IL SESTO RAGGIO – IDEALISMO E DEVOZIONE

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Per gli individui caratterizzati dal Sesto Raggio (devozione e idealismo) la presa del centro si svolge lungo la linea della scoperta della propria Divinità Essenziale. La presa del centro è quel processo per cui un individuo diventa Re del proprio Regno, quel processo attraverso il quale si entra in contatto con la propria vera Essenza che diventa definitivamente la fonte della propria forza, conoscenza ed amore. Non si cerca più all’esterno ma si è saldi all’interno.

Questo processo per l’individuo di Sesto Raggio è particolarmente difficile per la natura stessa del Raggio (ad oggi ancora il Raggio più diffuso, sono pochi gli individui che non ne siano anche solo minimamente influenzati). Il Sesto Raggio fornisce un profondo e istintivo riconoscimento degli Ideali e dei Valori e un individuo di Sesto Raggio quando percepisce un ideale si identifica con esso. Che sia un valore morale, etico, religioso, filosofico, ecc. non importa, dipende dalla storia personale e dalle vite passate. Ma egli percepisce ciò che ha Valore oltre il manifesto, oltre l’apparenza, oltre la materia. E da qui deriva il primo problema.

L’individuo di Sesto raggio percepisce le cose come dovrebbero essere e spesso non le vede per quello che sono. E quando in lui sono presenti sia la percezione dell’ideale che la consapevolezza della realtà inadeguata spesso sprofonda in un senso di impotenza, di rifiuto della realtà, di giudizio verso ciò che esiste perché ciò che viene percepito e dovrebbe essere è così differente da ciò che esiste. Spesso il rifiuto è anche verso se stessi, percepiti così imperfetti rispetto all’ideale percepito, rispetto a ciò che si percepisce si dovrebbe essere. E così, invece di lavorare per diventarlo, si isola sul piano dell’ideale cercando di affermarlo fuori di sé invece che manifestarlo dentro di sé.

Il senso di impotenza può portare alla depressione o all’infelicità. La percezione dell’ideale può essere così forte e l’osservazione di una realtà così diversa può essere così avvilente che l’individuo imbriglia le sue energie nel loop “Dovrebbe essere… ma tanto non cambierà mai…” rendendo vana la sua esistenza. Il Sesto raggio è anche il raggio del guerriero, ma il guerriero è un punto di arrivo perché connesso alla presa del centro.
Se c’è già un po’ di spirito guerriero in lui allora combatte per affermare il proprio ideale, ma lo fa ciecamente, senza umana comprensione se non per chi è allineato con lui.
Non ammette altro, perché ha bisogno del proprio ideale, non lavora per esso, ne è succube.

L’individuo di Sesto Raggio percepisce il Valore degli individui, a volte perfino il proprio Valore, ma nel proprio non crede. Si sente spesso inferiore, spesso indegno o inadeguato. Percepisce il valore della sua Anima antica, ma le imperfezioni del proprio equipaggiamento (in crescita verso la perfezione, come quello di tutti) lo rende privo di fiducia. Invece di lavorare sulla fiducia di sé cerca la conferma dall’esterno, cerca conferma del proprio Valore dagli altri. Così si rende molto dipendente dal giudizio altrui, dall’essere accettato o lodato. Quando trova un individuo di riferimento, un guru, un capo, un esempio, una guida, un leader (e tutti i Sesti Raggi lo cercano prima di aver preso il proprio centro) scatta un meccanismo di ammirazione/devozione/invidia celata.

Vorrebbe essere così ma fa molto poco per diventarlo. Perché il Sesto Raggio vuole tutto e subito e spesso senza fatica. Percepisce l’ideale e lo vorrebbe immediatamente manifestato. Fatica a percepire il processo del divenire. In profonda devozione e ammirazione della figura di riferimento cercherà un rapporto preferenziale, un riconoscimento, legato al meccanismo inconscio: se la persona a cui do valore mi riconosce e diventa mio amico e mi stima allora valgo anche io. Perché inconsciamente vogliono essere già così, e si sentono già così, come le persone che ammirano, e si aspettano che gli venga detto. Lo desiderano ardentemente. Cercano conferme da chi conta.

Se poi la suddetta persona smette di riconoscerli ecco la più profonda sofferenza. Se si sentono traditi dal proprio guru lo ingiuriano e rinnegano e si cercano un guru migliore, più corrispondente all’ideale (ferito) che percepiscono, spesso semplicemente un guru che dica loro ciò che vogliono sentirsi dire… cioè un guru che li imprigionerà nei loro stessi idealismi e bisogni. Questi sono solo alcuni dei meccanismi degli individui di Sesto Raggio, che se riconosciuti possono essere smascherati e utilizzati per la conquista del centro.

Il Sesto Raggio ha potenzialmente grandi qualità: una grande forza d’animo quando sa di lavorare per il proprio ideale, un infinito entusiasmo, infinita capacità di sopportazione, bontà e purezza. La capacità di percepire i più alti Ideali e Valori ha permesso all’umanità di evolversi e migliorare, Il Sesto Raggio è il richiamo costante alla realizzazione del Piano di Dio, al senso profondo del movente della creazione.
Il Sesto raggio ha donato all’umanità la capacità di percepire un Ideale evolutivo e morire per esso. E’ la spinta per manifestare il Bene, il Bello e il Vero. Ma per svolgere la sua Divina missione l’individuo di Sesto Raggio deve compiere un profondo percorso di accettazione e accoglienza di ciò che non appartiene a ciò che egli percepisce. Perché egli percepisce sempre solo una parte del tutto, e si identifica con essa. Dagli individui di Sesto Raggio arrivano tutte le divisioni, le esclusioni, le separazioni, i conflitti. Uno dei motti guida del Sesto Raggio è: “Amo la Verità ma ancor di più i miei simili”.
In poche parole sono racchiuse molte delle difficoltà di questo sentiero di Raggio.

Grazie a  Aldo Storti

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