Iside e Osiride

Erodoto visita l’Egitto verso la metà del V sec. a.C. quando il regno dei faraoni, già da circa settantacinque anni (dal 525 a.C.) è dominato dai Persiani e i suoi abitanti, per reazione alla dominazione straniera, intensificano le manifestazioni più marcate della loro religione, in particolare, della loro devozione verso Iside e Osiride.

Lo storico greco viene ammesso ad assistere a molte feste ed a visitare molti templi. Nelle sue Storie egli assimila Iside a Demetra e Osiride a Dioniso, per effetto delle affinità delle rispettive narrazioni mitiche, ma mantiene un contegno riservato sui rituali visti nei templi, poiché quella civiltà antica, con la sua storia millenaria e la sua solennità ieratica, gli ispira, come in ogni greco di quel tempo, un sentimento di profonda venerazione. La lingua della solenne liturgia del culto di Osiride è quella egizia, ma l’area di diffusione del culto non va oltre i confini di quello che era stato il dominio politico dei faraoni. E’, quello di Osiride, il culto più uniformemente diffuso in Egitto, la sua vera anima, il suo centro di coesione; esso ha radici antichissime ed alcuni aspetti dei suoi rituali sono d’ambito strettamente faraonico.

La leggenda di Iside e Osiride
Iside era sposa e sorella di Osiride. A lei si doveva l’istituzione della famiglia e l’insegnamento alle donne della tessitura e del ricamo.
I due sposi regnavano felici sull’Egitto. Ma la sorte aveva in serbo una sorpresa per loro. Il loro malvagio fratello Seth, geloso del loro successo aveva ordito un inganno ai danni del fratello Osiride. Aveva fatto preparare un ricco scrigno, promettendo che ne avrebbe fatto dono a chiunque, entrandovi, l’avesse occupato interamente con il proprio corpo. Lo scrigno aveva le misure esatte di Osiride. Osiride cadde nel tranello ed entrò nello scrigno-trappola preparato per lui. Subito Seth e i suoi complici serrarono il coperchio e gettarono lo scrigno nel Nilo. A questo punto cominciarono le peregrinazioni di Iside alla ricerca del corpo del marito. Durante uno dei suoi viaggi venne a sapere che lo scrigno era stato trasportato dalla corrente del Nilo fino al mare. Qui, giunto a Biblo, si era arenato vicino a un cespuglio. Il cespuglio, come per incanto, si era allora trasformato in una splendida acacia, racchiudendo nel suo tronco lo scrigno. Il re di Biblo aveva visto l’albero e l’aveva fatto tagliare, ricavandone una colonna per il suo palazzo. Iside, giunta a Biblo, tutte le notti si trasformava in rondine e svolazzando intorno alla colonna lanciava gridi strazianti a cui però nessuno faceva caso. Allora, dopo essere divenuta governante del figlioletto del re, riuscì ad avere in dono lo scrigno. Apertolo cercò di ridare vita allo sposo, ma invano. E’ in questo momento che rimase fecondata da Osiride, quando, trasformatasi in falco, fece vento con le ali sul corpo senza vita dello sposo. Nascose allora la bara a Buto, in un luogo paludoso. Ma il malvagio Seth, mentre andava a caccia, trovò la bara del fratello e lacerò il corpo in quattordici pezzi che poi disperse. Iniziò allora la ricerca di Iside delle parti del cadavere dello sposo. Furono tutte recuperate tranne il membro virile, mangiato dall’ossirinco del Nilo. In ognuna delle città dove furono recuperate le parti del corpo di Osiride sorse un tempio. Ricomposto il corpo di Osiride sì cercò di ridargli la vita. Il tentativo riuscì a metà, perché Osiride ricominciò a regnare ma non più sulla terra, bensì sul “Sito che è oltre l’Occidente”, l’oltretomba.

Iside è pervenuta all’occidente cristiano non solo nel culto della Madonna, ma anche nell’occulta dottrina dei maghi. Questi, seguendo le idee di Plutarco, scoprirono nella dea-madre dell’antichità l’emblematica rappresentazione dell’Anima del Mondo, che alimenta l’intero creato secondo l’ordine divino. Bandita dal cielo cristiano, Iside continua a seminare nel mondo delle stelle e sulla terra l’essenza vitale. «Ella è la parte femminile della natura, ossia l’attività creativa».

Sappiamo che Iside era la Sposa-Sorella di Osiride, Dio del sole spirituale. E si badi bene: sole spirituale, non il sole fisico dei culti esteriori e profani.

Osiride è la Divinità del sole spirituale ed il suo è un culto interiore legato all’apertura del plesso solare, che a quei tempi era un traguardo straordinario.

Quello del sole spirituale è un culto interiore (v. Ur, culto di Ur, da cui il termine di cult-ura e nat-ura, cioè, nata da Ur). Allora, è evidente che anche il suo riflesso non potrà che essere esso stesso di origine spirituale.

Iside (v. femminino), riflesso dell’essenza spirituale, è la coscienza fisica che s’illumina solo alla presenza del “suo sposo celeste”, lo spirito, restando vedova in sua assenza.

Dopo la tradizione egizia molte altre tradizioni hanno trattenuto l’antico concetto di “vedova”. Ed in molti racconti il predestinato spirituale nasce senza padre, cioè di madre vedova, così che s’intenda che il suo vero padre è solo la Divinità interiore (v. Monade). Questo però, non vale solo per i “predestinati” ma per ogni Figlio dell’Uomo.

Anche il Maestro Gesù, pur avendo un padre fisico, per l’iconografia religiosa era figlio di un padre assente in molti sensi. Ma se si capisse il risvolto esoterico di quella storia, ci si accorgerebbe che non esiste nessun conflitto tra la natura fisica e quella spirituale dell'”uomo” perché, come per ogni uomo e donna, la natura fisica è solo il rivestimento esteriore dell’essenza spirituale. Ecco come convivono la sostanza di “figlio dell’uomo”, con l’essenza di “figlio di Dio”.

Possiamo concludere dicendo che i significati di velo e di Iside sono quelli dell’eterno assioma: Conosci Te Stesso.

Fonte: http://www.centrostudilaruna.it/misteridiiside.html






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