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	<description>Spiritualità Meditazione Numerologia Comunità Italiana</description>
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		<title>Carmina Burana &#8211; Oh Fortuna</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 13:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Visione Alchemica]]></category>
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		<description><![CDATA[Perchè questo post? Perchè questa musica è stata definita addirittura satanica ed allora leggerne la storia ed ascoltarla forse chissà&#8230; il pensiero crea! I Carmina Burana sono testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis o Codex Buranus, proveniente dal convento di Benediktbeuern (l&#8217;antica Bura Sancti Benedicti fondata attorno</p><a href="http://www.visionealchemica.com/carmina-burana-oh-fortuna/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Perchè questo post?</strong><br />
<strong> Perchè questa musica è stata definita addirittura satanica </strong><br />
<strong>ed allora leggerne la storia ed ascoltarla forse chissà&#8230; </strong><br />
<strong>il pensiero crea!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/422px-Meister_der_Carmina_Burana_001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10703" alt="422px-Meister_der_Carmina_Burana_001" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/422px-Meister_der_Carmina_Burana_001.jpg" width="422" height="599" /></a></strong></p>
<p><strong>I Carmina Burana sono testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis o Codex Buranus, proveniente dal convento di Benediktbeuern (l&#8217;antica Bura Sancti Benedicti fondata attorno al 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera) e attualmente custodito nella Biblioteca Nazionale di Monaco di Baviera.</strong></p>
<p><strong>Il termine Carmina Burana è stato introdotto dallo studioso Johann Andreas Schmeller nel 1847 in occasione della prima pubblicazione del manoscritto. Tale codice comprende 228 componimenti poetici su 112 fogli di pergamena decorati con 8 miniature. Sembra che tutte le liriche dovessero essere destinate al canto, ma gli amanuensi autori di questo manoscritto non riportarono la musica di tutti i canti poetici, cosicché possiamo ricostruire l&#8217;andamento melodico solo di 47 di essi. Il codice è suddiviso in sezioni:</strong><br />
<strong> Carmina moralia (CB:1-55), argomento satirico e morale;</strong><br />
<strong> Carmina veris et amoris (CB:56-186), argomento amoroso;</strong><br />
<strong> Carmina lusorum et potatorum (CB:187-226), canti bacchici e conviviali;</strong><br />
<strong> Carmina divina, argomento moralistico sacrale (CB: 227 e 228) (questa parte fu probabilmente aggiunta all&#8217;inizio del secolo XIV).</strong></p>
<p><strong>I testi (tutti in latino eccetto 47, scritti in alto tedesco) hanno argomento evidentemente molto diverso tra loro, e dimostrano la poliedricità della produzione goliardica. Se da un lato troviamo i ben noti inni bacchici, le canzoni d&#8217;amore ad alto contenuto erotico e le parodie blasfeme della liturgia, dall&#8217;altro emergono un moralistico rifiuto della ricchezza, e la sferzante condanna verso la curia romana, nella quale molti membri erano ritenuti sempre e solo dediti alla ricerca del potere.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;amore, la sofferenza per l&#8217;assenza dei beni materiali, la ricerca del piacere ora enfatizzato, ora reso più lirico attraverso la poesia, fanno dei <i>Carmina Burana</i> un&#8217;opera comunque stratificata, in cui l&#8217;apparenza ludica e scanzonata costituisce un&#8217;epidermide sotto la quale si cela una coltre colma di inquietudine. Anche se in alcuni casi gli autori dei <i>Carmina Burana</i> sono noti, gran parte di questa produzione è attribuita al cosiddetto <i>ordo clericalis</i> che raccoglieva quei chierici fortemente attirati dalle opportunità offerte dalla vita cittadina, i quali finirono per allontanarsi sempre più dagli studi e dall&#8217;esistenza morigerata che la loro condizione imponeva, privilegiando l&#8217;osteria invece dell&#8217;università, dedicandosi alle donne di malaffare invece di impegnarsi nella preghiera. Facile per la Chiesa di allora vedere lo zampino di Satana nel modello di vita di questa gente.</strong></p>
<p><strong>Il gioco e la composizione di canzoni divenne un&#8217;alternativa allo studio dei classici, mentre la visione mistica che avrebbe dovuto contrassegnare la loro esistenza si allontanava sempre più dall&#8217;orizzonte quotidiano. Spesso privi di mezzi di sussistenza, i membri di questa categoria <i>sui generis</i> finirono frequentemente per trovare accoglienza nei conventi, oppure utilizzavano le loro conoscenze culturali svolgendo incarichi saltuari presso le corti; alcuni furono presenze ricorrenti nei banchetti e nelle feste dove intrattenevano gli intervenuti con i loro canti, finendo così per unirsi a giullari e buffoni.</strong></p>
<p><strong>Questa schiera composita &#8220;<i>formata anche da ecclesiastici che rifiutavano le strutture della Chiesa e monaci fuggiti dal convento, divenne sempre più numerosa dalla metà del XII secolo, quando si crearono le condizioni per la formazione di una sorta di proletariato culturale. Parecchi, infatti, fra quanti concludevano gli studi, non riuscivano a trovare un impiego o dovevano aspettare a lungo prima di iniziare a lavorare. Il numero sempre maggiore di diplomati aveva colmato rapidamente la richiesta di personale istruito e per molti non rimaneva che abbandonarsi a una nuova forma di vagabondaggio alla ricerca di un impiego qualsiasi, un beneficio oppure una prebenda</i>&#8221; (P. Rossi, <i>Carmina Burana</i>, Milano 1989, pp. XVIII-XIX). Disoccupati culturali e studenti fuori corso <i>ante litteram</i>, chierici e goliardi erano quindi parte di un &#8220;proletariato culturale&#8221; che spendeva la propria vita in un sogno anarchico ben presto demonizzato per la sua alterità, perché in opposizione alle regole morali e sociali del tempo.</strong><br />
<strong> Figli di un&#8217;epoca che in qualche modo invocava un rinnovamento, i membri dell&#8217;<i>ordo clericalis</i>, tra il XII e il XIII secolo, si videro spesso accollare etichette e peculiarità frutto più della leggenda che della realtà. Accusati di perseguire modelli di vita fortemente dissacratori, i chierici vaganti trovarono naturalmente nella Chiesa la prima accusatrice.</strong></p>
<p><strong>Emblematiche sono le deliberazioni di alcuni Concili. Il IV Concilio Laterano (1215) vietava ai chierici &#8220;<i>di praticare uffici e commerci mondani, soprattutto se indecorosi per l&#8217;ordine cui appartengono. Si raccomanda di non frequentare saltimbanchi, giocolieri e commedianti, di evitare assolutamente le osterie, a meno che non si trovino in viaggio e non giocare ai dadi né ad altri giochi d&#8217;azzardo</i>&#8220;. Quello di Trèves (1227) ordinava: &#8220;<i>che nessun sacerdote permetta a vagabondi, chierici vaganti o goliardi di cantare versi profani sul ritmo del Sanctus e dell&#8217;Agnus Dei o canzoni di altro genere durante le messe e gli uffici divini</i>&#8220;. […]</strong></p>
<p><strong>Da questi pochi frammenti abbiamo una descrizione chiara di come fossero considerati i membri di questi gruppi, paragonati a &#8220;sette&#8221;, con tutto il bagaglio simbolico negativo che tale definizione implica. In questo senso va ricordata la posizione di Bertoldo di Ratisbona che riteneva l&#8217;<i>ordo clericalis</i> una <i>familia diaboli</i>, ponendone così in rilievo il legame con il mondo oscuro e satanico che tale riferimento evocava. In realtà non sono mancati gli studiosi, anche in tempi recenti, secondo i quali i goliardi forse appartenevano ad una vera e propria setta chiamata <i>Golia</i>. […]</strong></p>
<p><strong>Al di là di modelli, abbinamenti e di ricerca di legami improbabili, resta il fatto che nei <i>Carmina Burana</i> abbiamo il prodotto di una cultura profonda, intessuta di riferimenti biblici a testi antichi, in certi casi addirittura impegnata in una sorta di rilancio atto a porsi come rilettura delle fonti classiche.</strong><br />
<strong> Anche da questa constatazione, appare oggi difficile considerare la cultura goliardica come espressione di manifestazioni spontanee e disordinate, mentre trova sempre maggiore consistenza la possibilità che alla base di questi gruppi &#8211; quasi certamente non sette &#8211; vi fossero comunque piani comuni e intendimenti ideologici simili. La tensione pazzia-saggezza, fede-peccato, poesia-canto da bettola, fa della goliardia una categoria a se stante, priva di<i>status</i>, questo è certo, ma non per questo incapace di cogliere l&#8217;inquietudine di un&#8217;esistenza cieca e sorda alle istanze dello spirito.</strong></p>
<p><strong>Ritorniamo ancora ai loro versi: amore e ironia, etica e morale, dolore e poesia costituiscono la struttura di queste opere sempre acute, capaci di porre in rilievo il disfacimento di regole e limiti di un mondo provato dal peso dell&#8217;egoismo e della perdita di valori. &#8220;<i>Un tempo fiorivano gli studi, ora annoiano soltanto; a lungo il sapere è stato importante, ora vale di più l&#8217;ozio. La furberia si insinua ormai precocemente nei giovani che, pieni di malizia, rifiutano il sapere. Mentre nei secoli passati era lecito ai discepoli riposarsi dalle fatiche dello studio solo dopo novant&#8217;anni, ora invece i fanciulli di dieci anni scrollano il giogo e, liberi, si danno l&#8217;aria di maestri: ora i ciechi trascinano nel fosso gli altri ciechi, gli uccelli volano senza piume, gli asini suonano la lira, i buoi danzano nelle sale e i bifolchi sono diventati cavalieri. Gregorio discute ignobilmente all&#8217;osteria, l&#8217;ascetico Girolamo reclama la sua parte di denaro, Agostino e Benedetto si intrattengono in gran segreto sul raccolto e la vendemmia e vanno poi al mercato assiduamente. Maria non contempla più, Marta non e più attiva, Lia e ormai sterile e Rachele ha gli occhi malati. Il severo Catone frequenta ora i postriboli e la casta Lucrezia si abbandona a una lussuria scandalosa. Ora trionfa ciò che i padri condannavano; il caldo si trasforma in freddo e l&#8217;umido in asciutto, la virtù cede al vizio e l&#8217;operosità si muta in ozio; tutto ora esce dalla retta via. Il saggio mediti su questo, liberi e purifichi il suo cuore dal peccato per non dire invano: O Signore! nel giorno del giudizio. Chi allora sarà condannato dal giudice celeste non godrà più di alcun appello</i>&#8220;.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;<i>incipit</i> del canto è diretto a porre in evidenza come alla decadenza degli studi di fatto corrisponda una decadenza morale: la <i>tristitia temporis</i> è evidenziata dal trionfo dell&#8217;ozio sulla passione per la cultura e l&#8217;impegno intellettuale. Il tema è rinvenibile in altre fonti coeve ed esprime la sofferenza di molti per la decadenza di un periodo in cui, per dirla con Giovanni da Salisbury: &#8220;<i>ora piacciono soltanto le sciocchezze (&#8230;) e spesso il solo vedere un libro e una forma di tormento</i>&#8221; (<i>Entheticun</i>, 119-120). Nel tempo oscuro i ciechi guidano altri ciechi, gli uccelli vogliono volare senza le penne e gli asini suonano la lira senza successo: ogni regola è rivoluzionata e anche le classi sociali sembrano perdere definizione, mentre si afferma una sorta di anarchia culturale. I Padri della Chiesa sono visti discutere all&#8217;osteria o mentre si intrattengono parlando di argomenti privi di ogni spiritualità. I valori e i punti di riferimento vengono meno: crollano i miti e anche i modelli mancano. La &#8220;retta via&#8221; è abbandonata e l&#8217;autore invita il saggio a meditare e a correre ai ripari per far sì che nel giorno del Giudizio non debba gridare invano: &#8220;O Signore!&#8221;.</strong></p>
<p><strong>La chiusura in chiave escatologica rende più grave il contenuto del canto, ponendo in evidenza come nell&#8217;apparente superficialità dei goliardi e chierici autori dei <i>Carmina Burana</i>, in realtà non fosse assente la presa di coscienza cristiana sull&#8217;effettivo ruolo dell&#8217;uomo nella storia. Un ruolo che in un mondo in cui la &#8220;furberia si insinua ormai precocemente nei giovani&#8221; tutto appare più difficile e per molti non vi sarà che condanna &#8220;senza appello&#8221;.</strong></p>
<h2>L&#8217;opera teatrale</h2>
<p><strong>Nel 1937, il compositore tedesco Carl Orff musicò alcuni brani dei Carmina Burana, realizzando un&#8217;opera omonima. Orff scelse di comporre una musica nuova, sebbene nel manoscritto originale fosse contenuta una traccia musicale per alcuni dei brani.</strong><br />
<strong> La prima rappresentazione fu l&#8217;8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno. La prima rappresentazione italiana invece si tenne al Teatro alla Scala in Milano il 10 ottobre 1942.</strong><br />
<strong> Per le sue caratteristiche può essere definita anche &#8220;cantata scenica&#8221; ed ha il sottotitolo &#8220;Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis&#8221;. L&#8217;opera non presenta una trama precisa e richiede tre solisti (un soprano, un tenore e un baritono), due cori (uno dei quali di voci bianche), mimi, ballerini e una grande orchestra (Orff ne ha composto anche una seconda versione dove l&#8217;orchestra è sostituita da due pianoforti e percussioni).</strong><br />
<strong> L&#8217;opera è strutturata in un prologo e tre parti. Nel prologo c&#8217;è l&#8217;invocazione alla Dea Fortuna sotto cui sfilano diversi personaggi emblematici dei vari destini individuali. Nella prima parte si celebra la &#8220;Veris laeta facies&#8221; ovvero il lieto aspetto della primavera. Nella seconda, &#8220;In taberna&#8221; ovvero &#8220;All&#8217;osteria&#8221;, si hanno prevalentemente canti goliardici; la terza parte &#8211; &#8220;Cour d&#8217;amours&#8221; cioè &#8220;Le corti dell&#8217;amore&#8221; &#8211; contiene brani che inneggiano all&#8217;amore e che si concludono con il coro di grazie alla fanciulla (&#8220;Ave, formosissima&#8221;). Nel finale si ha la ripresa del coro iniziale alla Fortuna.</strong><br />
<strong> Quest&#8217;opera fa parte del trittico teatrale di Orff &#8220;Trionfi&#8221; che, composto in periodi diversi, comprende anche i &#8220;Catulli carmina&#8221; e il &#8220;trionfo di Afrodite&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>O fortuna,<br />
</em></strong><strong><em>A guisa della luna<br />
</em></strong><strong><em>Nell’atteggiamento dell’incostante<br />
</em></strong><strong><em>Sempre tu cresci<br />
</em></strong><strong><em>O vai diminuendo<br />
</em></strong><strong><em>La vita detestabile<br />
</em></strong><strong><em>Ora perdura salda<br />
</em></strong><strong><em>E proprio ora (la fortuna)</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Occupa l’ingegno con un gioco:<br />
</em></strong><strong><em>La miseria<br />
</em></strong><strong><em>Il potere<br />
</em></strong><strong><em>Dissolve come ghiaccio.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em id="__mceDel"><strong> <em> La fortuna immane</em></strong><br />
<strong> <em> E vuota</em></strong><br />
<strong> <em> Tu ruota che giri</em></strong><br />
<strong> <em> Funesto stato</em></strong><br />
<strong> <em> Futile benessere</em></strong><br />
<strong> <em> Sempre dissolubile</em></strong><br />
<strong> <em> Oscura</em></strong><br />
<strong> <em> E velata</em></strong><br />
<strong> <em> E su di me chi più si appoggerà,</em></strong><br />
<strong> <em> Ora che per un gioco</em></strong><br />
<strong> <em> Il dorso nudo</em></strong><br />
<strong> <em> Porto per la tua cattiveria?</em></strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>La fortuna del benessere</em></strong><br />
<strong> <em> E della virtù</em></strong><br />
<strong> <em> Ora a me contraria</em></strong><br />
<strong> <em> È un desiderio,</em></strong><br />
<strong> <em> È una debolezza.</em></strong><br />
<strong> <em> Sempre in corsa obbligata</em></strong><br />
<strong> <em> Ora per di qua</em></strong><br />
<strong> <em> Senza sosta</em></strong><br />
<strong> <em> Sentite il battito nel cuore</em></strong><br />
<strong> <em> Poiché a causa della fortuna</em></strong><br />
<strong> <em> (Egli) acquieta la forza</em></strong><br />
<strong> <em> Piangete tutti con me!</em></strong></p>
<h2>Parte più conosciuta: Oh Fortuna</h2>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/jQwoL5D0Bfw" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<h2>Opera completa</h2>
<p>(durata 1.11.11)<br />
<em id="__mceDel"> <iframe src="http://www.youtube.com/embed/QEllLECo4OM" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></em></p>
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		<title>Nessuno è mai morto</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 21:30:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Te lο ripeto ancora una volta, devi ricordarti solo una cosa: tu sei un essere immortale. Questa non è ancora una tua esperienza personale e diretta; ma la puoi accettare come un&#8217;ipotesi, non come una cosa a cui credere, ma come un&#8217;ipotesi da sperimentare. Voglio che nessuno accetti mai niente da me come un credo,</p><a href="http://www.visionealchemica.com/nessuno-e-mai-morto/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2012/03/osho-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1233" alt="osho-1" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2012/03/osho-1.jpg" width="258" height="319" /></a></p>
<p><strong>Te lο ripeto ancora una volta, devi ricordarti solo una cosa: tu sei un essere immortale. Questa non è ancora una tua esperienza personale e diretta; ma la puoi accettare come un&#8217;ipotesi, non come una cosa a cui credere, ma come un&#8217;ipotesi da sperimentare.</strong></p>
<p><strong>Voglio che nessuno accetti mai niente da me come un credo, ma solo come un&#8217;ipotesi.</strong></p>
<p><strong>Poiché io conosco la verità non ho bisogno di importi di credere ο di aver fede. Poiché conosco la verità, posso dirti: &#8220;È solo un esperimento, un&#8217;ipotesi temporanea&#8221;, perché sono sicuro, al cento per cento, che se tu inizi a sperimentare per conto tuo, direttamente, la tua ipotesi diventerà la tua esperienza personale, non un credo, non una fede, ma una certezza. E solo le certezze possono salvarti. Credere sarebbe come affrontare un mare in tempesta, con una barchetta di carta.</strong></p>
<p><strong>Non si può assolutamente pensare di attraversare l&#8217;oceano dell&#8217;esistenza su una barchetta di carta. Hai bisogno di una sicurezza&#8230; non di credere, ma di una verità che hai sperimentato in prima persona. Non una verità altrui, presa in prestito dall&#8217;esterno: dev&#8217;essere tua! In questo caso, attraversare l&#8217;oceano sconosciuto e inesplorato diventa una gioia, diventa un&#8217;avventura eccitante e ricca di momenti di estasi.&#8221;</strong></p>
<p><strong>Si diventa liberi da ciò che si è conosciuto. E si trionfa su ciò che abbiamo conosciuto. Sconfitte e fallimenti sono dovuti solo all’ignoranza e all’oscurità. Con la chiarezza, la sconfitta sarebbe impossibile, perché la chiarezza porta la vittoria. La prima cosa che vorrei dirti sulla morte è questa: non esiste bugia più grande, anche se sembra vera&#8230; Nessuno è mai morto e nessuno potrà mai morire&#8230;»</strong></p>
<p>Osho Rajneesh</p>
<div style="margin-bottom: 15px;" align="center">
<div style="width: 140px;"><a title="Nelle tue Mani - Libro" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__nelle-tue-mani-libro.php?pn=2981" target="_blank"><img style="border: 0;" alt="Nelle tue Mani - Libro" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/_big/n/nelle-tue-mani-libro-64029.jpg" width="122" height="160" /></a></div>
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<div><a style="font-weight: bold;" title="Nelle tue Mani - Libro" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__nelle-tue-mani-libro.php?pn=2981" target="_blank">Nelle tue Mani &#8211; Libro</a></div>
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</div>
<hr style="margin-bottom: 15px;" />
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		<title>Il Tesoro nascosto!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 21:11:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/anima2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10673" alt="anima2" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/anima2.jpg" width="447" height="298" /></a></p>
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		<title>Habasir e l&#8217;Amore</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 20:37:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giungo a te dalle remote nebbie della storia di questo pianeta, la Terra, giungo da un passato che tu non ricordi ma che io ho vissuto intensamente. Non importa il mio nome di nascita, sappi che nella mia seconda vita fui ricordato come Habasir, sono stato un&#8217;espressione della tua Anima, tu porti in te la</p><a href="http://www.visionealchemica.com/habasir-e-lamore/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/yu.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10669" alt="yu" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/yu-300x225.jpg" width="414" height="310" /></a></p>
<p><strong>Giungo a te dalle remote nebbie della storia di questo pianeta, la Terra, giungo da un passato che tu non ricordi ma che io ho vissuto intensamente. Non importa il mio nome di nascita, sappi che nella mia seconda vita fui ricordato come Habasir, sono stato un&#8217;espressione della tua Anima, tu porti in te la mia impronta, la mia storia fà parte della tua, le mie mancanze sono anche tue, pure il mio splendore è dentro di te, esso ti appartiene, retaggio del mio duro lavoro per scoprire il mio Spirito, ora che cominci a ricordare, è anche tuo!</strong></p>
<p><strong>Partecipai all&#8217;invasione del Nuovo Mondo, a quei tempi la Spagna era la mia patria, ero uomo d&#8217;armi ma la crudeltà non era radicata in me e ciò che venne perpetrato a danno dei nativi mi scosse a tal punto che disertai. </strong><strong>Presi il mio cavallo, presi poche cose essenziali e nella notte fuggii da quel campo di predatori. Cavalcai per giorni fino a sfinirmi e crollai al suolo addormentandomi esausto, al mio risveglio mi ritrovai in una tenda e lì accanto a me, vi era un uomo, un nativo che fumava una pipa, non mi parlava con la voce ma io sentivo nella mia mente i suoi pensieri come fossero le sue parole, era un mago, pensai nella mia ignoranza.</p>
<p>Era un uomo dello Spirito che sapeva usare la capacità telepatica, curare con la sua energia e con le erbe, era un grande saggio e rimasi con lui per molti anni nello </strong><strong>Yukatlàn, il cui nome significa luogo della ricchezza e per me fù proprio così. In quei luoghi remoti imparai grandi cose sullo Spirito di noi esseri umani e sullo spirito che anima la natura, gli animali e tutte le cose, capii che tutto quello che mi avevano insegnato fin da bambino dovevo dimenticarlo se volevo; ed a un certo punto lo volli fortemente imparare a vivere comprendendo il mio viaggio su questa Terra. Compresi la mia ribellione all&#8217;esercito e a tutto ciò che non sentivo parte di me che non avevo mai percepito giusto per me!</strong></p>
<p><strong>Tu ora sai e forse senti che è già tutto in te, tutto ciò che io ho imparato è racchiuso in te, non devi più imparare devi solo ricordare, non hai bisogno di maestri e libri, benchè ti siano stati utili per giungere ove sei ora, non ti serviranno più in futuro. Il futuro è nelle tue cellule, nel tuo Cuore, ovunque in te.</strong> <strong>Percepisci l&#8217;energia che emana da questo ricordo che io sono per te? Percepisci  quanto potere può esserci in te, attraverso questo ricordo?</strong><br />
<strong> Se percipisci questo sei già sulla buona strada, stai ricordando!</strong></p>
<p><strong>Non hai bisogno di cercare&#8230; sei arrivato!</strong><br />
<strong> Non sentirti grande per questo, la strada è ancora lunga, non commettere l&#8217;errore che commisi io, non sentirti potente oltre misura, la misura è usarlo per il bene e non solo tuo, la misura è amare questo potere perchè esso è Amore. Ma se l&#8217;Amore non riesci a percepirlo, se questo potere è nella mente anzichè nel Cuore, allora fai attenzione perchè quello è stato il mio errore, altrimenti non saremmo ancora qui a parlarne. Attento potrebbe essere l&#8217;ultimo tuo viaggio qui se sarai maestro d&#8217;Amore per te stesso e per gli altri se ciò non sarà ritornerai qui, ritorneremo qui!</strong></p>
<p><strong>Sii portatore di pace, portatore d&#8217;Amore, medita ogni giorno se vuoi essere portatore di saggezza, insegna a chi ancora non ricorda, col tuo esempio aiuta, guarisci, educa </strong><strong><strong>e soprattutto AMA; </strong>eleva chi dev&#8217;esserlo ma anche rimprovera chi pensa che l&#8217;impegno sia una perdita di tempo ma non troppo, ognuno fà la sua scelta. Fai qualunque cosa con Amore, anche nella mansione più semplice, il fine è solo quello, ricordare l&#8217;Amore e riportare l&#8217;Amore su questo piano, siamo qui per questo.</p>
<p></strong>Habasir di Visione alchemica<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Diritto e Responsabilità</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 09:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/ed.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10661" alt="ed" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/ed.jpg" width="428" height="422" /></a></p>
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		<title>EDGAR CAYCE E LA SUA INTERPRETAZIONE DELL&#8217;APOCALISSE</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 22:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attraverso i suoi viaggi ultraterreni, Cayce apprese ad interpretare con acume la Bibbia. Secondo Cayce, la Bibbia è la narrazione simbolica della caduta e della restaurazione dell&#8217;anima umana alle sue origini divine. Il libro di Genesi è la testimonianza simbolica della caduta dell&#8217;umanità dal cielo e del suo originario paradiso perduto, in termini di stato</p><a href="http://www.visionealchemica.com/edgar-cayce-e-la-sua-interpretazione-dellapocalisse/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/apoca.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10653" alt="apoca" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/apoca.jpg" width="421" height="314" /></a><br />
<strong>Attraverso i suoi viaggi ultraterreni, Cayce apprese ad interpretare con acume la Bibbia. Secondo Cayce, la Bibbia è la narrazione simbolica della caduta e della restaurazione dell&#8217;anima umana alle sue origini divine. Il libro di Genesi è la testimonianza simbolica della caduta dell&#8217;umanità dal cielo e del suo originario paradiso perduto, in termini di stato di coscienza. La rivelazione è la testimonianza simbolica della restaurazione dell&#8217;umanità al cielo e paradiso trovato.</strong></p>
<p><strong>Il libro dell&#8217;Apocalisse è stato scritto da un uomo di nome Giovanni (forse Giovanni Apostolo) verso la fine della sua vita. John descrive una visione che egli sperimentò, probabilmente mentre sognava o meditava. Questa visione contiene una quantità enorme di simbolismo; lo stesso tipo di simbolismo si vedrebbe in un sogno, una visione del mondo dello spirito. Infatti, il libro dell&#8217;Apocalisse contiene il simbolismo del sogno del profeta Daniele. Tutti i sogni biblici, come quelli di Giuseppe, Gedeone, Daniele, Paolo e Pietro, sono molto simbolici e quindi avevano un significato nascosto spirituale piuttosto che un&#8217;interpretazione letterale dei simboli. Tale è il caso della &#8220;visione&#8221; di Giovanni descritta nel libro dell&#8217;Apocalisse.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/Edgar-Cayce.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10650" alt="Edgar Cayce" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/Edgar-Cayce.jpg" width="234" height="216" /></a><em>Edgar Cayce</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Durante i suoi diversi viaggi nei regni dello spirito, Cayce fu in grado di decodificare i segreti del simbolismo nel libro dell&#8217;Apocalisse. Ha dato una grande quantità di informazioni tese a svelare il significato nascosto del libro.</strong></p>
<p><strong>Cayce ha descritto la vera natura del rapporto tra l&#8217;uomo e Dio. Cayce ha rivelato che gli esseri umani hanno in realtà tre diverse dimensioni della coscienza umana: la mente cosciente (personalità, la mente subcosciente (anima) e il superconscio mente (spirito). Un obiettivo importante nella vita di tutti è quello di risvegliare la nostra mente superconscio per raggiungere ciò che Cayce ha chiamato a-one-ment con Dio. La Mente Superconscia viene chiamata con molti nomi in molte religioni e in molte culture diverse. Alcuni di questi nomi sono: coscienza del Buddha, coscienza di Cristo, la mente collettiva, mente universale, Inconscio collettivo (Jung), lo Spirito Santo, Brahman, Dio, la chiara luce bianca, Allah, Khidr, il Sé superiore, Intelletto Agente (filosofia aritotelica e cabala), il Metatron, Io sono ecc. I riferimenti di Cayce per il Cristo, la coscienza cristica e la mente di Cristo hanno poco a che fare con la personalità conosciuta come Gesù.</strong></p>
<p><strong>Cayce ha rivelato che Gesù divenne il Cristo &#8211; una piena manifestazione della coscienza di Cristo &#8211; la perfetta unione dell&#8217;umano con il divino. È desiderio di Dio che tutta l&#8217;umanità assurga allo stato del Cristo (o Buddha se si vive in Oriente). Tale condizione porterà davvero il Regno di Dio sulla terra. Cayce ha rivelato che il libro dell&#8217;Apocalisse è la storia simbolica di come l&#8217;umanità in generale (e un essere umano in particolare) raggiunge questa manifestazione del divino. L&#8217;interpretazione simbolica di Cayce riguardo al libro dell&#8217;Apocalisse può essere contenuta in un altro libro a sua volta. L&#8217;intero libro è stato scritto basandosi sull&#8217;interpretazione di Cayce della Rivelazione di Dio a Giovanni. Ha per titolo &#8220;Commentario di Edgar Cayce sulla Rivelazione&#8221;. C&#8217;è anche un video su questo argomento dai tipi di Are Foundation (l&#8217;organizzazione di Cayce). Quello che segue è una breve sintesi delle informazioni che ha ricevuto.</strong></p>
<p><strong>Capitoli 1-3: lettere alle 7 Chiese</strong></p>
<p><strong>Testo: Giovanni, sull&#8217;isola di Patmos, spiega che era nello spirito quando Cristo apparve a lui in piedi in mezzo a sette candelabri. Cristo dice a Giovanni di scrivere ciò che vede e sente riguardo alle sette chiese.</strong></p>
<p><strong>INTERPRETAZIONE</strong><br />
<strong>Mentre era in meditazione, le mente cosciente di Giovanni diventa aperta al suo subconscio e al suo superconscio. Le sette chiese e i sette sigilli rappresentano i sette centri spirituali (cioè, chakra) del corpo dove le forze fisiche, mentali e spirituali tutte si riuniscono. La mente superconscie all&#8217;interno di Giovanni gli dice che colui che può riprendere il controllo di questi centri spirituali all&#8217;interno dei loro corpi può accedere alla mente superconscia e non ha più bisogno di reincarnarsi nuovamente (3:12).</strong></p>
<p><strong>Ecco una tabella dei simboli:</strong></p>
<div><strong><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato2.jpg" /></strong></div>
<p><strong>Capitolo 4-11: Cristo apre i sigilli del libro in cielo</strong></p>
<p><strong>Testo: Giovanni ora si vede innanzi al trono di Dio e vede quattro bestie e i ventiquattro anziani intorno ad esso. Sul trono siede il Dio che ha un libro con sette sigilli. Giovanni piange quando scopre che nessuno può aprire i sigilli del libro. Uno degli anziani dice a Giovanni che il Cristo è in grado di aprire i sigilli. Cristo quindi apre i sigilli, e scatena molti cambiamenti sulla terra. Il settimo sigillo scatena i sette angeli che suonano le sette trombe come fosse un solo suono.</strong></p>
<p><strong>INTERPRETAZIONE</strong></p>
<p><strong><img class="aligncenter" alt="Il Giornale Online" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato3.jpg" />Giovanni ha un risveglio mentale quando raggiunge il livello spirituale della mente superconscia, all&#8217;interno del trono del suo corpo. Le quattro bestie sono i desideri bestiali dei quattro centri spirituali inferiori e i ventiquattro anziani sono i ventiquattro nervi che dal cervello porta ai cinque sensi. La Mente superconscia ora controlla pienamente il corpo di Giovanni. Il corpo è simboleggiato come un libro con sette sigilli che &#8220;nessuno ha la possibilità di aprire&#8221; (Apocalisse 5:3). Solo attraverso lo sviluppo della mente superconscia all&#8217;interno di una persona questi centri spirituali all&#8217;interno del corpo si aprono (cioè, spiritualmente attivati).</strong></p>
<p><strong>Come viene attivato ogni centro spirituale all&#8217;interno del corpo, diverse parti del corpo sono purificate e sconvolgimenti del corpo si verificano mentalmente, fisicamente e spiritualmente. Il superconscio spiritualmente attiva il settimo centro spirituale (l&#8217;ipofisi, la ghiandola maestra del corpo). Di conseguenza, si fa &#8220;sereno in cielo per una mezz&#8217;ora&#8221; (Apocalisse 8:1). Questo è il simbolo del perfetto controllo della mente per una mezz&#8217;ora attraverso la meditazione. Di seguito sono riportati alcuni dei simboli della rivelazione, interpretato da Cayce:</strong></p>
<div><strong><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato4.jpg" /></strong></div>
<div><strong>Capitolo 12-14: Una Donna, un Drago, due Bestie e un Agnello</strong><strong><img class="aligncenter" alt="Il Giornale Online" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato5.jpg" />Testo: Giovanni vede una donna con dodici stelle che porta in sè un bambino. Accanto alla donna è un drago che è pronto a divorare il bambino che lei deve dare alla luce. Dopo la nascita, il bambino è preso dal trono di Dio. In seguito, si verifica una guerra in cielo e il diavolo e i suoi angeli sono fatti precipitare dal cielo alla terra. Giovanni vede anche una bestia sorgere dal mare che adora il mondo. Allora, Giovanni vede un agnello sulla terra e gli angeli proclamano la caduta di Babilonia. </strong></p>
<p><strong>INTERPRETAZIONE</strong><br />
<strong>A Giovanni è mostrata un&#8217;immagine dell&#8217;anima dell&#8217;umanità nel suo sviluppo fin dai giorni dell&#8217;eternità. La donna simboleggia l&#8217;anima dell&#8217;umanità coronata con dodici stelle, i dodici modelli base della personalità umana come descritti nello Zodiaco. Il bambino che lei porta è la mente cosciente. Come nasce la mente cosciente, si attiva un antagonista del Sé che porta a ricorrenti periodi di ribellione nell&#8217;umanità. Attraverso l&#8217;intervento divino, la mente cosciente è protetta mentre la mente inconscia, sospesa, si è ritirata sotto il livello cosciente. Questa è la storia stessa come simboleggiato dalla caduta di Adamo ed Eva nel giardino dell&#8217;Eden. La ribellione dal fisico porta conflitto nell&#8217;anima, ma l&#8217;anima può rimanere al di sopra di esso rimanendo nascosta dalle forze della volontà del Sè.</strong></p>
<p><strong>La &#8220;bestia che emerge dal mare&#8221; sono gli animaleschi desideri egoistici che emergono dall&#8217;interno e sono in grado di controllare l&#8217;inconscio umano. Questi desideri emergono dell&#8217;intelletto non spirituale dell&#8217;umanità che il mondo adora come un simbolo di successo materiale. L&#8217;intelletto umano, privo di orientamento spirituale, si taglia fuori da tutto ciò che è divino. L&#8217;agnello che vede Giovanni sono le forze della mente superconscia nel mondo che entrano in azione. &#8220;Babilonia&#8221;, il desiderio umano di ricchezze terrene e il successo di gratificazione della carne, comincia a essere distrutta quando agli umani sono indicate le conseguenze della loro prostituzione delle loro facoltà superiori.</strong></p>
<div><strong><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato6.jpg" /></strong></div>
<p><strong>Capitolo 15-18: sette angeli, sette fiale di sette piaghe e una prostituta, una bestia a sette teste di cavallo</strong></p>
<p><strong><img class="aligncenter" alt="Il Giornale Online" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato7.jpg" />Testo: A Giovanni si mostrano sette angeli, ognuno dei quali porta una coppa contenente una piaga che si riversa sulla terra una alla volta. Poi Giovanni vede una donna seduta su una bestia a sette teste con dieci corna. La donna indossa sulla sua fronte il nome misterioso, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra. A Giovanni è detto che le sette teste simboleggiano le sette montagne, su cui la donna si siede e le dieci corna simboleggiano i dieci re. Questi fanno la guerra contro l&#8217;agnello e l&#8217;agnello li vince.</strong></p>
<p><strong>INTERPRETAZIONE</strong><br />
<strong>Giovanni sta vedendo nell&#8217;anima dell&#8217;umanità, l&#8217;inconscio collettivo, che le anime degli individui sono purificate e testate su sette livelli di coscienza, simboleggiati dalle sette piaghe scatenate dai sette angeli. Quando tutti i sette livelli di coscienza sono stati depurati, allora e solo allora un uomo può controllare le forze fisica, mentale e spirituale all&#8217;interno del suo corpo. Le malattie fisiche derivano da un uso improprio delle forze e dall&#8217;autogratificazione della carne, e dal conflitto con la Verità universale. Questo porta all&#8217;esterno al conflitto mondano contro governi e gruppi. La fine delle sette piaghe giunge quando i concetti e le istituzioni sociali dell&#8217;umanità collassano, lasciando che la verità universale si realizzi.</strong></p>
<p><strong>La prostituta di Babilonia simboleggia la brama di desiderio dell&#8217;umanità di ricchezze e di gratificazione della carne. La bestia che essa cavalca sono le idee artificiali derivanti dall&#8217;auto-gratificazione. Viene spiegato a Giovanni che queste forze hanno preso il controllo dei sette centri spirituali del corpo umano, che quindi diventano posseduti e governati. Tuttavia, quando le forze più alte dell&#8217;evoluzione dell&#8217;umanità sopraffanno le forze del sé, anche i dieci stimoli-base del corpo, simboleggiati dalle dieci corna, nel tempo soddisferanno il modello divino. Allorchè la natura divina nell&#8217;uomo diventa meno compresa, la società è distrutta &#8220;manu sua&#8221; attraverso l&#8217;auto-gratificazione.</strong></p>
<div><strong><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato8.jpg" /></strong></div>
<p><strong>Capitolo 19-22: Gioia in cielo, il diavolo gettato in un pozzo, un nuovo cielo e nuova terra</strong></p>
<p><strong>Testo: Giovanni ora vede molta gioia in cielo e l&#8217;apparizione di Cristo. Un angelo getta il diavolo in un pozzo per mille anni. Giovanni vede poi un nuovo cielo e una nuova terra venire in essere.</strong></p>
<p><strong>INTERPRETAZIONE</strong><br />
<strong>Quella che era la salvezza finale delle forze fisiche, mentali e spirituali descritte all&#8217;interno dell&#8217;Apocalisse di Giovanni, ora sono mostrate prendere posto nell&#8217;umanità collettiva. Quando l&#8217;umanità riconosce la divinità all&#8217;interno di essa come forza di controllo in tutto il mondo e si allontana dal noto e diffuso modello del vivere egoicamente, scompare il vecchio modello e il nuovo modello di Cristo emerge.</strong></p>
<p><strong>A Giovanni è detto che la fusione del Sè evoluto con il superconscio divino, che ha avuto luogo in Giovanni, deve aver luogo in tutta l&#8217;umanità (Apocalisse 19:7). Il modello soddisfatto dell&#8217;umanità evoluta, il Cristo (cioè, superconscio mente), è ora visualizzato in una posizione di potere (la cosiddetta &#8220;seconda venuta di Cristo&#8221;). Ora l&#8217;archetipo di continue ribellioni dell&#8217;umanità, l&#8217;intelletto che esprime falsa volontà egoistica simboleggiato come il &#8220;diavolo&#8221;, è imprigionato per un certo tempo nella mente dell&#8217; inconscio collettivo. Durante questo periodo di mille anni (i 1000 anni del Regno di Cristo), sarè consentito solo alle anime evolute di incarnarsi sulla terra (Apocalisse 20:4). Alla fine di questo periodo, le rimanenti anime cominciano a incarnarsi, portando con sé i loro desideri e ambizioni insoddisfatti. Questo, naturalmente, porta alle precedenti condizioni di squilibrio (guerre e pestilenze). Queste condizioni, tutti artificiose, ora sono esse stesse eliminate e tutte le forme mentali e i modelli non formati dalla volontà divina vengono eliminati (20:14).</strong></p>
<p><strong>&#8220;Nuovi cieli e nuova terra&#8221;. Giovanni vede il perfezionato stato di coscienza dell&#8217;umanità e il corpo di luce rigenerato. A questo punto la mente umana è una con il divino nella perfezione del controllo ed è esente da limitazioni esterne. La mente cosciente umana si fonde con la mente superconscia. Giovanni afferma che se qualcuno aggiunge o toglie qualcosa a questo libro, costui sperimenterà le piaghe descritte in questo libro. Il libro è il corpo, che è il veicolo per l&#8217;esperienza umana del mondo. Attraverso il corpo sono apprese le lezioni dell&#8217;anima. Non ci può essere nessuna scorciatoia senza conseguenze disastrose per l&#8217;organismo.</strong></p>
<div><img alt="" src="http://www.altrogiornale.org/images/newspost_images/cayceplato9.jpg" /></div>
<p>Fonte: www.altrogiornale.org</p>
</div>
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		<title>IL LIBRO DELL’APOCALISSE</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 22:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Apocalisse è una descrizione, una possibilità della tua stessa coscienza, e non un fatto storico, non una fantasia, ma ciò che la tua stessa anima ha cercato e sempre cerca in tutte le sue esperienze. Le visioni, le esperienze, i nomi, le chiese, i luoghi, i dragoni, le città, tutti questi archetipi presenti in Apocalisse</p><a href="http://www.visionealchemica.com/il-libro-dellapocalisse/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/Edgar-Cayce.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10650" alt="Edgar Cayce" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/Edgar-Cayce.jpg" width="234" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L’Apocalisse è una descrizione, una possibilità della tua stessa coscienza, e non un fatto storico, non una fantasia, ma ciò che la tua stessa anima ha cercato e sempre cerca in tutte le sue esperienze.<br />
Le visioni, le esperienze, i nomi, le chiese, i luoghi, i dragoni, le città, tutti questi archetipi presenti in Apocalisse non sono altro che simboli di quelle forze che possono guerreggiare nell’intimo dell’individuo nel suo viaggio attraverso la materia, a partire dall’ingresso nella manifestazione materiale fino all’ingresso nella gloria, o al risveglio nello spirito.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Studiate l’Apocalisse così:<br />
Sappiate, come è stato dato ogni simbolo, ogni condizione, esso rappresenta o presenta al sé uno studio del tuo stesso corpo, con tutte le sue emozioni, tutte le sue capacità. Tutti i suoi centri fisici rappresentano delle esperienze attraverso le quali il tuo stesso essere mentale e spirituale e fisico passa. Perché è in verità la rivelazione (=apocalisse) del sé.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Se leggerai il Libro dell’Apocalisse con l’idea del corpo come l’interpretazione, comprenderai te stesso e imparerai veramente ad analizzare, psicoanalizzare, analizzare mentalmente gli altri. Ma dovrai imparare ad applicarlo prima in te stesso.<br />
</strong><br />
<strong>&#8212;&#8212;-</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>D- E’ corretto se interpretiamo le sette chiese come i simboli dei sette centri spirituali nel corpo fisico?</strong><br />
<strong> R- Corretto.</strong><br />
<strong> D- E’ corretto se interpretiamo i ventiquattro anziani come i ventiquattro nervi del cranio della testa collegati in particolare ai cinque sensi?</strong><br />
<strong> R- Corretto.</strong><br />
<strong> D- Il riferimento frequente al trono indica la testa in cui si trovano i centri ghiandolari superiori?</strong><br />
<strong> R- Corretto.</strong><br />
<strong> D- E’ corretto se interpretiamo le quattro bestie come i quattro temperamenti (desideri) fisici fondamentali dell’uomo che devono essere superati?</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>R- Corretto. In tutti questi sia chiara una cosa: questi sono espressi in simboli; in questi rappresentano le forze elementari – come il corpo è della terra fa parte degli elementi.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>D- E’ corretto se interpretiamo i 144 000 che vennero sigillati come la struttura cellulare spiritualizzata delle dodici parti principali del corpo?</strong><br />
<strong> R- Corretto. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Edgar Cayce<br />
Studi sul Libro della Rivelazione</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: left;">Fonte: www.altrogiornale.org</p>
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		<title>I 7 ARCHETIPI</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 21:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Visione Alchemica]]></category>
		<category><![CDATA[7 ARCHETIPI]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Gli archetipi sono simboli di concetti ed istinti primordiali, forme del pensiero e dell’immaginario umano e, secondo una definizione di Jung, ”Modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana” . Temi e schemi dominanti nella vita dell’uomo che si ritrovano in ogni cultura, e che hanno un’eco nei miti, nelle favole, nelle</p><a href="http://www.visionealchemica.com/i-7-archetipi/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/archetipi.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-10645" alt="archetipi" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/archetipi.jpg" width="480" height="360" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Gli archetipi sono simboli di concetti ed istinti primordiali, forme del pensiero e dell’immaginario umano e, secondo una definizione di Jung,<br />
”Modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana” .</strong></p>
<p><strong>Temi e schemi dominanti nella vita dell’uomo che si ritrovano in ogni cultura, e che hanno un’eco nei miti, nelle favole, nelle leggende; gli archetipi, come simboli delle stesse energie primarie che animano ed originano i comportamenti umani, sono impronte presenti nella psiche come una eredità genetica, come un marchio di appartenenza.</strong></p>
<p><strong>Con il concetto di archetipi si amplia l’inconscio individuale in inconscio collettivo, il contenitore simbolico che riunisce in un processo dinamico ogni individualità. Possiamo immaginare l ‘inconscio collettivo come un grande fiume che tocca ogni sponda e che in sè, contiene tutto ciò che era presente alla sorgente. Gli archetipi che si muovono in questa dimensione, sono qualcosa di molto più profondo del simbolo, sono la focalizzazione di un simbolo, il seme grazie a cui il simbolo evolve.</strong></p>
<p><strong>L’energia archetipica si esprime in ogni esperienza umana: si evolve da una matrice innata ed inconscia, si manifesta come simbolo o come immagine, ed in seguito come sentimento ed emozione. Le emozioni comprendono dolore, amore, entusiasmo, passione, estasi ecc. e costituiscono ciò che dell’archetipo affiora, il livello più cosciente dell’energia archetipica.</strong></p>
<p><strong>Possiamo sperimentare la forza degli archetipi nei sogni ed in ogni fase della nostra vita: nel momento in cui lasceremo la casa di origine per avventurarci nel mondo, ci confronteremo con l’archetipo del viaggio, nel momento in cui faremo figli, sentiremo il potere del femminile, della madre, dell’anima o, se siamo uomini, il maschile, il grande padre..</strong></p>
<p><strong>Gli archetipi principali (da cui originano tutti gli altri), sono sette e si considerano in coppie di opposti: femminile e maschile, nemico ed eroe, morte-rinascita e viaggio, mentre l’archetipo del Sé, nucleo fondamentale dell’individuo, sarà centrale ed isolato, ma in tensione dinamica con tutti gli altri.</strong></p>
<p><strong>I sette archetipi che tracciano il percorso di autorealizzazione tracciato dalla Psicologia Transpersonale divide il cammino di crescita in sette simboli archetipali di base:</strong></p>
<ol>
<li><strong> Il Bambino,</strong></li>
<li><strong> Il Viandante,</strong></li>
<li><strong> Il Cercatore,</strong></li>
<li><strong> Il Guerriero,</strong></li>
<li><strong> L&#8217;Imperatore,</strong></li>
<li><strong> Il Mago</strong></li>
<li><strong> Il Saggio.</strong></li>
</ol>
<p><strong>Il cammino inizia da uno stato di fusione con la realtà in cui siamo appagati da ciò che ci circonda, in quanto veniamo nutriti dall&#8217;ambiente stesso, vissuto in maniera simbiotica, senza distinzione tra bimbo-individuo e madre-matrice: siamo nell&#8217;archetipo del Bambino, ma questo stadio non può durare in eterno e prima o poi veniamo dalla vita sospinti nel processo di individuazione dove cominciamo a vagare senza meta precisa (siamo dei Viandanti), semplicemente mossi dai nostri bisogni non soddisfatti, e questa fase può durare moltissimo tempo.</strong></p>
<p><strong>In seguito a forti esperienze interiori e di vita cominciamo a intravedere una meta interna da raggiungere ed allora inizia una ricerca finalizzata (diventiamo dei Cercatori), in pratica &#8220;ci mettiamo sul sentiero&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Nelle fasi successive ci troviamo a lottare per conquistare la nostra anima simboleggiata da &#8220;il tesoro perduto&#8221;, il &#8220;Sacro Graal&#8221;, &#8220;la principessa da liberare&#8221; (siamo dei Guerrieri) e quando risultiamo vincitori della nostra battaglia personale ci mettiamo a regnare (siamo degli Imperatori) su di un Regno finalmente riconosciuto e riconquistato, nuovamente fertile (&#8220;Il Re e il Regno sono una cosa sola&#8221; si dice nella saga di Re Artù, quando il &#8220;re si addormenta&#8221; la terra inizia a diventare sterile&#8230;).</strong><br />
<strong><br />
Il passo seguente nella Via dell&#8217;autorealizzazione è il dominio di un regno ancor più sfuggente e impersonale, collegato direttamente alla dimensione magica dell&#8217;universo e la sua maestria ci spinge al rango di Maghi, mentre la completa trascendenza e disidentificazione da tutto ciò che sia duale e non unitario spetta all&#8217;archetipo finale del Saggio, che oggi stiamo trattando</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://sites.google.com/site/qui135/psicosintesi-fiorenzo/1-8---approfondimenti/--archetipi/cosa-sono-gli-archetipi" target="_blank">qui35</p>
<p></a></p>
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		<title>Dialogo tra Neo e l&#8217;Architetto</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 21:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quante anomalie esistono oggi nel sistema? Architetto: Salve Neo. Neo: Lei chi è? Architetto: Io sono l&#8217;Architetto. Ho creato io Matrix. Ti stavo aspettando. Tu hai molte domande sebbene il tuo processo abbia alterato la tua coscenza resti irreversibilmente umano. Ergo alcune delle mie risposte potrai comprenderle altre no. Concordemente malgrado la tua prima domanda</p><a href="http://www.visionealchemica.com/dialogo-tra-neo-e-larchitetto/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/neo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10641" alt="neo" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/neo.jpg" width="384" height="319" /></a></p>
<p><b>Quante anomalie esistono oggi nel sistema?</b></p>
<p><strong>Architetto</strong>: Salve Neo.<br />
<b>Neo:</b> Lei chi è?<br />
<b>Architetto: </b>Io sono l&#8217;Architetto. Ho creato io Matrix. Ti stavo aspettando. Tu hai molte domande sebbene il tuo processo abbia alterato la tua coscenza resti irreversibilmente umano. Ergo alcune delle mie risposte potrai comprenderle altre no. Concordemente malgrado la tua prima domanda possa essere la più pertinente potresti renderti conto o non renderti conto che essa è anche la più irrilevante.<br />
<b>Neo: </b>Perchè mi trovo qui?<br />
<b>Architetto: </b>La tua vita è il prodotto residuo non compensato del bilanciamento delle equazioni inerenti alla programmazione di Matrix. Tu sei il risultato finale di una anomalia che nonostante i miei sforzi sono stato incapace di eliminare da quella che altrimenti è una armonia di precisione matematica. Sebbene resti un problema costantemente arginato essa non è imprevedibile pertanto non sfugge a quelle misure di controllo che ti hanno condotto inesorabilmente qui.<br />
<b>Neo:</b> Non ha risposto alla mia domanda.<br />
<b>Architetto: </b>Giusto è vero. Interessante, sei stato più veloce degli altri. Matrix è più vecchia di quanto tu immagini. Io preferisco contare partendo dalla comparsa della prima anomalia fino al manifestarsi della successiva. Questa è la sesta versione.<br />
<b>Neo: </b>Ci sono solo due possibili spiegazioni: o nessuno me lo ha mai detto, o nessuno lo sa.<br />
<b>Architetto: </b>Precisamente. Come ora stai senza dubbio intuendo l&#8217;anomalia è sistemica e crea pericolose fluttuazioni anche nella più semplice equazione.<br />
<b>Neo: </b>La scelta. Il problema è la scelta.<br />
<b>Architetto: </b>La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta, una opera d&#8217;arte, impeccabile, sublime. Un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento. L&#8217;inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale conseguenza della imperfezione intrinseca dell&#8217;essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura. Tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento. In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perchè esigeva una mente inferiore o se vogliamo una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione. Tant&#8217;è che la soluzione fu trovata per caso da un altro <a id="_GPLITA_0" style="text-decoration: underline;" title="Click to Continue &gt; by Browse to Save" href="http://www.lucianogiustini.org/blog/documents/dialogo_matrix2_architetto.html#">programma</a> intuitivo. Inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana. Se io sono quindi il padre di Matrix, lei è senza dubbio alcuno sua madre.<br />
<b>Neo:</b> L&#8217;Oracolo.<br />
<b>Architetto: </b>Ti prego. Come ho detto lei trovò per caso una soluzione grazie alla quale il novantanove per cento dei soggetti testati accetò il sistema a condizione di avere una scelta anche se la consapevolezza di tale scelta era a livello quasi inconscio. Benchè la trovata funzionasse era fondamentalmente difettosa dato che di fatto generava quella contraddittoria anomalia sistemica che se non controllata poteva minacciare il sistema stesso. Ergo, coloro che lo rifiutavano e parliamo sempre di una minoranza lasciati senza controllo potevano costituire una crescente probabilità di disastro.<br />
<b>Neo: </b>Qui sta parlando di Zion.<br />
<b>Architetto: </b>Tu ora sei qui perchè Zion sta per essere distrutta. Ogni suo abitante sarà sterminato e l&#8217;esistenza stessa della città cancellata.<br />
<b>Neo: </b>Stronzate.<br />
<b>Architetto:</b> Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane, comunque sia stai tranquillo: questa sarà la sesta volta che siamo costretti a distruggerla e ormai siamo diventati oltremodo efficenti nel farlo. La funzione dell&#8217;eletto è quella di tornare alla sorgente permettendo una temporanea distribuzione del codice di cui sei portatore e il ripristino del programma originale, dopo ti verrà richiesto di selezionare dall&#8217;interno di Matrix ventitre inidvidui, sedici femmine e sette maschi per ricostruire Zion. La mancata ottemperanza a questo processo provocherà un cataclismico crash del sistema che ucciderà chiunque sia collegato a Matrix cosa che abbinata all&#8217;annientamento di Zion sostanzialmente cuserà l&#8217;estenzione della intera razza umana.<br />
<b>Neo: </b>Non vi conviene, non lo permetterete. Gli essere umani vi servono per sopravvivere.<br />
<b>Architetto: </b>Esistono livelli di sopravvivenza che siamo preparati ad accettare, tuttavia la questione più rilevante è se tu sei pronto ad accettare la responsabilità della morte di ogni essere umano di questo mondo. E&#8217; interessante osservare le tue reazioni. I tuoi cinque predecessori erano di proposito costruiti intorno alla comune attribuizione di una sensibilità positiva allo scopo di creare un profondo attaccamento al resto della tua specie per il compito dell&#8217;evento. Ma se gli altri vivono questo attaccamento in modo generico la tua esperienza a riguardo è molto più specifica dato che coinvolge l&#8217;amore.<br />
<b>Neo: </b>Trinity!<br />
<b>Architetto: </b>A proposito è entrata in Matrix per salvarti la vita a costo della sua.<br />
<b>Neo: </b>No!<br />
<b>Architetto: </b>Il che ci porta infine al momento della verità Neo in cui la vostra fondamentale imperfezione finalmente si manifesta e la anomalia può rivelarsi nella sua doppia veste di inizio e di conclusione. Ci sono due porte. La porta alla tua destra conduce alla sorgente e alla salvezza di Zion. Quella alla tua sinistra riconduce a Matrix, a lei e alla tragica fine della tua specie. Come tu hai ben riassunto, il problema è la scelta. Ma noi sappiamo gia quello che farai non è vero? Già intravedo la reazione a catena. Preculsori chimici che segnalano la insorgenza di una emozione disegnata appositamente per soffocare logica e ragione, una emozione che già ti acceca e che ti nascande la semplice ed ovvia verità. Lei è condannata sta per morire e non c&#8217;è niente che tu possa fare per inmpedirlo. La speranza, la quintessenziale illusione umana e al tempo stesso la fonte della vostra massima forza e della vostra massima debolezza.<br />
<b>Neo:</b>Se fossi in lei spererei di non dovermi reincontrare.<br />
<b>Architetto: </b>Non accadrà.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;.<iframe src="http://www.youtube.com/embed/C6AGtZQTL2M" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Scoperta nel Mediterraneo la mitologica città di Heracleion</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>visionealchemica</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Visione Alchemica]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[egizi]]></category>
		<category><![CDATA[Franck Goddio]]></category>
		<category><![CDATA[greci]]></category>
		<category><![CDATA[Heracleion]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[scoperte archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Thonis]]></category>
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		<description><![CDATA[Giaceva trenta metri sotto il livello del mare. Ci sono voluti tre anni di scavi e quattro di ricerche geofisiche. La città porta il nome di Heracleion (per i greci) o Thonis (per gli antichi egizi). Una città a dir poco mitologica riemerge dagli abissi Mar Mediterraneo dopo essere stata sepolta nella sabbia e nel</p><a href="http://www.visionealchemica.com/scoperta-nel-mediterraneo-la-mitologica-citta-di-heracleion/">(More)…</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/statua-sommersa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10635" alt="statua-sommersa" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/statua-sommersa-300x208.jpg" width="391" height="271" /></a></h3>
<h3>Giaceva trenta metri sotto il livello del mare. Ci sono voluti tre anni di scavi e quattro di ricerche geofisiche. La città porta il nome di Heracleion (per i greci) o Thonis (per gli antichi egizi).</h3>
<p><strong>Una città a dir poco mitologica riemerge dagli abissi Mar Mediterraneo dopo essere stata sepolta nella sabbia e nel fango per più di 1.200 anni. La città in questione è Heracleion per gli antichi greci (Thonis per gli antichi egizi), che era stata scoperta a 30 metri sotto il livello del mare ad Abukir, nei pressi di Alessandria. </strong></p>
<p><strong>Le ricerche sono ad opera di Franck Goddio e del suo gruppo archeologico che afferisce allo IEASM, European Institute for Underwater Acheology. Successivamente ad alcune ricerche geofisiche, le quali si sono protratte per più di 4 anni, e soprattutto dopo tre anni di scavi, Goddio e i suoi stanno svelando a poco a poco tutti i misteri della città scomparsa.</strong></p>
<p><a href="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/e2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10637" alt="e2" src="http://www.visionealchemica.com/wp-content/uploads/2013/05/e2.jpg" width="440" height="292" /></a></p>
<p><strong>Con evidente stupore le acque hanno restituito reperti ben conservati che narrano di un vivace porto antico, centro nevralgico del commercio internazionale, ma anche di un attivo centro religioso. Secondo quanto scritto dal Telegraph, la città di Thonis-Heracleion era un punto importantissimo per gli scambi di merci e beni tra il Mediterraneo e il Nilo.</strong></p>
<p><strong>I ricercatori hanno trovato numerosi relitti, nonché monete d’oro, pesi da Atene, stele giganti scritte in egiziano e greco antico. Ma la città sommersa nascondeva anche manufatti religiosi. Tra questi un’enorme scultura in pietra.</strong><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/z7JQeLfFzhQ" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe><br />
Fonte: <a href="http://pianetablunews.wordpress.com/2013/05/09/scoperta-nel-mediterraneo-la-mitologica-citta-egizia-di-heracleion/" target="_blank">Pianeta blu<br />
</a></p>
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