IL GUERRIERO DELLA BELLEZZA

samurai

Il Guerriero della Bellezza è un individuo che ha lottato con le unghie e con i denti per affermare se stesso in un mondo che ha sempre sentito ostile e alieno. Egli ha incontrato innumerevoli difficoltà lungo il proprio cammino, vivendo nella costante tensione generata dall’esigenza di incarnarsi pienamente in un corpo fisico e la struggente nostalgia di un vago ricordo che ha il sapore di “casa”.

Nel corso degli anni ha collezionato cicatrici e fallimenti, ma ha smesso di identificarsi con la propria storia personale, scegliendo coraggiosamente di lasciar andare il suo passato facendone tesoro. Egli è l’Alchimista per eccellenza, ha vissuto una lunga fase di Nigredo e sa perfettamente che il piombo è quanto di più necessario al mondo se vuole ottenere dell’oro, così ha imparato a gioire quando ne scorge in se stesso.

Il Guerriero della Bellezza ha vissuto a lungo nella paura della sua stessa ombra prima di rendersi conto di star lottando con un fantasma. Ha creduto di amare mentre svendeva il suo Cuore, ha creduto di essere amato mentre imparava il compromesso a sue spese.
Per lui ogni conquista è giunta faticosamente attraverso il gioco degli opposti, ha indossato i panni del mendicante prima di accorgersi di essere Re.

Egli ha imparato ad amare i propri nemici, poichè ha compreso a fondo che questi rappresentano il mezzo più rapido ed efficace per compiere la propria ascesa. Ha nuotato nel fango, brandito spade di rabbia e perduto brandelli del proprio Cuore prima di intravedere all’orizzonte i primi bagliori della luce abbagliante di quel Regno che non credeva possibile, danzando coi propri demoni intorno al fuoco della compassione.

Il Guerriero della Bellezza ha sperimentato l’illusione più e più volte, costruendo passo dopo passo i suoi nuovi occhi partendo dal buio della cecità. Sono innumerevoli le occasioni nelle quali è dovuto morire a ciò che credeva di essere per lasciare lo spazio necessario affinchè la grazia del Padre si manifestasse in lui, ed ha compreso sin nelle ossa che non c’è ricchezza che possa definirsi tale senza essere condivisa con tutti coloro che ne fanno richiesta. Egli conosce bene la sofferenza, ed ha imparato ad amarla senza per questo farne il proprio vessillo.

Per giungere a ciò ha attraversato il proprio inferno personale, si è attestato a lungo in purgatorio sviluppando la pazienza e l’immobilità, ed infine è approdato al paradiso, per realizzare in profondità che quella è la sua naturale abitazione per diritto di nascita. Ha così deciso di indicare la strada a coloro che hanno smarrito se stessi, non perchè si senta migliore o più in alto degli altri, ma perchè sa che il servizio è la più nobile delle arti.

“Servire è l’arte suprema.
Dio è il primo servitore, Dio serve gli uomini ma non è servo degli uomini”
(La vita è bella – Roberto Benigni 1997)

Roberto Senesi