IL NOSTRO SOGNO GUIDATO

I pediatri insistono molto sull’importanza del sonno. La prima domanda che si pone al genitore, ansioso per la salute fisica ed emotiva del suo bambino, è “quanto dorme il bambino, a che ora lo mette a letto?”.

I bambini devono riposare. E anche gli adulti dovrebbero riposare di più. Oggi la media del numero di ore dedicate al sonno non supera le cinque al giorno, contro le sette otto suggerite.

È soprattutto nella fase del riposo che avvengono delle meravigliose mutazioni organiche ed endocrine. Il corpo si rigenera. Rinasce. L’atto del prendere sonno, il dormire e il risvegliarsi, sono tre fasi molto delicate e determinanti per la nostra salute. Il sonno contiene e abbraccia tutta la nostra persona, la culla e la riporta al punto di origine. Il nostro giaciglio diviene, ogni volta che dormiamo, l’utero in cui nasciamo. In quello spazio sacro percepiamo l’esistenza di condizioni incredibili per vivere. Ogni gesto pare possibile: volare, nuotare anche se non ne siamo capaci, andare indietro nel tempo, visitare futuri ancora sconosciuti. Pertanto leggere una favola ai nostri bambini, figli o nipoti, o per noi adulti, vedere un film, leggere un romanzo o guardare una trasmissione, orienterà la natura delle nostre visualizzazioni. I nostri sogni, come fossero richiamati all’appello, entrano in scena proprio in funzione degli stimoli preonirici appena ricevuti.

Anche la preghiera, o la meditazione, prima di coricarsi è terapeutica. Qualunque sia il movimento che noi adotteremo per prendere sonno sarà esso a condurci verso casa. Il vero approdo consiste nel tornare al grembo.

Ogni volta che ci lasciamo condurre nel sonno scatta un meccanismo fisiologico naturale: dormire riordina i piani emotivi all’interno del nostro corpo. Trasforma tutte le informazioni ricevute in esperienze, e le organizza all’interno dei tessuti. Sedimenta le informazioni e le concretizza in noi, a partire dalla costruzione di tessuto cicatriziale al consolidamento di una ruga. C’è apprendimento, ed esso si inscrive in noi, nella carne, solo se c’è trasformazione organica in noi, come dire che l’apprendimento e la trasformazione sono lo stesso fenomeno. Ogni emozione vissuta viene quantizzata dal corpo in struttura molecolare. Senza tale meccanismo non c’è apprendimento, e senza modificazione non viene fissato nulla. Il corpo esprime le sue emozioni attraverso i visceri, ed è lì che vengono fissate le emozioni vissute, come se i visceri fossero la libreria da cui prendere un libro e riporlo dopo averlo letto. Tale processo avviene soltanto durante il sonno.

Svestirsi, lavarsi, togliere l’orologio per andare a dormire, sono movimenti ritualistici che segnano il passaggio da una porta a un’altra. Ognuno ha i suoi e ognuno innesca la miccia che ci porta ad attivare la nostra capacità evolutiva. Non dormire o dormire sotto l’effetto di ipnotici chimici delude la nostra possibilità di apprendere ed evolvere. A queste persone con difficoltà a dormire, consigliamo la meditazione. La preghiera a occhi chiusi. Essa rilassa e media fra noi e gli ostacoli fisiologici alla presa del sonno. Prendere sonno è prendere coscienza.

Prenderne coscienza costruisce e struttura.

È un cerchio che si autoalimenta ogni giorno e ogni notte.

Tratto dal libro: Il mio Gemello mai Nato di Caterina Civallero e Maria Luisa Rossi

 

MARTEDÌ 12 giugno alle ore 21,21

per approfondire l’argomento le Autrici saranno gradite ospiti

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