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LA LEGGE PERFETTA – LA TEORIA DEL TUTTO

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Mi chiesi se avrei utilizzato, per il mio libro dedicato a Giordano Bruno (L’Uomo di Dio),  una massima che più di tante altre mi aveva colpito:

la memoria e’ colei che ci permette di rivedere il passato,
capire il presente ed intuire il futuro”
Giordano Bruno
.

Non lo feci.

Non la utilizzai perché nonostante ne intuissi il significato, la mia “logica” non era ancora pronta per comprenderla appieno. Intuire il futuro. Mi domandavo come potesse celare un simile potere, la reminiscenza archetipicamente resa immortale dai Suoi “sigilli”. Sostanzialmente, era come se dicesse che la “Sua” memoria  è in grado di divinare!

Poi, quando ormai pensavo di aver dimenticato quelle poche parole dal significato dirompente, improvvisamente, nello scrivere dell’IChing (l’arte divinatoria cinese per eccellenza), mi ritrovai a meditare su un passaggio che mi fece molto riflettere.

La Precessione degli Equinozi – che secondo me è un fenomeno fisiologico universale – coinvolge una capacità organizzativa al limite della preveggenza, che può essere analogicamente simile a quella divinatoria cinese. Penso, infatti, che si tratti di un evento periodico millenario, dove il ripetersi dei “momenti” stellari si avvicina molto alla ciclicità karmica degli eventi umani ed allora mi sono detto: caro Michele, adesso ti metti lì e spieghi perché, secondo te, Precessione degli Equinozi, I Ching, Karma e Reminiscenza sono solo modi diversi di…. prevedere il futuro.

Lo so, la mia è un’affermazione estremamente delicata, pericolosa e piena di insidie, ma ciò che studio da tempo mi ha abituato a percorsi conoscitivi puntuti e affilati senza limiti di tempo o spazio, abituandomi, come una specie di fachiro, a trovarsi a suo agio anche nelle situazioni più estreme. Ma avendo iniziato, come spesso faccio, dalle conclusioni, forse è il caso che spieghi come vi sono giunto, affinché questa mia voglia di cercare una verità “altra” possa essere condivisa e consumata anche da…  altri. Quindi, non voglio indugiare oltre.

La Prima Emozione
La prima volta che scoprii che all’interno di un meraviglioso rosone medievale, si cela numericamente la Precessione degli Equinozi, provai un’emozione intensa, fatta di una felicità euforica, ma immotivata, visto e considerato che di questo fenomeno, in pratica, non sapevo quasi nulla. Le cose lentamente cambiarono quando quegli stessi numeri, alla base del fenomeno assiale terrestre, mi consegnarono un mondo nuovo, inaspettato, inimmaginabile ed un sistema conoscitivo senza tempo, tutt’oggi alla base dei miei studi. Un mondo in cui le ere Precessionali rappresentano qualcosa di estremamente importante per tutte le civiltà del passato, che ebbero influenze simbolico-religiose direttamente collegate al divenire processionale.

11 Ufficialmente il fenomeno in questione sembra essere motivato dall’attrazione Luni-Solare, che “costringe” un ipotetico asse Nord-Sud terrestre, a coprire un’invisibile Ellisse spaziale, attraverso lo spostamento di 1°, dei 360° celesti, ogni 72 anni.
Di conseguenza, tale movimento millenario (conosciuto da sempre dall’uomo come Anno Platonico, non si sa come, né perché) ha una durata pari a 25.920 anni ed una suddivisione, analoga all’anno solare,
costituito da 12 mesi di 2160 anni l’uno. Il suo divenire, con sconcetante precisione viene sottolineato all’Equinozio di primavera in modo Eliaco, al sorgere del sole, ponendo dietro la nostra stella una nuova costellazione, che ci accompagnerà per un mese precessionale.

Come noto, dopo il lungo presidio della costellazione dei Pesci, ore è in arrivo quella dell’Acquario. In sintesi questa è la Precessione degli Equinozi. L’asse terrestre ha anche altri movimenti, questa volta angolari, molto più lunghi a livello temporale, ma il fenomeno in questione è di gran lunga il più importante.

Ora però, vorrei sottolineare alcuni ”particolari“ che a volte sfuggono.

Infatti, affinché il fenomeno si concretizzi, è necessaria una sintesi organizzativa delle rispettive velocità rotazionali, orbitali e traslatorie non solo della Terra, ma anche del Sole, di tutto il sistema solare, dei sistemi stellari coinvolti, dei relativi sistemi planetari a noi invisibili (ma sicuramente esistenti alla luce delle ultime scoperte astronomiche), ai quali bisogna aggiungere la relativa velocità delle braccia galattiche (noi ci troviamo alla periferia di una di esse). Il tutto, condizionato dalla velocità rotazionale, orbitale e traslatoria della nostra galassia, la quale risulta probabilmente costituita da un numero di stelle compreso fra i 200 ed i 400 miliardi di unità.

Per avere un idea delle velocità in gioco, gli astronomi ipotizzano che la Via Lattea si muova, con tutto il suo contenuto, a 600Km al secondo, motivo per cui la Terra si sposta nello spazio di 51,84 milioni di Km al giorno, cioè 18,9 miliardi di Km l’anno. Se poi volessimo, per difetto, immaginare quanti sono i corpi celesti coinvolti in un simile scenario galattico, forse potremmo utilizzare il nostro sistema solare come media celeste. Dovremmo così moltiplicare la presenza stellare per sei, sette volte senza contare asteroidi e comete.

Ora, alla luce di quanto sopra risulta abbastanza evidente che affinchè la Precessione si consumi, è necessaria una tale sincronia stellare, che difficilmente potrebbe sottrarsi ad una legge di portata galattica. Di conseguenza: perché la scienza si limita a motivare il fenomeno in questione attraverso una spiegazione gravitazionale che definirei…. condominiale?

Inoltre, se, come ipotizzo, la legge in questione non è solo “locale”, quali potrebbero essere le sue caratteristiche, considerando l’imponderabile difficoltà sincronica di un tale ammasso celeste?

Il Simbolista
Un mio grande e saggio amico poco tempo fa mi disse:
”Michele, ma tu di che cosa ti occupi? Che cosa studi?”

Io balbettai una risposta riguardante il mio impegno nel codificare un sapere che avevo definito dell’OTTAVA. Prontamente, quindi, giunse una nuova domanda…..

”Ma tu, per occuparti di questo sapere che definisci millenario, come fai?”

“Leggo e studio di tutto, ma spesso, molto spesso, utilizzo immagini riguardanti reperti piuttosto antichi e non.”

“Allora tu utilizzi i Simboli per Ricordare“.

Sul momento non capii la portata di quell’affermazione, ma indubbiamente oggi so di essere e di fare parte di una sparuta e indistinta schiatta di individui che condividono una strana predisposizione. Oggi so di essere un: “Simbolista”.

E proprio attraverso i simboli e l’analogia che li lega, vorrei dimostrare come, questa ipotetica legge, sia in grado di prevedere ed organizzare la vita di un Essere così complesso come una Galassia. Ma procediamo per gradi.

Un Prisma ed Una Legge

sdsdPovero prisma di Weld-Blundell (Fig.2)!
L’ho usato talmente tante volte per parlare dei miei studi, che ad Oxford, presso l’Ashmolean Museum dove è conservato, saranno sicuramente disperati. Ma tant’è, se devo partire dall’inizio, questo per me è l’inizio e quindi devo dirvi che il millenario reperto in questione, da sempre rappresenta un mistero – secondo me risolvibile – dovuto ai lunghissimi periodi regnanti di un ben definito gruppo di Re. Esso conserva, incise in caratteri cuneiformi, 2 Liste di Re mesopotamici. Per essere precisi se ne conosce anche un terza, quella dello storico mesopotamico conosciuto come il Beroso o
Berosso, ma preferisco sintetizzare e limitarmi ad una, la seguente:

Lista sumera dei re Dopo la discesa della regalità dai cieli,

La regalità fu a Eridu,

In Eridu Alulim divenne re,

Egli regnò per 28800 anni.

Alalgar regnò per 36000 anni.

“Due” re;

Essi regnarono per 64800 anni.

Poi Eridu cadde

E la regalità fu spostata a Bad-Tibira

Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna;

Egli regnò per 43200 anni.

Enmengalanna regnò per 28800 anni.

Dumuzi il pastore regnò per 36000 anni.

“Tre” re essi regnarono 108000 anni.

Bad-ti-bira cadde

E la regalità fu spostata a Larak.

A Larak, Ensipadzidanna regnò 28800 anni.

“Un” re ……. Egli regnò per 28800 anni.

Larak cadde

E la regalità fu spostata a Sippar.

A Sippar Enmeduranna divenne re

E governò per 21000 anni

Poi Sippar cadde

E la regalità fu spostata a Shuruppak.

Ubaratutu divenne re, egli governò per 18600 anni

“Un” re …….. egli governò per 18600 anni.

In “Cinque” città “Otto”re,

essi regnarono per” 241200” anni,

Poi il Diluvio “travolse tutto”.

Prisma di Weld-Blundell

Un’attenta lettura di tale descrizione chiaramente simbolica, credo possa essere di estremo aiuto. 

Vorrei, tanto per cominciare, sottolineare 2 aspetti:

  • il primo riguarda il numero di RE ed i relativi periodi regnanti.
  • il secondo è focalizzato nella somma ottenuta alla fine della descrizione, poiché è di estremo interesse ed utilità per decifrare le qualità della legge che ho ipotizzato.

La Lista contiene numerosi altri riferimenti estremamente interessanti, ma, per ragioni di sintesi, sono costretto per ora a tralasciarli. Dopo questo passaggio mi accingo a farne un altro, il più importante credo, utilizzando l’immagine dipinta da Gerolamo Segato alla fine dell’Ottocento, riguardante un reperto oggi conservato, o sarebbe più corretto dire, nascosto,  al Louvre di Parigi.
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Si tratta dello Zodiaco di Dendera.
Anche in questo caso i Beni Culturali egiziani potrebbero chiedermi i danni per l’usurante utilizzo che ne ho fatto, ma oggi i militari Egizi hanno ben altri grattacapi per la mente. Il dipinto (di circa duemila anni fa) rappresenta una visione cosmologica, ed era posizionata sul soffitto della “Camera delle Stelle”, nel tempio di Dendera.
Per meglio motivare le mie affermazioni, è necessario focalizzare l’attenzione all’esterno dell’enorme sfera che contiene: stelle, costellazioni e pianeti dalle caratteristiche chiaramente animiche. Essa viene sostenuta o, sarebbe meglio dire generata, è più corretto, da 24 braccia che appartengono a 12 Esseri, disposti, come ho evidenziato in rosso, secondo 8 direzioni. Possiamo quindi ritrovare la somma mesopotamica della Lista trasformata in enormi Esseri, suddivisi in uomini e donne secondo un frazionamento ben preciso: 2\3 e 1\3. Ciò premesso, possiamo applicare il meccanismo matematico della Lista allo Zodiaco di Dendera, visto e considerato che quelle possenti braccia sostengono, 72 corpi celesti. Avremo quindi 24 più 12 parti (36 unità), che ne contengono 72.

Morale: è sufficiente moltiplicare la parte esterna di Dendera per quella interna, per ottenere lo stesso meccanismo numerico assiale della Precessione e, di conseguenza, lo stesso computo totale (2592).

Con quali conseguenze?

La prima è quella di evidenziare, che, per gli Egizi, due millenni fa, la “Precessione degli Equinozi” non rappresentava un fenomeno locale, ma un evento che coinvolge TUTTA la via Lattea. La seconda, invece sembra implicare nel “suo” evolversi, una motivazione solo parzialmente ….fisica.
Mi spiego meglio.

Il solo pensare che gli astronomi egizi non fossero in grado di osservare, alla loro latitudine, un numero decisamente maggiore di quei 72 corpi celesti, sarebbe un insulto. Vi è quindi alla base di quella descrizione e scelta numerica, una volontà “diversa”, ma, mentre la nostra scienza è andata infinitamente oltre nell’osservare stelle e galassie, perché – e sottolineo perché – non vede quelle 24 braccia ed i loro enormi proprietari posti all’esterno della Via Lattea?

Possono gli egizi dirci, se non insegnarci, qualcosa che alla nostra scienza ufficiale sfugge?

Io penso proprio di sì.
Infatti,  nella “loro” Precessione, risulta decisiva una causa non fisica. Direi che Dendera potrebbe essere terribilmente utile per parlare anche e soprattutto di dimensioni …altre e la ricerca di una legge che definirei, a questo punto, Universale, penso che meriti questo ed altro, quindi…

La Teoria Delle Stringhe
Credo sappiate che la fisica, fin dal secolo scorso, si è impegnata a ricercare una motivazione unica per spiegare la nascita della materia, attraverso una TEORIA del TUTTO.
Finora la Teoria delle Stringhe, sembra essere la più accreditata per spiegare la nascita dell’Universo. Sostanzialmente essa si basa su un postulato secondo il quale la materia è figlia di “corde“ o “stringhe” (vibrazioni insomma), infinitamente piccole, le quali trovano la loro radice in dimensioni altre. Dimensioni diventate, negli anni, sempre più numerose (si parla di 26 dimensioni).

Vero è che uno dei padri della suddetta teoria, fu un personaggio unico per la sua immensa capacità matematica.
Mi riferisco a: Srinivasa Aiyangar Ramanujan, bramino tamil, dai natali poverissimi, il quale, per primo, elaborò un sistema matematico equazionale per giustificare la provenienza dimensionale della nostra realtà. 
Le sue equazioni, ormai leggendarie, definite “modulari”, presero corpo partendo da numeri ben precisi, i seguenti: 8-12-24Essi sono definiti “magici” dagli stessi fisici, poiché sono in grado di “funzionare” a livello equazionale, senza saperne il vero motivo.

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clicca per ingrandire l’immagine

Alla luce del suddetto esempio, sarebbe quindi il caso di riesaminare la Lista Sumera, poiché, molto probabilmente, gli 8 immensi periodi regnanti rimasti archeologicamente inspiegabili, possono avere una motivazione di tipo: “vibrazionale “.

Identificherei, quindi, gli OTTO periodi regnanti con il numero di vibrazioni fisiche di una Superstringa e le 24 braccia egizie con il numero di vibrazioni presenti in una Stringa Bosonica aggiungendo:

”Complimenti Prof. Michio Kaku, (il maggiore esponente internazionale della suddetta teoria) siete sulla buona strada….. peccato però che sembra sia stata già tracciata prima del Diluvio”. In altre parole, sembra che sulla Terra esista effettivamente una Teoria del Tutto e ci sia da tanto, tanto tempo.

Allora, partendo da questa ipotesi osserviamo quali sono le caratteristiche di questo luogo dimensionalmente invisibile, in grado di creare i presupposti numerici della nascita della Macro materia.

Io direi perciò, di ritornare a Dendera.

Limpido Principio

Giordano Bruno sempre lo diceva: “Il numero è limpido principio fisico, metafisico e razionale“ ed io, a questa raccomandazione mi sono sempre attenuto.
E’ grazie ad essa se ora potremo, in qualche modo, abbandonare la fisica per approdare nella metafisica, in modo razionale. E’ un vero peccato che da quasi duemila anni abbiamo dimenticato che tutto ciò, può essere innescato solo dall’Intuito. Osserviamo quindi, con l’intuito, ciò che la scienza, aggiungendo complessità alla semplicità, ha formalizzato attraverso la ragione.

Sfera centrale dello Zodiaco
Focalizzando l’attenzione al centro, dove troviamo una specie di “coscia” – la stella polare di allora – possiamo facilmente osservare che tutti i corpi obbediscono ad una spirale sinistrorsa. Si può dedurre, perciò, che all’interno della Sfera c’è movimento.
(E’ interessante ricordare che gli atomisti greci, furono tra coloro che affermarono che il vortice (o spirale) è il responsabile aggregante degli atomi, nella corsa al nascere delle forme, nella realtà).

Tornando alla nostra Sfera ed al suo contenuto, possiamo di che:
Se c’è movimento chiaramente deve esserci spazio ed infatti, nello Zodiaco c’è spazio fra stelle, pianeti e costellazioni, di conseguenza, quello è un luogo dove troviamo il tempo. Tempo che la Precessione interpreta in modo eclatante.
Avremo, quindi, materia stellare soggetta ai paradigmi corrispondenti alla nostra realtà e, di conseguenza, possiamo e dobbiamo applicare un ultimo passaggio, caratterizzato dalla caducità o morte.

Parte esterna
Gli esseri sono immobili, incernierati in modo sferico, quindi non c’è movimento alcuno. Si toccano con le dita, quindi non c’è spazio.
Non c’è movimento, non c’è spazio e quindi, come Einstein ci ha insegnato: non c’è tempo.
Cadono i pilastri della nostra realtà. Di conseguenza stiamo osservando la descrizione di una “regione” dove, chiaramente, non c’è neppure la…….. morte.

Si tratta, quindi, di un luogo in cui la materia non esiste, ma, essendone causa, contempla la sua nascita, la sua forma e la sua animicità – direi emozionale – in modo archetipico. Ci troviamo di fronte ad un luogo perfetto, più metafisico che fisico.

Usiamo ora il numero e sommiamo i 72 corpi celesti ai 36 dimensionali: avremo 108 unità.

Questo riferimento numerico è sacro per tutte le civiltà e le religioni sparse sul pianeta, poiché rappresenta la sintesi di un essere composito, in grado di sopravvivere solo ed attraverso un paradigma dimensionale, nel quale le motivazioni delle nostre leggi fisiche si trova, per ora, al di fuori della portata dei nostri strumenti, ma non del nostro…. sentire.

La Precessione degli Equinozi sembra essere pertanto, una delle applicazioni di questa piattaforma causale e deve essere intesa come LEGGE, non solo galattica, ma Universale. Di conseguenza ad essa viene consegnata l’organizzazione e l’armonizzazione di tutti i sistemi galattici e non solo; essa può essere “vista” anche e soprattutto come un vero e proprio sistema neurovegetativo di un Essere chiamato UNIVERSO.

Ci troviamo di fronte alla soluzione di un finto paradosso, per il quale il presunto caos costituito da questo numero infinito di presenze celesti, è sostanzialmente il frutto di un sistema numerico finito. Quindi, finito dimensionale ed infinito reale sono due facce di un unico Essere, capace di vivere solo attraverso gli opposti.
Concedetemi però ancora alcune considerazioni “Zodiacali”.

Ho fatto notare come il numero, in questo caso, diventa caoticamente vivo anche a livello celeste. Nella visione esaminata, infatti, tutto sembra avere addirittura una struttura etica, corrispondente al diverso grado animico.

Per chiarire meglio: Giordano Bruno definiva le stelle ed i pianeti “Animali”, cioè esseri dotati di anima, come, e spesso – molto spesso – più dell’uomo. Quindi aggiungo al meccanismo finora descritto, una particolarità sostanziale, riguardante i numeri in questione: ad ogni unità corrisponde una capacità animica.

La Lista e Dendera, sono pertanto la descrizione di un atto, direi divino, nel quale l’Immanentismo ed il Panpsichismo sono parti integranti. Perciò qualcuno – non si sa come, quando o dove – ha elaborato una codifica creativa in grado di contemplare visibile ed invisibile, dimostrando che sulla Terra è esistita una Scienza–Spirituale.

Forse esagero, ma se così non fosse, in modo speculare, dovremmo trovare tracce di questi “numeri” anche nella fisiologia umana. Ed infatti così è!

È sufficiente osservare lo specchietto che segue per rendersi conto di come, a livello cardiaco, respiratorio e circolatorio, nel nostro corpo tutto avviene rispettando frazioni o multipli del sistema numerico Precessionale.
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A questo punto mi sono chiesto: che differenza potrebbe esserci fra l’organizzazione di bilioni di cellule umane, in continua duplicazione, e bilioni di corpi celesti, in continuo movimento?

La risposta che mi sono dato è: “NESSUNA”. Poiché la Legge che presiede la vita cosmica e quella fisica è unica. 
E adesso, finalmente, posso rivolgervi la stessa domanda che mi sono posto.

La seguente:

“Una Legge dalle caratteristiche sopra elencate,
è in grado di prevedere la Futura posizione di ogni corpo appartenente all’Universo?”

Mi sento di rispondere che…
Perlomeno a livello galattico, la Precessione degli Equinozi applica tale capacità con estrema accuratezza e siccome, nell’Universo, il presunto caos è sostanzialmente figlio di una struttura dimensionale matematicamente finita – come gli Egizi insegnano – direi proprio di sì.

Secondo me l’Universo dimostra di essere in grado di evitare l’annichilimento attraverso: l’armonizzazione di miliardi di movimenti, appartenenti ai più disparati corpi galattici, ai fini di una ciclicità orbitale totale, il cui verificarsi, pone tali eventi, nell’ambito di una struttura previsionale che sarebbe più giusto chiamare preveggenza, considerando gli archi di tempo coinvolti.

Quindi mi sono detto: se ciò è possibile per le stelle, perché non dovrebbe esserlo anche per gli umani ed i loro eventi, vista la concomitante fisiologia?
L’unico problema è che questa domanda, se l’erano posti anche in Cina, 5000 anni fa, così intensamente da creare un meccanismo divinatorio oggi conosciuto come: IChing.

Pre-Ching

chL’IChing è un’arte divinatoria millenaria, chiaramente non accettata dalla scienza occidentale e relegata nell’ambito del paranormale. Essa sembra avere la capacità di predire, o meglio intuire, le scelte emozionali migliori con le quali affrontare gli “eventi” a venire, della nostra vita. La figura allegata rappresenta il meccanismo divinatorio in questione e su questa simbologia vorrei applicare nuovamente le sopracitate indicazioni bruniane (numero, arte, ecc.)

Dall’immagine si evince che i trigrammi sono 24 (8×3).

Un riferimento che dovrebbe far riflettere immediatamente, alla luce di ciò che abbiamo esaminato più sopra. Ancor di più se si osserva la loro disposizione a forma ottagonale. Inoltre, cosa che mai si fa, esaminiamo che tipo di trigrammi ci ha tramandato la tradizione cinese. Essi sono suddivisi in 24 linee spezzate e 12 linee unite.

Di conseguenza, ci troviamo di fronte alla stessa sintesi numerico-vibrazionale condivisa dalla Lista e dall’ormai famoso Zodiaco. Osserviamo ora le spirali interne, le più famose a livello simbolico, in quanto rappresentano il fulcro di una filosofia orientale: il TAO. Il principio bianco, femminile o Yin, è caratterizzato da una piccola sfera scura appartenente al principio Yang, caratterizzato da una piccola sfera bianca.

Femminile e maschile dimostrano quindi di possedere, nel loro evolversi ciclico, un quoziente opposto, che in Egitto viene addirittura frazionato, attraverso 1\3 di Donne e 2\3 di Uomini, il tutto fuso nella disposizione sferico-ciclica dei 12 Esseri. Tale suddivisione permette un’interpretazione, secondo la quale, ogni evento umano, per quanto positivo o negativo, conserva sempre un “cuore” opposto. La fisica creante diventa metafisica trovando applicazione nella filosofia orientale. 

Ci vuole un esempio tipicamente orientale:

Ad un contadino piuttosto povero l’unica cavalla utile ad arare, fugge. I suoi amici lo deridono, Lui invece non si scompone. Il giorno dopo la sua cavalla, in calore, torna con due stalloni. I suoi amici gli fanno notare la sua fortuna, ma lui non si scompone. Il giorno seguente il figlio grande monta la cavalla per arare il terreno, ma la cavalla fa uno scarto improvviso. Il figlio del contadino cade da cavallo e si rompe una gamba. I suoi amici lo deridono, ma lui mantiene imperterrito la sua calma. Il giorno dopo i soldati del re giungono nel paesino del contadino e requisiscono tutti gli uomini abili alle armi per la guerra dell’imperatore, Fra questi i figli degli amici del contadino. Il figlio del contadino invece sarà l’unico a non partire a causa della sua gamba. Gli amici del contadino piangono facendogli notare la sua fortuna, lui gli osserva con calma e si avvia verso la sua terra.

Morale: chi sa interpretare gli eventi secondo l’evolversi dello Yin e dello Yang rimane al di fuori dalla corrente degli eventi e non ne viene travolto. Quindi, la ciclicità è appannaggio, non solo dei macro eventi stellari, ma anche dei micro eventi umani. A questo punto per prevedere tale ciclicità è sufficiente elaborare un sistema analogico alla cui base si trova la piattaforma causale responsabile della Precessione degli Equinozi.

I 24 trigrammi custodi delle 36 unità (24-12) divengono 64 esagrammi, semplicemente sommando ogni TRINA con ognuna delle OTTO Trine presenti nell’I-Ching. Ma trasformare i trigrammi in esagrammi corrisponde anche a raddoppiare la loro matrice numerica intrinseca, inizialmente di 36 unità e renderla potenzialmente pari a 72 unità.
Quindi l’I-CHING, pur celandolo, utilizza riferimenti numerici e meccanismi appartenenti alla Precessione degli Equinozi. Di conseguenza il meccanismo predisposto per intuire la scelta emozionale più corretta, è lo stesso utilizzato per “prevenire ciclicamente“ un numero infinito di eventi galattici.

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La Precessione ora si chiama IChing o, se mi permettete, “Pre-Ching”
Infatti manca l’attivatore.
Un uomo prende 3 monete, le lancia per 6 volte e trova il suo esagramma e dopo aver ricevuto il responso, sarà portato a credere che tale interpretazione sia figlia di un processo magico o paranormale, come la scienza occidentale ancora si ostina a definirlo. Se tale magia fosse interpretata con altri “occhi”, potrebbe più semplicemente essere definita come il prodotto della codifica di una struttura universale apparentemente caotica, ma ciclicamente ed archetipicamente prevedibile. In altre parole a quell’uomo vengono dati i mezzi numerici per creare, come Dio ha fatto, e nel momento in cui, lanciando le sue monete, esprime il suo desiderio sull’evento futuro, incide la realtà a venire ad un livello talmente alto e sottile, da modificarlo, proprio dal punto in cui essa prende inizio o nasce. E’ quindi lui a creare gli eventi futuri e non il destino, così come un’unica Mente Universale organizza e prevede ogni evento celeste.

Il Futuro è perciò prevedibile, e ritornerebbe ad esserlo se la nostra scienza, così potente, la smettesse di essere così presuntuosa e riconsegnasse all’Uomo tutti i suoi poteri dimensionali. Tale potere, tra l’altro, è inscritto anche nel nostro DNA, composto da 64 Trigrammi chimici, pari a 192 elementi, pronti a diventare: amminoacidi, proteine, organi, forma, vita ecc. ecc.

Io consiglierei una prova del 9, che non immaginate quanto sia pertinente in questo caso, una prova capace di intravedere fra i due sistemi – quello divinatorio e quello genetico – un’unica radice numerica. E’ sufficiente sommare gli elementi chimici umani agli elementi presenti nell’I-Ching per scoprire, numericamente, come la radice sia sostanzialmente la stessa. Lascio a voi questa incombenza, potrebbe essere un ottimo esercizio mentale, dai benefici inaspettati.

Karma –Reminiscenza
La vita ci pone sempre di fronte a particolari eventi (che vorrei prevedere), che per noi occidentali sono sempre e solo casuali. E come a tutti, anche a me è capitato qualcosa di brutto e qualcosa di bello. Un giorno, infatti, deluso dalla mia vita, improvvisamente iniziai ad osservare uno dei simboli più importanti della mia città. Mi innamorai – questa è la parola giusta, credetemi – di un Rosone, il Rosone centrale della Basilica di Collemaggio all’Aquila.

vbngLo so, oggi riesce difficile stupirsi di tutto, ma un uomo che perde la testa per un oggetto pur bellissimo come quello citato, certo dà un po’ da pensare, come puntualmente avvenne. Un certo senso di colpa, a dire il vero, lo provavo nel dedicare tante ore della giornata alla sua osservazione. Colpa che si acuiva quando qualche mio vecchio amico, giustamente, mi domandava:

“Michele, ma cosa ci vedi all’interno di quel coso?”

Io allora non potevo e non sapevo far altro che rispondere:

“Non lo so, non ci vedo niente, ma so che lì dentro c’è tutto”.
Era terribile! Sentivo di sapere e capire ciò che osservavo, ma non ne intuivo il motivo, finché, dopo alcuni mesi, finalmente alzai il braccio e con l’indice puntato versa quella porta dimensionale…. contai e vidi, attraverso il numero, ciò che era stato celato, in bella mostra, per più di settecento anni.

Improvvisamente 12 + 24 braccia, culminanti in 24 + 48 spazi deliziosamente cesellati, apparirono con chiarezza. Il tutto si diramava da 8 petali centrali finemente scolpiti. A quel punto dovetti chiedermi – e fu la prima volta – perché la Precessione degli Equinozi in quell’occasione era diventata arte medioevale raffinatissima?

Sempre più velocemente mi resi conto di occuparmi di un unico sapere, di una scienza emozionalmente spirituale, che decisi di chiamare: dell’OTTAVA.

Una scienza in grado di motivare la nascita: 

  • di intere civiltà, 
  • di ogni applicazione conoscitiva esistente sulla terra,
  • di tutto il sistema simbolico religioso tutt’ora presente, ma soprattutto
  • di ogni tipo di applicazione dello scibile umano, dalla scultura alla geometria, passando dalla musica, per arrivare all’architettura, alla poesia, alla pittura, alla tecnica, alla medicina, alla fisiologia stellare ed umana
  • delle sue applicazioni divinatorie, l’IChing,
  • della simbologia dei Cerchi nel Grano.

Fino a quando il mio saggio amico mi disse:

“Michele, lo sai che ci sono due tipi di memoria?”

“Come due tipi di memoria?”

“Sì, due tipi: una mortale ed una immortale, tu dovrai occuparti della seconda”

“Non ho nessuna intenzione di farlo, non vedo cosa tutto ciò abbia a che fare con me ed i miei studi”

“Eppure tu lo farai, vedrai”

E così fu. A distanza di un anno scrissi di Giordano Bruno, dopo aver appreso, grazie a Platone, come si comporta l’anima umana al momento della morte fisica.

Giordano Bruno diceva che l’anima, lasciato il corpo, si trasforma in una specie di biga trainata da un cavallo bianco ed un nero, che si dirige, con molta difficoltà, verso il “paradiso” (greco), chiamato: Iper-uranio.

Lì è possibile vedere Dio, ma in questo caso, il Dio in questione, non ha niente in comune con il nostro Dio “Barbuto”. Egli, infatti, è sostanzialmente fatto di tante “Idee” quante sono le forme presenti in natura. Un modo molto semplice e diretto di parlare di “Archetipi”.

Ma torniamo alla biga animica ed alle difficoltà che incontra sul suo cammino. Esse sono dovute, soprattutto, alla lotta intestina fra i due cavalli: quello bianco, infatti, cerca in tutti i modi di correre verso il mondo delle Idee Divine, quello nero, invece, fa di tutto per ritornare nel mondo reale. Un modo molto semplice di parlare di reincarnazione e dei suoi meccanismi. Da questa lotta dipende, quindi, la capacità dell’animo umano di poter osservare DIO, ma soprattutto, di ricordarlo, una volta ritornati in questa realtà. Così Platone pose le basi dell‘arte della Reminiscenza.

Ebbene, Giordano Bruno affermava che ci sono 4 Rectores,
in grado di aiutare l’uomo a “ricordare Dio”.
Essi sono: il numero, l’arte, l’amore e la magia. 

Ed io, senza rendermene conto, avevo utilizzato i primi 3, osservando il “mio” rosone. Questo poteva significare che – e la cosa mi turbò non poco e continua a farlo tutt’ora – in qualche modo sono … ritornato, dopo aver visto quel mondo di Idee numericamente così perfetto. Bruno aggiungeva inoltre, che è doveroso “ricordare” in vita, affinchè si possa giungere alla più completa estasi, ottenuta attraverso la fusione animica in DIO.

nvtPer ottenere ciò elaborò i suoi Sigilli, in grado di stimolare l’intuito umano e l’immaginazione, che, uniti alla razionalità, possono spingere – in modo analogico – alla ricerca conoscitiva preposta alla reminiscenza archetipica.Una sera, Gianfranco pose sulla tavola sulla quale stavamo mangiando un plico contenente i sigilli Bruniani ed il primo che vidi fu esattamente quello riportato a fianco. Bruno lo chiamava “Mente o Apollo” e, chiaramente, in quel momento, vedendo il mio Otto, capii perché avrei dovuto occuparmene. Soprattutto capii qual’è il mio Karma e, forse per la prima volta, avrò la possibilità di raggiungere il mio Nirvana, uscendo da un ciclo che, sinceramente, non so da quanto tempo mi tiene avvinghiato a questa realtà. Oggi vivo facendo il simbolista, nella speranza di poter donare ad altri il mio intuito, così come i miei “Ricordi”.
Michele Proclamato (http://www.micheleproclamato.it/)

Fonte: http://www.animacosmica.org/giordano-bruno/

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