LA PSICOSINTESI – ROBERTO ASSAGIOLI

Assagioli scrive

Ringraziamo l’amica Sara Daya, studiosa di Assagioli per averci suggerito l’argomento grazie al fascino delle sue psicosintesi sugli argomenti quotidiani che ogni giorno discutiamo, con il suo aiuto diventano chiari e comprensibili accrescendo così la nostra consapevolezza e portando serenità laddove regnerebbe il caos!
Grazie a Roberto Assagioli, quest’uomo illuminato ha lasciato un grande patrimonio per l’evoluzione delle coscienze.
Grazie!
Patrizia di Visione Alchemica

Cos’è la Psicosintesi?
Un metodo di auto-formazione e realizzazione psico-spirituale per tutti coloro che non vogliono accettare di restare schiavi dei loro fantasmi interiori e degli influssi esterni, di subire passivamente il gioco delle forze psicologiche che si svolge in loro, ma vogliono diventare padroni del proprio regno interiore.
Roberto Assagioli

La Psicosintesi è una corrente psicologica, che si ispira ai principi della psicologia umanistica, tesa allo sviluppo armonico della personalità, come totalità bio-psico-spirituale, ed a favorire un contatto con i livelli superiori della psiche. È un metodo di lavoro concreto per la conoscenza, la crescita, la trasformazione personale, in cui ciascuno, partendo da ciò che è, ha il potere di attuare le sue potenzialità individuali, attraverso un lavoro guidato, ma essenzialmente autoformativo.

A chi si rivolge e cosa aiuta a realizzare?
L’unità (della personalità) è possibile. Ma rendiamoci ben conto che essa non è un punto di partenza, non è un dono gratuito: è una conquista, è l’alto premio di una lunga opera: opera faticosa ma magnifica, varia, affascinante, feconda per noi e per gli altri, ancor prima di essere ultimata.
Roberto Assagioli

La Psicosintesi si rivolge a chi, in situazioni personali di disagio e di difficoltà, vuole comprenderne le cause e ritrovare in se stesso l’equilibrio e le risorse per giungere al miglioramento e alla soluzione. A chi sente un senso di incompletezza o inquietudine esistenziale e desidera intraprendere un percorso di ricerca interiore per sviluppare un atteggiamento più consapevole, autentico e creativo verso la vita. A chi, coinvolto per ruolo o per lavoro in attività formative ed educative (genitori, insegnanti, animatori …), in problematiche sociali o in relazioni di aiuto (medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, counselors…), vuole sviluppare le sue capacità di relazionarsi positivamente con gli altri e facilitarne i processi di crescita.

Il percorso psicosintetico
La psicosintesi considera l’essere umano dotato di un centro di coscienza e di volontà, capace di comporre la molteplicità che lo costituisce in una sintesi più armonica (psicosintesi personale) che a sua volta, applicata sul piano relazionale, favorisce l’integrazione fra gli individui, e fra questi e l’ambiente (psicosintesi interpersonale).
L’evoluzione umana è vista come una continua crescita verso sintesi sempre più ampie, tali da espandersi oltre la coscienza personale ordinaria, fino all’identificazione con il Sé (psicosintesi transpersonale).
Il processo psicosintetico si articola in tre fasi, che rappresentano le tappe di un processo circolare, infinito: “Conosci te stesso, possiedi te stesso, trasforma te stesso”

Conoscere se stessi
Una delle maggiori cecità, delle illusioni più nocive e pericolose che ci impediscono di essere quali potremmo essere, di raggiungere l’alta meta cui siamo destinati, è di pretendere di essere, per così dire “tutti d’un pezzo”, di possedere cioè una personalità ben definita. Infatti generalmente tutta la nostra attenzione, il nostro interesse, la nostra attività sono presi da problemi esterni, pratici, da compiti e mète che sono fuori di noi…. Presi da questi miraggi, trascuriamo di renderci conto di noi stessi, di sapere chi e che cosa siamo, di possedere noi stessi”.

Roberto Assagioli

Rendersi conto della molteplicità interiore, rappresentata da sensazioni, impulsi e desideri, emozioni e sentimenti, pensieri, immagini, intuizioni, dei conflitti che insorgono nel nostro animo quando ci identifichiamo completamente nei diversi ruoli o aspetti della personalità, può anche essere sgradevole, ma è il primo, indispensabile passo per trasformare la sensazione di frammentazione interna in una ricchezza dalla quale può nascere una vera unità.

Possedere se stessi
“Siamo soggetti viventi dotati di potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella nostra personalità, negli altri, nelle circostanze”
Roberto Assagioli

Vi è in noi un luogo interiore, un centro, equidistante e non coinvolto rispetto alle molteplici componenti periferiche della personalità, dal quale è possibile osservarci, disidentificandoci da tutti i contenuti transitori e mutevoli della nostra coscienza.
Da questo centro di auto-consapevolezza possiamo coordinare tutte le nostre funzioni psichiche e renderci padroni delle nostre azioni.
Facciamo esperienza della nostra volontà – la funzione in rapporto più diretto con l’Io – non in un’accezione coercitiva, ma come un’energia forte, sapiente e buona, che scaturisce dal nostro intimo e ci fa capaci di scegliere e di agire.

Trasformare se stessi
“Ognuno può e deve fare del materiale vivente della sua personalità, non importa se marmo, argilla o oro, un oggetto di bellezza, in cui possa manifestarsi adeguatamente il suo Sé transpersonale”
Roberto Assagioli

Conoscerci e prendere possesso della nostra molteplicità interiore ci rivela potenzialità che erano rimaste nell’ombra, ci mette in grado di trasformarci ed esprimere pienamente i nostri talenti.
Sperimentiamo un senso nuovo di interezza e gioia, percepiamo illimitate potenzialità di espansione interiore e di azione esterna.
Il contatto con i livelli più elevati della psiche ci permette di avere esperienza, anche se solo per brevi istanti, di quel legame col Sé transpersonale o Superiore di cui l’Io è un riflesso nella nostra personalità.

I diagrammi: l’ovoide e la stella

La peculiarità del modello concettuale e operativo è espressa graficamente in due diagrammi:
un ovoide ed una stella.

L’ovoide, che Assagioli considera immagine dell’anatomia della psiche, descrive i livelli e le parti dello psichismo umano.

ovoide

È diviso in tre parti: l’ inconscio inferiore (1), medio (2) e superiore (3).
Nel circolo centrale, il campo di coscienza (4): l’ Io è rappresentato dal punto al centro (5); al sommo del supercosciente c’ è una stella che rappresenta il (6).

L’ osmosi, lo scambio di contenuti è indicato dalla linea interna punteggiata e non continua e da quella esterna che delimita, ma non separa, dall’ inconscio collettivo.
Le linee sono tutte tratteggiate, poichè le parti debbono essere “distinte, ma non divise”.
La mancanza di distinzione, infatti, non ne permette il corretto uso: l’uomo deve, essere educato a percepire la provenienza delle sue istanze psichiche, per comprenderle e finalizzarle.
D’altra parte la divisione impedisce l’azione della volontà: l’uomo dev’essere guidato alla familiarità con le sue intrinseche diversità che, se vissute come parti comunicanti di una unità, sono coordinabili dalla volontà e sono anche la sua ricchezza.

La seconda immagine, la Stella, rappresenta quella che Assagioli definisce la fisiologia della psiche.

stella

Sensazione (1)
Emozione, Sentimento (2)
Impulso, Desiderio (3)
Immaginazione (4)
Pensiero (5)
Intuizione (6)
Volontà (7)
Essa descrive l’operatività dell’io personale, centro unificatore di elementi psichici vari ed eterogenei.
L’azione dell’Io personale avviene attraverso l’uso di sensazioni, impulsi, emozioni, pensieri, immagini ed intuizioni che, conosciuti come funzioni, possono essere usati in modo armonico per costruire creativamente il futuro personale e di relazione. In questo modo si evita di subire deterministicamente, e riprodurre meccanicamente, il passato.
La pluralità degli elementi, usualmente percepita come diversità, può essere dunque vissuta, attraverso l’armonizzazione delle funzioni, come unità e trarre senso e significato dalla sua stessa più profonda identità, riconosciuta ed espressa.


Roberto Assagioli
è nato a Venezia il 27 febbraio 1888 ed è morto a Capolona, nella sua residenza estiva in provincia di Arezzo, il 23 agosto 1974.

Gli anni giovanili
I primi scritti di Roberto Assagioli risalgono al periodo compreso tra il 1906 ed il 1910, anni in cui contribuì al “Leonardo”, a “La Voce” e alla “Rivista di Psicologia Applicata”.

Del 1909 è lo storico articolo “La psicologia delle idee-forze e la psicagogia”, da lui stesso indicato, a distanza di molti anni, come punto di partenza della psicosintesi e come contributo iniziale allo sviluppo della psicologia umanistica.

Laureatosi in medicina nel 1910 a Firenze, con una tesi sulla psicanalisi preparata in gran parte presso l’Ospedale Psichiatrico Burghölzli a Zurigo (a quest’epoca data l’incontro con Jung) e conseguita la specializzazione in psichiatria, si dedicò all’esercizio della professione e agli studi di psicologia e di filosofia.
Nel 1911 fondò la rivista “Psiche”, che svolse la sua attività fino al 1915.

Le scoperte freudiane lo trovarono studioso attento e partecipe; seguì con interesse “il rigoglioso prosperare della scuola psicoanalitica” ed indicò, insieme alla “straordinaria importanza pratica delle ricerche di Freud” anche i “punti deboli delle sue teorie”.

Nel 1911, con la relazione “ll subcosciente” presentata al Congresso Internazionale di Filosofia di Bologna, sottolineò i differenti livelli e la varia natura delle attività psichiche inconsce, e affermò la distinzione tra i fenomeni riconducibili all’esistenza di un “io trascendente, che costituisca l’essenza della nostra personalità” e quelli che “spesso manifestano proprietà palesemente inferiori a quelle della coscienza ordinaria”, distinzione che prelude alla concezione psicosintetica del supercosciente e dell’inconscio inferiore.

Nascita della Psicosintesi
Negli anni che seguono il seme dei primi scritti dà frutto; l’attività professionale e la ricerca scientifica confermano la concezione dell’uomo e la prassi psicologica proposte, e dal 1926 Assagioli userà pubblicamente il termine “psicosintesi” nel senso scientifico di “metodo inclusivo basato sul principio dell’organizzazione della personalità intorno ad un centro unificatore”.

E’ del 1927 l’opuscolo “Psychosynthesis, a New Method of Healing”: dopo aver usato diversi metodi di psicoterapia (suggestione, persuasione, psicanalisi e varie tecniche attive) Assagioli ne ha sviluppato uno nuovo, che mira alla ricostruzione dell’intera personalità del paziente, e lo propone ufficialmente; afferma inoltre l’importanza dell’interazione corpo-psiche, oggi alla base dell’orientamento psicosomatico. Ma aggiunge che la psicosintesi non dovrebbe essere usata solo per la cura delle malattie psicofisiche; è anche un metodo per l’educazione, I’autoformazione e l’armonizzazione dei rapporti interpersonali, in quanto rappresenta “non solo un ideale di salute e di armonia, ma anche di sviluppo e di crescita. Quando sarà conosciuta e praticata a livello generale, potrà essere estesa anche alla vita sociale”.

Nel 1926 Assagioli fonda, a Roma, I’Istituto di Cultura e di Terapia Psichica, che si propone di diffondere la conoscenza ed insegnare il corretto uso dei nuovi metodi di psicologia e psicoterapia applicate, e in modo particolare la psicosintesi, e che in seguito prenderà il nome di Istituto di Psicosintesi. Nel 1938, a causa della crescente ostilità del governo fascista, Assagioli è costretto a chiudere l’lstituto, che riaprirà a Firenze nel 1946.

Ma il periodo 1926-1938 ha visto la maturazione della concezione psicosintetica, e il suo estrinsecarsi nelle differenti metodiche relative all’educazione, alla terapia e alla realizzazione personale e transpersonale. I corsi di lezioni e gli scritti di questi anni costituiranno la base di future elaborazioni teoriche e sperimentazioni pratiche.
Del 1931 è la pubblicazione dell’Esercizio di Disidentificazione ed Autoidentificazione, ancor oggi l’esercizio fondamentale della psicosintesi.
Lo stesso Assagioli, nel 1973, ricordando il contributo indipendente dato in Italia allo sviluppo della psicologia umanistica, farà riferimento alle lezioni del primo periodo di attività dell’lstituto.

L’eredità di Assagioli
All’alba del giorno 23 agosto 1974 Assagioli muore, circondato da discepoli che erano affluiti da ogni parte d’ltalia.
Stava lavorando al libro “La psicologia dell’alto e il Sé”, con cui si proponeva di trattare in modo più coordinato e sistematico le esperienze legate ai livelli superiori della psiche, di cui si occupava da decenni.
L’opera non è stata portata a termine, ma l’intenzione di Assagioli è stata rispettata: in occasione del centenario della nascita esce “Lo sviluppo transpersonale”, raccolta di scritti inediti, che, a distanza di tre anni, è seguita da “Comprendere la psicosintesi”, una guida alla lettura dei termini psicosintetici.

Con D.M. 29 settembre 1994 è riconosciuta la Scuola post-universitaria di Psicoterapia Psicosintetica, costituita nel 1990 dall’Istituto di Psicosintesi insieme con la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica e finalizzata alla preparazione di psicoterapeuti.

Nel 2000 l’Istituto costituisce la Scuola di Conduzione e Counseling di Gruppo finalizzata alla preparazione degli psicosintetisti che operano nella conduzione e nel counseling di gruppo.
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Fonte: http://www.psicosintesi.it/