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LA LAMENTELA RIPROGRAMMA IL CERVELLO VERSO LA DEPRESSIONE E L’ANSIA

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Ogni volta che poni l’attenzione su ciò che c’è di positivo, di lodevole e benefico in ogni circostanza o situazione stai cambiando il tuo cervello per il meglio.

Il Dott. Donald Hebb, neuropsicologo (1904-1985) ha trasformando la psicologia e la neurobiologia con le sue teorie, le cellule del cervello sviluppano delle strette relazioni tra di loro a seconda di ciò su cui abitualmente poniamo l’attenzione.

Sono abbastanza sicuro che tutti noi conosciamo persone che sono costantemente negative. Hanno sempre qualcosa di cui lamentarsi, vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto e raramente godono di qualcosa senza trovare qualche cosa che non vada. Probabilmente tu sei una di queste persone e sebbene possa trovare tutte le ragioni del mondo per continuare ad essere negativo e vittima della vita, ora puoi scoprire cosa accade nel tuo cervello quando questa abitudine che parte in automatico prende possesso della tua mente.

Le tv e i giornali sono basati sulla lamentela e su cosa non va nel mondo, sebbene ci siano tantissime belle storie positive da raccontare, niente diventa virale come una bella tragedia, omicidio o furbata dei politici. Continuare ad indugiare in tutta questa negatività drena la tua energia e quella delle persone che hai attorno quando ti lamenti.

 

Tipi di persone che “succhiano” la tua energia

Ora, credo che nessuno di noi sia innocente in fatto di negatività, di tanto in tanto anche i più consapevoli si lamentano senza nemmeno rendersi conto che lo stanno facendo. E ‘praticamente una parte della nostra cultura di oggi. La Dr.ssa Robin Kowalski, professoressa di psicologia alla Clemson University spiega che tutti si lamentano, ad un certo punto, almeno un po’.

Ci sono alcune varietà quando si tratta di lamentela. Sono sicuro che si può attaccare un volto ad ognuno di questi tipi.

  • Lagnosa. Si tratta di una persona che dopo averti chiesto “come stai” comincia a raccontarti il suo monologo su tutto ciò che di negativo le è accaduto, di come gli altri si sono comportati male con lei. La persona lagnosa non vuole sentire le soluzioni, non importa quanto utili possano essere, non concepisce che le cose possano essere diversamente e si arrabbia se insisti a proporle delle soluzioni.
  • Cercano di essere simpatici. Quelli che vogliono sempre l’attenzione tutta per loro, si sentono delle vittime perché affermano che tutto gli è andato male nella vita e quindi vedono che gli altri hanno sempre di più e di meglio. Con il loro vittimismo cercano di attirare la tua complicità nel riconoscerle come vittime e bisognosi (che sia di beni materiali, o di attenzione, o di affetto o riconoscimento).
  • Lamentosi cronici. Sono coloro che vivono in uno stato di denuncia continuo che i ricercatori chiamano “ruminare”. Ciò significa che pensano sempre a qualche problema nuovo.

Tutti questi comportamenti li troviamo nei disturbi della depressione, ansia ed ossessione. Ed è stato osservato che indugiare in questi tipi di lamentela aumenta notevolmente la possibilità di sviluppare dei disturbi psicologici gravi.

Molte persone basano tutta la loro identità su un tipo di lamentela. E’ una vita davvero triste e rende pesante anche la vita di tutte le persone che per qualche ragione sono costrette a stargli attorno:

  • colleghi di lavoro,
  • familiari, ecc.

E’ famoso l’esempio di Roy Martina che quando la mamma lo chiamava al telefono periodicamente, lei raccontava per ore tutte le sue lamentele su come i familiari si erano comportati, qualche disgrazia che era successa, ecc. Un giorno Roy Martina le ha detto:

  • Mamma adesso basta. Richiamami quando hai qualcosa di bello da darmi. Ciao“.

La negatività ricabla il tuo cervello
.

È stato scientificamente provato che le onde elettromagnetiche cerebrali caratteristiche della lamentela spengono letteralmente i neuroni dell’ippocampo che sono associati alla risoluzione dei problemi. Insomma chi si lamenta non cerca soluzioni ma vuole rimanere nella negatività. Inoltre essere esposti per più di trenta minuti a negatività e chiacchiere superflue provoca danni effettivi a livello cerebrale, sia che provengano da persone in carne o dalla televisione

Il Dott. Donald Hebb ha spiegato che i neuroni si connettono tra loro nel nostro cervello come conseguenza di particolari esperienze di vita. Per esempio, ogni volta che abbiamo un pensiero o un sentimento o sensazione fisica rispetto ad una situazioni, migliaia di neuroni vengono attivati e tutti si riuniscono per formare una rete neurale rispetto a quella situazione. Il cervello impara a far scattare gli stessi neuroni con il pensiero ripetitivo.

Quindi se stiamo pensando ai benefici e i lati positivi di una certa situazione, i neuroni della zona della ricompensa del cervello si attivano e si connettono per aiutarti ad imparare e ricordare quella particolare situazione. Se vivrai una situazione simile in futuro, gli stessi neuroni “positivi” si attiveranno facendoti trarre il meglio da quella esperienza.

Viceversa quando pensiamo negativamente rispetto alle varie situazioni, non troveremo mai nulla di positivo neanche tra quelle che si ripresenteranno in futuro perché crederemo che sia qualche “imbroglio” o qualche ostacolo inaccettabile da farti rifiutare la positività che ha da offrirti. Questo accade spesso nelle relazioni intime con i nuovi partner o anche quando si cambia lavoro. I neuroni della zona dell’evitare il pericolo del cervello si attivano e ti fanno vivere tutto come una minaccia.

In sostanza, se si mantiene la mente concentrata sulla critica, preoccupazione e la vittimizzazione, la nostra mente sarà portata più facilmente ad avere quegli stessi pensieri nelle situazioni future. I nostri modelli di pensiero cablano il nostro cervello a reagire positivamente o negativamente alle situazioni che si presentano. La sua affermazione famosa è che “I neuroni che si attivano insieme si connettono tra loro“.

Quattro trucchi per evitare la negatività

  1. Siate grati: anche per la più piccola delle cose.
  2. Diventa consapevole: riconosci da solo quando cadi nella lamentela. Ti renderai conto che questo meccanismo automatico è totalmente inutile e ti rovina la giornata. Congratulati con te stesso/a per essere diventato consapevole!
  3. Crea nuovi percorsi neuronali: Siamo in grado di creare nuove abitudini automatiche positive. Cerca di fare esperienze che ti rendono felice, prenditi del tempo per le tue passioni. Passa del tempo, anche un paio di minuti al giorno, a ricordare degli eventi positivi che sono accaduti nella tua vita. Ti sorprenderai che praticando questo punto comincerai a ricordati di esperienze che avevi rimosso.
  4. Lascia andare: per il tuo bene, felicità e gioia, lasciare andare ciò che non è utile e dannoso e coltiva invece ciò che è piacevole.

Fonte: https://casabenessere.wordpress.com/2017/01/30/la-lamentela-riprogramma-il-cervello-verso-la-depressione-e-lansia-complaining-reprograms-your-brain-for-depression-and-anxiety/



(ENGLISH VERSION)

Whenever you put your attention on what is positive, commendable and beneficial in every circumstance or situation you’re changing your brain for the better. Dr. Donald Hebb, a neuropsychologist which is transforming the psychology and neurobiology with its theories, says that brain cells develop the close relationship between them depending on what on which we focus routinely.

I’m pretty sure we all know people who are constantly negative. They always have something to complain about, always see the glass half empty and rarely enjoy something without finding anything that does not go. Probably you are one of these people, and although you can find all the reasons in the world to continue to be negative and victim of life, you can now find out what happens in your brain when this habit that starts automatically takes possession of your mind.

The TV and the newspapers are based on the complaint and on what is wrong in the world, although there are many beautiful positive stories to tell, nothing goes viral like a beautiful tragedy, murder or tricksy politicians. Continuing to indulge in all this negativity drains your energy and that of the people around you when you complain.

Types of people who “suck” your energy

Now, I think that none of us is innocent in terms of negativity, from time to time even the most aware complain without even realizing that they are doing it. It is pretty much a part of our culture today. Dr. Robin Kowalski, professor of psychology at Clemson University explains that everyone is complaining about, at some point, at least a little.

There are some varieties when it comes to complaints. I’m sure you can stick a face to each of these types.

  • Whining. This is a person who, after having asked “how are you” begins to tell you their monologue about everything bad that has happened to them, how others behaved badly with them. The whining person does not want to hear solutions, no matter how useful they may be, it does not conceive that things can be different and becomes angry if you insist to propose solutions.
  • They try to be nice. Those who want more attention to themselves, they feel to be the victims because they state that everything went wrong in life for them and then they see that others are getting better and better. With their victimhood they try to attract your complicity in recognizing them as victims and needy (whether of material goods, or attention, or affection or recognition).
  • Chronic complainers. They are those who live in a state of constant complaint that the researchers call “rumination”. This means that they always think of some new problem.

All of these behaviors can be found  in depression, anxiety and obsession. And it was observed that linger in these types of complaints greatly increases the possibility of developing serious psychological disorders.

Many people base their whole identities on a type of complaint. It is a very sad life and makes heavy even the lives of all people who for some reason are forced to be around them:

  • co-workers,
  • family members,
  • etc.

And famous example of Roy Martina that when his mother called him on the phone from time to time, she told for hours all her complaints about how the family had behaved, some misfortune that had happened, and so on. One day Roy Martina told her:

  • “Mom it is enough. Call me back when you have something nice to tell me. Hello”.

Negativity rewires your brain

It has been scientifically proven that the electromagnetic waves characteristics in the brain due to  complaints literally off hippocampal neurons that are associated with troubleshooting. So those who complain do not look for solutions but want to stay in negativity. Also be exposed for more than thirty minutes to negativity and unnecessary chatter causes actual damage in the brain, whether they come from people of flesh or television

Dr. Donald Hebb explains that neurons connect to each other in our brain as a result of specific life experiences. For example, every time we have a thought or a feeling or physical sensation compared to a situation, thousands of neurons are activated and all come together to form a neural network with respect to that situation. The brain learns to trigger the same neurons with the repetitive thought.

So if we are thinking about the benefits and the positive aspects of a situation, the neurons of the brain’s reward area are activated and can be fitted to help you learn and remember that particular situation. If you live a similar situation in the future, the same  “positive” neurons will activate letting you make the most of that experience.

Conversely when we think negatively compared to situations, we will never find anything positive even among those that will arise again in the future because you believe it is some “cheating” or some unacceptable obstacle to make you reject the positivity that has to offer. This often happens in intimate relationships with new partners or even when you change jobs. The neurons of the avoidance of the danger area of the brain are activated and make you live everything as a threat.

Basically, if you keep your mind focused on the criticism, concern and victimization, our mind will be brought more easily to have those same thoughts in future situations. Our thought patterns create a net in our brains to react positively or negatively to situations that arise. His famous statement is that “neurons that fire together connect to each other.”

Four tricks to avoid the negativity

  1. Be grateful: even for the smallest of things.
  2. Become aware: you recognize yourself when you fall in complaints. You’ll realize that this automatic mechanism is totally unnecessary and ruins your day. Congratulate yourself / a on becoming aware!
  3. Creates new neural pathways: We can create new positive automatic habits. Try to make experiences that make you happy, take time for your passions. Spend some time, even a few minutes a day to remember the positive events that have happened in your life. You will be surprised that by practicing this point you begin to remember experiences you had removed.
  4. Let go: for your own good, happiness and joy, let go of what is not useful and harmful, and instead cultivates what is pleasant.

SOURCE: Donidream

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