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LA GRANDE MADRE SINTESI DEGLI OPPOSTI

Lallestimento-della-Grande-Madre-allExpo-2015-10La Grande Madre di Fausto Melotti


La fase di sviluppo individuale segnato dall’archetipo della Grande Madre è stato uno degli elementi centrali della psicologia del profondo che ha attribuito alla relazione primaria con la madre un potere altamente costruttivo e distruttivo per la costruzione della personalità e del Sé. Neumann in particolare evidenzia il grande potere negativo di una relazione distruttiva con la madre. Egli dice:

“La Grande Madre non è soltanto la Dea che decide della vita o della morte, o che determina uno sviluppo positivo o negativo; il suo atteggiamento è al tempo stesso un giudizio, una sentenza di alta corte. Nessuno sviluppo o razionalizzazione successiva può cancellare questa convinzione di una colpa primaria, poiché il disturbo del rapporto primario ha effettivamente leso l’individuo e lo ha portato ad uno sviluppo sbagliato che fornisce continuamente, a posteriori, ragioni sufficienti a giustificare il senso di colpa”.

Affinché l’Io possa sostenere il confronto con la Grande Madre archetipica deve formarsi una coscienza di Sé forte, in modo da poter scindere la situazione originaria di indifferenziazione in coppie di opposti. Qui avviene dunque un altro stadio: quello della separazione dei genitori del Mondo, processo attraverso cui vi è la scissione tra la parte conscia e quella inconscia. Qui viene superata la forte ambivalenza della fase precedente poiché quello che è buono viene separato da quello che è cattivo e l’IO si identifica con un solo lato di questa opposizione, mentre le altre polarità di opposti cadono automaticamente nell’inconscio, o nell’Ombra. L’Io qui inizia però a soffrire, perché vive anche il senso di colpa e il senso di divisione e di separazione.

Questa è la fase del Mito dell’Eroe in cui avviene una sostanziale trasformazione a livello psichico: l’Io diventa eroico e si assume la responsabilità di fare fronte allo strapotere dell’inconscio ed affermare la propria forza e la propria esistenza contro quelle forze regressive che tendono a sopraffarlo. Questa fase è importantissima nella costruzione della personalità di ogni singolo individuo. È la lotta con il Drago – simbolica uccisione della madre. Una prova che l’eroe deve superare contro le istanze regressive emotive ed istintive che tentano di impedire l’accesso al “tesoro”.

da La Grande Madre di Erich Neumann

Erich Neumann (BIOGRAFIA LINK)
Nacque a Berlino nel 1905. Dopo la laurea in filosofia intraprese gli studi di medicina, ma non poté terminare la tesi perché costretto ad abbandonare la Germania in seguito alle persecuzioni naziste. Dopo diversi trasferimenti si rifugiò infine in Palestina con la moglie e i figli.
Mantenne costantemente la vocazione umanistica e quindi anche a livello psicologico si orientò su questo taglio. Negli anni degli studi a Berlino fu molto influenzato dall’espressionismo pur cercando di scendere in profondità nella comprensione della cultura ebraica. Decisivo, nel 1931, fu l’incontro con Jung con il quale decise di intraprendere l’analisi didattica. In Palestina intraprese poi la professione di analista. Nel 1958 fondò con la moglie e alcuni colleghi la “Società Israeliana di psicologia analitica”. Morì a Tel Aviv nel 1960.

 

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