prima Manifestazione, in quanto tutto nasce dalle idee, la sede del Padre che dimora ad Oriente, nel Cielo celato, in “Caput mundi” la cui corrispondenza astrologica è nel segno dell’Ariete.

Questo infatti, è un segno di Fuoco, posto sotto la tutela di Marte, la cui energia è la Forza e presiede il “Fuoco Primo”, fisico.

Rapresentazione dei tre fuochi nell’uomo

Il primo contatto per iniziare ad aprire le porte all’Amore, si produce in questa prima sede del Fuoco, la testa, che trasforma i vari impulsi procurati dai sensi, ossia dal sentimento puro, in segnali chimici-elettrici.

Questo fuoco ideale (poiché creato attraverso le idee), cerca una via per manifestarsi e raggiunge il Fuoco del Sagittario, posto sotto la tutela del pianeta Giove che presiede la zona erotica,  dove viene veicolato dallo Scorpione,  guidato da Marte.

Nell’iconografia astrologica, anche il Sagittario, come Eros, scaglia frecce di fuoco verso il bersaglio e rappresenta il “Fuoco Secondo”, animico o Fuoco dell’Anima: dal cielo-testa scende agli Inferi-sesso per sublimarsi e trasmutarsi.

Tuttavia, questa energia d’Amore, “fuoco”, è ancora incompleta: le manca il “Fuoco Spirituale”, quale terza combustione.

La troviamo nel Cuore, nel Plesso Solare cardiaco, posto sotto la tutela del segno del Leone, il cui simbolo è il Sole.

Qui c’è la sede dei sentimenti più puri, che consentono agli uomini di esprimersi con frasi come: “Ti amo con tutto il cuore”, “sei nel mio cuore” e via dicendo.

E’ dal Centro Cardiaco che questa grandissima energia di vita emana e con un abbraccio, permea il mondo intero per inondarlo d’Amore.

Nell’iconografia cristiana, tanto Gesù come Maria, sono spesso rappresentati con un cuore fiammeggiante sulla cui sommità è posta una croce, simbolo della sublimazione e cristallizzazione dei Quattro Elementi: Fuoco, Acqua, Aria e Terra.

Il cuore può essere rappresentato anche circondato da una corona di spine che possiede due qualità:

  1. La via di sofferenza e di sacrificio che porta a manifestare l’Amore totale, quale Quinto Elemento.
  2. L’energia di fuoco (o Kundalini, vista dagli induisti come un serpente che dorme attorcigliato nell’osso sacro), che brucia alla base della colonna vertebrale (spina dorsale) e simboleggia la corona di spine, per manifestare il Fuoco Sacro o Energia Divina che non è altro che Amore, il vero Amore
    L’Energia della Kundalini

Da un punto di vista ermetico-tradizionale, questo cuore fiammeggiante è rappresentato da un triangolo equilatero con il vertice in basso e con una croce sopra: è il simbolo dell’”Acqua Lustrale” o “Acqua Ignificata” o di Fuoco, che rappresenta l’Amore totale e soprattutto Divino.

L’uomo che  ha reso concreto questo stato è un Dio, è un Unto e pertanto manifesta in sé l’energia d’amore o Cristica. Questo è l’esempio più calzante per far comprendere il vero Amore.

Grandi uomini  nel passato si sono immolati per Amore di un ideale: Akhenaton, Mosè, Gesù e i suoi seguaci, Ipazia, Giordano Bruno, i Templari, frà Dolcino, Gandhi, Luther King, ecc. come gli stessi martiri anonimi, torturati e trucidati nei roghi medievali come eretici, che invece sono stati dei grandi Saggi.

Tutti questi grandi esseri temprati da quella forza, hanno lasciato questo piano con il sorriso sulle labbra, poiché consapevoli di essere stati i mezzi per manifestare l’energia d’Amore che emanava direttamente da Dio.

Analogie sull’Amore secondo la Tradizione

Proseguiamo con le analogie della Scienza Ermetica per chiarire altri aspetti relativi all’Amore. Come è stato scritto più volte, l’uomo e la donna rappresentano due polarità che si completano vicendevolmente. Uno uomo che non ha compenetrato una donna, resta un essere incompleto e viceversa.

L’uomo fisicamente è di polarità positiva (+), mentre nella sua interiorità di polarità negativa (-), poiché il suo Principio è un’energia spermatica, lunare (relativa al bianco).

La donna è esattamente il contrario: fisicamente è di polarità negativa (-) e il suo Principio è positivo (+) in quanto la sua energia mestruale è solare (relativa al rosso rubino)

Così, abbiamo l’uomo con polarità più (+), con l’anima meno (-) e il Principio lunare meno (-); mentre la donna, polarità meno (-), con l’anima meno (-) e il Principio solare più (+).

Tutto questo sta a dimostrare che è errata la convinzione che l’anima della donna sia di polarità più, ossia che abbia un animus maschile.

L’anima, Maria, tanto nell’uomo così come nella donna, è “femminile”, nella sua polarità, perché rappresenta tutti i liquidi del corpo.

E’ per questo motivo che l’aspetto esteriore riflette le energie interiori.

Facciamo un esempio pratico: se due uomini si amano, manifesteranno un comportamento femmineo, in quanto l’energia maschile è lunare-femminile.

Allo stesso modo, se due donne si amano, col tempo mostreranno un comportamento mascolino, in quanto il loro principio è solare-maschile.

E’ chiaro quindi che per gli esseri umani la giusta maniera di compenetrarsi, sia quella uomo-donna, maschile-femminile, positivo-negativo, perché tutto il Creato è bipolare e soltanto l’unione delle due opposte polarità è in grado di generare il ritorno all’unità e creare la Luce sia sul piano fisico che su quello metafisico, ossia la via verso l’Amore!

Nel momento in cui nel centro cardiaco, nel cuore, si manifesta questo bellissimo sentimento d’Amore, accade che l’uomo e la donna si attirino come la calamita attira il ferro!

La donna genera nell’uomo una risonanza particolare che influisce nella sua  parte femminile interiore per completarla. Viceversa, l’uomo influenza la donna, quando riempie e completa la sua parte maschile interiore. In questo modo i “contrari” si integrano e gli esseri si trasformano in “Androgino”.Senza questa risonanza , l’Amore non è totale, ma solo parziale e dunque incompleto.

E’ da considerarsi più come un vizio  e non come virtù, in quanto conduce verso il sesso meccanico, che è privo dell’appoggio del vero sentimento di completezza.

Purtroppo, in questi tempi, è sempre più chiaro che si stia perdendo il valore di questi concetti sacri e reali: non si può amare con la testa, come non sia ama solo con i genitali.

L’amore, per essere tale, deve essere come Dio, ossia Uno e Trino, cioè idea, forza e sentimento.

Eros e Psiche

Nel momento in cui un uomo e una donna si infiammano a queste condizioni, udiranno ciò che gli altri non possono percepire e un amore nato sotto tale forza, potrebbe durare in eterno.

Le coppie si scelgono in genere, perché attirate dalla bellezza, dal desiderio, dall’interesse o per altri futili motivi che colpiscono i loro sensi.

Qualunque sia il motivo di una scelta di coppia, questo motivo rappresenterà soltanto l’inizio del rapporto che andrà completato da altri fattori, perché nel momento in cui l’attrazione si esaurisce per inconsistenza, la coppia si separa, litiga e l’Amore si trasforma in odio.

Le energie che veicolano l’amore, sono come creature che nascono, crescono, maturano e procedono fino alla morte e forse, anche dopo questo passaggio, anche in altre dimensioni.

Ma nel caso in cui, l’amore finisce in nulla e svanisce, porta delle amare conseguenze, proprio nel futuro di chi dovrebbe garantire la perpetuazione della società.

Sono i figli a pagare il prezzo più alto, perché spesso concepiti per caso, senza sentimento, privi dell’amorevole sostegno dei genitori; così crescono insicuri, indecisi e con tantissimi problemi da superare.

In passato, le nascite indesiderate venivano sottolineate da una frase di comodo  che copriva la mancanza di volontà e di sentimento, verso il più meraviglioso atto che esista, chiamato Amore: “Dio ce lo ha mandato, Lui lo ha voluto!”

Con l’impulso amoroso che dal caos si ordina e si manifesta,  entrambi i genitori-demiurghi dovrebbero  usare il pensiero-testa, la volontà forza-eros e il sentimento emozione-cuore,  per generare dall’atto d’Amore un nascituro sano, che cresca intelligente e senza traumi nell’affrontare la vita, perché manifesta il  loro“progetto” .

Tra le persone che si vogliono bene, si scambia un’altra frase ricorrente: ”Sei così bello che ti mangerei…”

Chi la pronuncia, anche senza consapevolezza, ha necessità di compenetrarsi con la parte mancante, per divenire una perfetta unità.

Realizzazione del “Re-bis”

Ancora, nel linguaggio ermetico si dice: “ Il due si fa uno per diventare tre: Padre, Madre e Figlio.”

Tutto ciò, porta in superficie un altro mistero che qui viene espresso per la prima volta.

Nel momento in cui un uomo e una donna si uniscono in un atto amoroso per creare vita, nove mesi dopo matura il frutto di questa unione sul piano fisico.

Ma cosa accade  nei piani più sottili di ciascuno dei due?

L’atto d’amore è il  momento in cui le due energie, più e meno, si fondono e si fecondano per creare vita sia sul piano fisico che su quello astrale, ad un livello di esistenza che non si vede ma che esiste in quanto dimensionale. Il risultato di tutto ciò, è che per ogni unione sessuale, quelle dimensioni vengono popolate dai nostri “figli”.

Per questo, quando nasce una creatura, ai genitori sembra di conoscerla da sempre, poiché il suo corrispettivo astrale “entra nel corpicino del neonato al momento  di venire alla Luce: un figlio è a tutti gli effetti una propria creatura, interiore ed esteriore, fisica e metafisica.

E’ giunto il momento di avere la coscienza che le polarità generative di Dio sono in noi, perché nel momento più sacro che ci sia , l’atto d’Amore, l’uomo e la donna si trasformano in un’unità “Androgina”, cioè un Dio, Padre, Madre, per creare il Figlio.

Il Dio che è in tutti noi, si perpetua all’infinito, da un mondo ad un altro per l’eternità, ma il lato “comico” è che non lo sappiamo…

Si spera in futuro che l’uomo diventi consapevole di appartenere ad una stirpe divina e imparare ad amare come Dio; il mondo intero potrebbe cambiare diventando Terra di pace e Amore: un pianeta di Dei.

A conclusione di tutto, ecco una preghiera che si può recitare ad alta voce e davanti ad uno specchio e diretta al Dio Padre che dimora celato nel proprio Oriente, la testa fra le sopracciglia e non quello delle religioni.

“All’Infinito Creatore che dimori in me,
Io mi avvicino a te, al tuo eterno Amore
e metto ai tuoi piedi la mia preghiera:
Eterno Dio, togli dalla cattiva strada
dall’errore e dall’ignoranza, i miei fratelli,
e sveglia in essi il tuo infinito Amore,
allontanandolo dall’oscurità e dai falsi
pastori che ostacolano il viaggio verso
la Luce, la Verità e l’Amore totale.
Grande è l’impegno. Grande è l’Amore.
Grande è il tuo progetto e grande è il tuo Potere!
Così tutti canteremo la tua Gloria e
porteremo da un mondo ad un altro
le offerte libere e volontarie
del nostro messaggio d’AMORE!
Amore e Luce per tutti… Così sia
Amen, Amen, Amen!”


Chiedo scusa delle ripetizioni che a volte sono presenti negli argomenti trattati, ma penso che siano necessarie per far comprendere le definizioni ermetiche tradizionali.
Ad ogni modo: “Bis repetita placent!”    
   

di Alfredo Di Prinzio

Fonte: http://www.kuthumadierks.com/pageopen.asp?r=isis&id=184