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LA MEMORIA CELLULARE DEL NATALE… COME SUPERARLA?

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L’anno scorso ero sola a Natale, per svariati motivi che non sto a raccontarvi, ho vissuto il primo Natale della mia vita da sola! Non sono stata triste, l’ho vissuto come una prova iniziatica, ho pensato ai tre giorni al buio, si l’avrei vissuto come una prova; come buttarsi da un’alta pianta con i piedi legati a delle liane, come spezzare una freccia con la punta nella gola, come riuscire ad incantare un serpente stando a pochi centimetri da lui.

L’Universo mi mandava quella prova… quante volte abbiamo detto… che palle è già Natale, quante volte ci siamo lamentati per il tour de force degli acquisti, del pranzo ecc. ecc. ecc.

Basta passare un Natale da soli e se dentro di noi c’è anche solo un cromosoma di un antenato a cui piaceva il Natale, quello si farà sentire il giorno che lo passerete in solitudine, quello si dovrà affrontare… ma sarà lo stato in cui ci poniamo nell’affrontarlo che determinerà il risultato dell’esperienza.

Non sto raccontandovi una storia triste, sono stata bene il 25 dicembre 2015, mi sono preparata un bel pranzetto, un bicchiere di buon vino e ho pranzato, poi sono uscita in giardino a sentire cosa mi mancava… ho meditato… nulla! Effettivamente… tangibilmente… non mancava proprio nulla, io c’ero, quello contava!

Mi resi conto in quel momento che tutto ciò che gira intorno a questo giorno è tutto mentale, non mi mancava mio figlio, anzi, ero contenta per lui che fosse in viaggio a scoprire nuovi paesaggi, l’ho sempre spinto a visitare luoghi nuovi, viaggiare apre la mente!

Ad una profonda analisi ciò che emerge è… sono stata centrata… presente a me stessa, se il 22,23,24 dicembre ero stata sola, nulla cambiava il 25, è la presenza che cambia il risultato, in tutte le cose e in tutti gli eventi.
Non stavo reprimendo un’emozione… governavo la nave, la mente!
E’ sempre lei che fomenta l’emozionale, osserviamo!

Il Natale 2015 questo mi ha fatto comprendere, sono rimasta centrata nella mia prova e l’ho superata, dopo mi sono sentita forte, quel giorno è entrato nella mia memoria cellulare, come simbolo di una prova affrontata e superata senza malinconia, pianti o emozioni destabilizzanti… tangibile esperienza; come la mia camminata sui carboni ardenti, se sono stata in grado di passare un Natale da sola sentivo che avrei potuto affrontare altre prove.

Non scherzo, non sono ironica… lo può comprendere solo chi ha almeno un cromosoma dell’antenato a cui piaceva il Natale, è stata una prova, è stato superare un imprinting, oltrepassare un limite dimensionale, ampliare la propria libertà, liberare il cuore… amare se stessi!

Natale non è un giorno come un altro, l’abbiamo nelle memorie cellulari, quelle trasmesse dagli antenati, dalle tradizioni secolari… Natale è Natale, anche dopo la prova… Natale è… Amore!

Namastè
Om Shanti Amen

Patrizia di Visione Alchemica

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