IL CUORE HA DELLE RAGIONI CHE LA RAGIONE NON CONOSCE

Si parla molto della meraviglia del cuore metafisico, ma cosa si dice del suo gemello, quello fisico? Oltre a battere per mantenerci in vita, le nuove scoperte stanno mostrando una realtà molto lontano del vecchio paradigma che considera il cuore umano niente più che un’essenziale, sofisticato, pompa meccanica!

Con un’ecografia, il cuore di un feto è tracciabile molto prima che si sviluppa il cervello e se siete genitori, sapete molto bene che il primo incontro con il vostro bambino è tramite il battito del cuore percepibile già dalle prime settimane di gravidanza. In altre circostanze meno liete, un’inaspettata attività cardiaca, come le palpitazioni cardiache per esempio, è un segnale di avvertimento che crea preoccupazioni il più delle volte, perciò sembrerebbe che la ’partnership’ che abbiamo con il cuore, è basata su un accordo di reticenza perché finché il cuore tace,  tutto va bene!

L’Istituto HeartMath fondato nel 1991, dedica la sua ricerca a esplorare quello che è generalmente ignorato dalla biologia tradizionale per quanto riguarda: l’intelligenza del cuore umano, come influenza il cervello, e le conseguenze la comunicazione cuore/cervello ha sulla coscienza umana; appunto perché, nuove prove scientifiche stanno confermando che il cuore fisico è un organo sensoriale, un centro specializzato nel ricevere ed elaborare informazioni nello stesso modo in cui funziona la quarta dimensione del sistema metafisico.

Gli scienziati hanno sempre ritenuto che le informazioni ricevute dal corpo sarebbero state inviate dal cervello, comunemente considerato il più influente organo, anche a causa del suo gran consumo di energia.  Il cervello umano, occupa solo il 2% della massa corporea ma è responsabile di circa il 20% del nostro consumo di ossigeno. Anche se richiede grandi quantità di energia, è il cuore umano che eccelle nella riproduzione di energia, generando un campo vasto e potente attraverso il suo ritmo bio-magnetico. Rispetto al campo elettromagnetico prodotto dal cervello, il campo energetico generato dal cuore, è di circa sessanta volte maggiori in ampiezza, e permea ogni cellula del corpo; il suo componente magnetico è di circa 5000 volte più forte del campo magnetico del cervello e può essere rilevato diversi metri di distanza dal corpo con apparecchiature sofisticate e sensibili.

Il filosofo e teologo francese Blaise Pascal (1623-1662) scrisse:

Il Cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce

è non avevo torto, perché il cuore non solo invia segnali al cervello, il fatto notevole è che invia molti più segnali al cervello, di quelli che esso manda al cuore, dimostrando una straordinaria capacità comunicativa multidimensionale che include:

  • Comunicazione neurologica (sistema nervoso)
  • Comunicazione biofisica (onda d’impulso)
  • Comunicazione biofisica (ormoni)
  • Comunicazione energetica (campi elettromagnetici)

Da una semplice, sofisticata, pompa meccanica, queste quattro modalità dimostrano l’immenso potere che il cuore possiede nell’agire come un comunicatore neurologico, biofisico, biochimico ed energico, orchestrando, in modo olistico, tutti i sistemi all’interno del corpo fisico confermando come i diversi modelli di attività cardiaca hanno effetti diversi sulla biologia umana. Ad esempio: “venting” ossia, lo scarico emotivo e lo stress sono associati ad un irregolare, ritmo cardiaco incoerente e disordinato. Quando il battito cardiaco è impreciso, il corrispondente modello di segnali neurali, che viaggiano dal cuore al cervello, inibisce il funzionamento cognitivo, limitando la capacità di prendere decisioni creative.
Al contrario, sentimenti come la gratitudine, l’affetto e l’apprezzamento sono associati con dei modelli ritmici costanti e coerenti, facilitando la funzione cognitiva, rafforzando sentimenti positivi come la stabilità emotiva; inoltre, battiti cardiaci regolari generano corrispondenti modifiche nella struttura del campo elettromagnetico irradiato dal cuore, che può essere misurata con una tecnica chiamata analisi spettrale GDV.

Einstein è arrivato alla conclusione che la componente primaria dell’universo non è la materia, ma l’energia, perciò è la qualità dell’energia del quarto livello di coscienza a stabilire il modo in cui la comunicazione percorre dal cuore fisico al cervello.

In alcune scuole metafisiche, il sistema energetico del quarto livello di coscienza è conosciuto come il corpo mentale. Dal punto di vista energetico, prima di arrivare al cervello, un pensiero è individuato tra milioni di forme-pensiero che influenzano e persino dettano i nostri processi mentali, quindi il cervello umano non produce pensieri ma piuttosto è come un computer che ospita i messaggi che vibrano nei cristalli di luce che fluttuano nel corpo mentale. Quest’oceano sconfinato di forme-pensiero veloce e spesso caotico rimanda alla società e al paese di appartenenza: in effetti, questi cristalli di luce personali sono trasmettitori delle forme di pensiero collettive, più vaste e più potenti.  Quando viviamo una vita inconsapevole, senza entrare mai nel respiro vuoto del quarto corpo sottile, giorno dopo giorno, le forme-pensiero nei cristalli di luce vengono energizzate e attivate, consumando energia vitale preziosa, favorendo tensione e stress, una patologia ormai diventata il nemico numero uno dell’umanità dove molte malattie fisiche, come quelle cardiache per esempio, ne sono la conseguenza.

Quando il respiro energetico è sbilanciato, lo è anche quello fisico. Tramite la sospensione del respiro polmonare (apnea), intesa come una respirazione irregolare o superficiale, la mente si sconnette dal corpo fisico (sradicamento energetico) riducendo il flusso di ossigeno ed energia disponibile per nutrire entrambi i cuori. Questo lascia la mente indisciplinata e libera di vagare. Senza il corpo fisico come ancora, esso è incapace di rispondere con soluzioni coerenti, sensate e fondamentali, ribellando con re-azioni invece che con soluzioni.

La verità è che i nostri pensieri indisciplinati vagano costantemente lontano dal corpo nella speranza di trovare le risposte altrove per soddisfare il desiderio di vivere una vita diversa da quella che ci appartiene. Desiderare un cambiamento non può fungere da catalizzatore per la trasformazione, ciò che è richiesto è la resa delle vecchie strategie che assicuravano la sopravvivenza del bambino/a nel passato, un viaggio dalla negazione all’accettazione della propria autorità e la capacità di proteggere e soddisfare i bisogni ora come un adulto maturo.

La vita è una trasmutazione continua da uno stato all’altro, paradossalmente, l’unica costante nella vita è il cambiamento. L’equivoco umano è il nostro attaccamento e insistenza nel trasmettere ciò che è sterile e dualistico; la nostra sfida sta nell’abbracciare tutto ciò che sorge nel momento in cui lo sentiamo, qualunque emozione sia, anche in ombra, perché i sentimenti dolorosi, aggressivi, infantili e discutibili meritano di essere riconosciuti, rispettati e dato spazio come qualsiasi altro sentimento positivo – questo è l’inizio dell’auto-accettazione, è una qualità essenziale del nucleo del cuore metafisico. Tuttavia, per quanto nobile il gesto, l’accettazione non verrà dal cuore se forzato a causa di un conflitto interiore. La resistenza o il rifiuto di accettare qualcosa non è poco caritatevole, sbagliato o egoista se messa in parallelo alla crescita; cercando di dimostrare il contrario significa negare una verità fondamentale della natura umana – gli uomini e le donne sono imperfetti!

Convincere gli altri, e noi stessi, che quello che fa male non ci importa affatto, è uno stratagemma per forzare l’accettazione, sia per buonismo, rispettabilità, sia per paura di disturbare gli altri, quando tutto è inaccettabile, invece di ‘prendersi a botte’ da soli o zuccherare ogni pillola amara, riconoscendo la nostra incapace di ‘accettare’ può effettivamente rivelarsi un potente strumento di crescita. Con l’aiuto del cuore metafisico che viene al nostro salvataggio, nasce all’improvviso, l’opportunità di riesaminare e terminare un collegamento permanente con l’auto-giudizio perché è perfettamente Ok non sentirsi Ok!

Quando il cuore fisico è messo sotto pressione, se aumentiamo il volume della consapevolezza, è il cuore metafisico che viene in soccorso a causa della sua capacità di trasformare, armonizzare e trasmutare qualunque cosa all’interno del suo centro energetico, nel suo respiro interno, verso il vuoto. Essere presenti nel cuore, letteralmente significa essere in ‘modalità di presenza’, intensamente lucido, vivo e consapevole di ciò che sta accadendo ora, qui, nel momento.

Il cuore metafisico ama i paradossi, l’accettazione autentica implicherà avere il coraggio di ammettere, con onestà, tutto quello che stiamo sperimentando nel momento, per quanto assurdo possa sembrare, il primo passo verso l’accettazione è ammettendo “Accetto che non sono in grado di accettare!”
È così semplice. Qualsiasi altra dichiarazione sarebbe auto-tradimento, perché la negoziazione o repressione dei nostri veri sentimenti, per pudore, moralismo, senso di colpa o per salvare le apparenze, è negazione.

Nell’accogliere tutto di noi stessi, lo spazio creato dal centro del cuore energetico si espande verso l’esterno nella nostra realtà circostante e avvolge tutto ciò e chi entra nel nostro campo energetico. Questo processo potente influenzerà anche il cuore fisico modificando i nostri campi magnetici.
Rolin McCratey Ph.D direttore di ricerca presso l’Istituto HeartMath conferma questo avvenimento miracoloso:

“Imparando a spostare le nostre emozioni, stiamo cambiando le informazioni codificate nei campi magnetici irradiate dal cuore, e che può avere un impatto su coloro che ci circondano. Siamo fondamentalmente e profondamente collegati tra di noi e il pianeta stesso”.

La nostra “grazia salvifica” è il cuore umano, sia fisicamente, sia energeticamente. Mahatma Gandhi è stato segnalato per aver detto:

Come esseri umani, la nostra grandezza non risiede tanto nel riuscire a rifare il mondo – che è il mito dell’era atomica – ma di essere in grado di rifare noi stessi”.

Mettersi in discussione, rompere i paradigmi e pensare fuori dagli schemi, è una rivoluzione interiore che energeticamente, fisicamente, emozionalmente e spiritualmente incomincia dal cuore.

Caroline Mary Moore

 




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